Nagoya – La produzione mondiale di Toyota nei primi sette mesi del 2009 ha fatto registrare un crollo del 37,8% su base annua, a 3,61 milioni di unità. Lo ha reso noto in una nota il colosso automobilistico di Nagoya, secondo il quale soltanto in Giappone gli impianti del gruppo hanno costruito veicoli per 1,79 milioni di unità, il 41,5% in meno rispetto allo stesso periodo del 2008. La componente estera, invece, si attesta a 1,81 milioni di veicoli (-33,5%). 
Toyota Motor ha  anche annunciato il blocco della produzione di veicoli negli impianti californiani, a partire da marzo 2010. Si tratta delle strutture della New United Motor Manufacturing (Nummi), la joint venture fondata con la General Motors. La decisione segue quella di GM di volere disimpegnarsi dalla joint venture paritetica creata nel 1984. La chiusura di Nummi, che ha attualmente 4.500 lavoratori, è la prima in assoluto per un impianto negli oltre 70 anni della Toyota. Atsushi Niimi, vice presidente esecutivo della Toyota, ha detto che non è più <<economicamente fattibile continuare la produzione>> che sarà trasferita in Texas, Canada e Giappone.
A preoccupare arriva il dato che la disoccupazione in Giappone è salita al 5,7% a Luglio, toccando il livello più alto dal dopoguerra, e l’inflazione al record di – 2,2%. La spesa mensile delle famiglie ha segnato, infatti, un tonfo reale su base annua del 2%, a 285.078 yen (circa 2.120 euro) ed è il doppio dell’1% medio di calo stimato dagli analisti. La spesa delle famiglie è una delle voci principali per determinare l’andamento dei consumi, che valgono circa il 55% della composizione del Pil nipponico. (ore 13:00)

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