Roma – Un +30,2% che non trae in inganno quello registrato dal mercato auto in Gennaio, dal momento che il dato è fortemente legato agli strascichi della campagna incentivante conclusasi al 31 Dicembre, ma i cui effetti, di fatto, si risentiranno fino a Marzo, data ultima per le immatricolazioni di autovetture acquistate nel 2009.
Il dato positivo di Gennaio, infatti, diventa negativo dell’11,7% se lo si rapporta allo stesso mese 2008 e addirittura -17,6% se lo si compara al 2007, tutto ciò, tenendo anche conto che il primo mese dell’anno è fisiologicamente quello che statisticamente segna annualmente il picco delle immatricolazioni.
Ancora più sconfortante la situazione attuale se la si rapporta alla mole di ordini raccolti negli ultimi trenta giorni. In Italia, infatti, gli ordini di nuove autovetture hanno subito a Gennaio una flessione del 10%, risultando essere circa 125.000, rispetto allo stesso mese del 2009 e il calo se lo si rapporta alla Fiat, prima industria automobilistica nazionale, è del 50%.
Deprimente quanto scontata la considerazione che viene spontanea fare e che Eugenio Razelli, presidente dell’Anfia, ha voluto rimarcare affermando: <<Quando il portafoglio di inevasi verrà smaltito, senza un’uscita graduale dalla fase degli incentivi ci si può attendere un crollo del mercato, confermato anche dall’attuale trend negativo degli ordini, in calo del 10% a confronto con un gennaio 2009 dagli ordini già bassissimi (-32,1%). E in assenza di interventi, questo ci porterà verso la soglia di 1.700.000 unità immatricolate a fine anno. Senza contare – ha aggiunto – che, proprio grazie alla continuità degli eco-incentivi, la quota di vetture ad alimentazione alternativa è più che triplicata nel confronto tra 2008 (7%) e 2009 (22%), producendo importanti benefici ambientali, e che gli incentivi stessi, consentendo uno svecchiamento del parco, hanno migliorato le performance di sicurezza delle auto in circolazione. Infine, indubbiamente rappresentano uno strumento per accompagnare fuori dalla crisi l’intera filiera automotive, strategica per tutte le economie del mondo>>.
Stesse preoccupazioni espresse da Filippo Pavan Bernacchi, neo-eletto presidente di Federaicpa, l’Associazione che rappresenta il settore delle concessionarie auto operanti in Italia, e Gianni Filipponi, direttore generale dell’Unrae, l’Associazione che rappresenta le Case estere operanti con le loro Reti di vendita sul mercato italiano.
<<Sebbene il mercato di Gennaio abbia chiuso con una forte crescita delle immatricolazioni, frutto del consistente portafoglio ordini di vetture a basso impatto ambientale accumulato negli scorsi mesi per effetto della scadenza degli eco-incentivi, il livello dei contratti registrato dai concessionari a gennaio ha subito una brusca contrazione, in certe zone un vero e proprio stop – ha detto Pavan Bernacchi – tenendo conto che il portafoglio ordini è considerato l’indicatore prospettico dell’andamento del mercato, se il Governo non interverrà al più presto per rilanciare gli incentivi al rinnovo del parco circolante e non introdurrà misure di supporto al settore dei veicoli commerciali e industriali, già pesantemente penalizzati nel 2009, includendolo tra i beneficiari della Legge Tremonti-ter, nei prossimi mesi l’impatto economico-sociale sulle reti di vendita e di assistenza dei veicoli sarà drammatico. Con cadute pesantissime sia sul sistema-Paese, poiché l’auto in Italia pesa il 12% del PIL, sia sulle centinaia di migliaia di addetti delle concessionarie e dell’indotto, spesso non coperti dagli ammortizzatori sociali. Tali misure – ha concluso – rappresentano un sostegno indispensabile per accompagnare l’intero settore fuori dalla crisi, stante una situazione economica generale ancora preoccupante, e per proseguire nella direzione di un minor impatto ambientale della mobilità. Tuttavia per favorire una ripresa di lungo periodo del settore automobilistico, è indispensabile rivedere anche la fiscalità del comparto, in particolar modo quella sulle auto aziendali, l’applicazione dell’IVA sulle auto con detrazione 40%, l’eliminazione dell’Irap e l’aumento o l’eliminazione del tetto di deduzione degli interessi passivi>>.
<<Non deve trarre in inganno il buon livello delle immatricolazioni che continua ad esprimere il positivo effetto degli incentivi cessati a fine 2009, perchè – ha detto a sua volta Filipponi – a preoccupare l’intero settore dell’automotive italiano è la bassissima quota di ordini raccolti, che indicano le prevedibili attese del cliente di fronte ad una decisione sul futuro del sostegno al rinnovo del parco circolante che tarda ad arrivare, in un senso o nell’altro. Come tutti i mercati, anche quello dell’automobile ha estremo bisogno di certezze e il rinvio da parte delle Istituzioni di decisioni in merito, di certo non giova a chi vive di questo lavoro>>.
Fortissime preoccupazioni vengono espresse anche dai concessionari nel quadro dell’inchiesta congiunturale sul mercato dell’auto condotta a fine gennaio dal Centro Studi Promotor GL events. Gli operatori segnalano innanzitutto un fortissimo calo nell’affluenza di visitatori nelle show room. In Dicembre soltanto il 16% dei concessionari segnalava bassa affluenza di visitatori. In gennaio la percentuale corrispondente balza a 78%. Situazione analoga per la raccolta ordini: bassa in Dicembre per il 25% dei concessionari e bassa in gennaio per l’86%. In calo di 10 punti anche l’indicatore di fiducia dei concessionari determinato dal Csp.
La situazione del mercato dell’auto continua dunque ad essere estremamente delicata. Dopo tante dichiarazioni premature e contraddittorie, è dunque necessario che il Governo sciolga le sue riserve e adotti finalmente il provvedimento che si è impegnato ad emanare, rinnovando gli incentivi con bonus di entità analoga a quelli del 2009 ed estendendo la platea delle auto rottamabili con incentivi a tutte le vetture immatricolate fino al 2000 compreso.
Tra l’altro alle ragioni che erano alla base del provvedimento dello scorso anno altre se ne aggiungono. Il 2009 è stato un anno particolarmente duro per le aziende, ma, come risulta anche dall’indagine multiscopo dell’Istat e dall’indicatore di fiducia dei consumatori dell’Isae, l’impatto è stato meno forte per le famiglie. Questa situazione è dovuta a molti fattori, tra cui gli ammortizzatori sociali tempestivamente ampliati dal Governo, il relativamente basso indebitamento privato (58% del reddito disponibile contro il 91% dell’area dell’euro) e la tradizionale solidarietà della famiglia allargata italiana. Quest’anno, mentre si profilano segnali di recupero per le imprese, l’impatto della crisi potrebbe arrivare però con maggiore forza alle famiglie e ciò anche per effetto delle politiche anticrisi varate dalle aziende nel 2009 (riduzione degli organici, tagli di commesse e in genere di costi). Interventi per sostenere i consumi di beni durevoli appaiono quindi quanto mai necessari, compresi naturalmente gli incentivi alla rottamazione.
 L’Unrae ricorda che la raccolta ordini di gennaio, se proiettata sull’intero anno 2010, produrrebbe un mercato delle immatricolazioni inferiore a 1,6 milioni di unità, pari ad una flessione di oltre il 25% sul 2009. Dal punto di vista ambientale, le immatricolazioni di gennaio, proprio perché in massima parte relative agli ordini incentivati dello scorso anno, hanno consentito una riduzione di ben 11 punti delle emissioni medie ponderate di CO2, passate da 143,4 g/km del gennaio 2009 a 132,4 g/km attuali. Quanto alla struttura del mercato di gennaio, i valori confermano quelli dell’intero 2009, con elevate immatricolazioni di vetture bifuel benzina-GPL e benzina-metano (nell’insieme quasi il 30% del totale immatricolato) e sempre molto elevata la quota di vendite a privati, che in gennaio ha superato l’83% con forte flessione – ancora una volta – delle immatricolazioni del noleggio e delle società (-18,4%).
<<Queste due aree di mercato – ricorda Filipponi – con un’adeguata revisione dei carichi fiscali potrebbero contribuire alla stabilità del mercato italiano, come avviene negli altri grandi Paesi europei>>. Le immatricolazioni, poi, in gennaio hanno confermato la preponderanza delle vetture dei segmenti di ingresso (A e B) che hanno raccolto il 67% di tutte le immatricolazioni del mese, con forte preferenza per berline e monovolume piccoli. Le incertezze sulla decisione di acquistare o meno un’automobile si riflettono in buona misura sul mercato dell’usato che, in base ai dati forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha fatto registrare in gennaio 329.371 passaggi di proprietà, comprensivi delle minivolture (i trasferimenti temporanei al concessionario, in attesa della rivendita al cliente finale), in flessione del 10,8% rispetto alle 369.051 dello stesso mese del 2009.
Di seguito la top ten di Gennaio divisa per Benzina, Diesel, Gpl, Metano e Ibride
BENZINA
1 FIAT PUNTO 20.496
2 FIAT PANDA 14.992
3 FORD FIESTA 13.770
4 FIAT 500 7.358
5 CITROEN C3 6.123
6 VOLKSWAGEN GOLF 5.767
7 RENAULT CLIO 5.432
8 VOLKSWAGEN POLO 5.402
9 OPEL CORSA 5.177
10 LANCIA YPSILON 3.845
DIESEL
1 FORD FIESTA 5.229
2 FIAT PUNTO 5.075
3 VOLKSWAGEN GOLF 3.894
4 RENAULT MEGANE 2.694
5 VOLKSWAGEN POLO 2.398
6 NISSAN QASHQAI 2.367
7 FORD FOCUS 2.049
8 AUDI A4 1.911
9 RENAULT SCENIC 1.715
10 CITROEN C3 1.591
GPL
1 FIAT PUNTO 6.240
2 FORD FIESTA 5.322
3 FIAT PANDA 2.904
4 OPEL CORSA 2.877
5 CITROEN C3 2.347
6 DACIA SANDERO 2.288
7 LANCIA YPSILON 2.120
8 LANCIA MUSA 2.026
9 PEUGEOT 207 1.909
10 RENAULT CLIO 1.825
METANO
1 FIAT PANDA 5.177
2 FIAT PUNTO 3.894
3 FIAT QUBO 1.656
4 FIAT MULTIPLA 313
5 OPEL ZAFIRA 169
6 VOLKSWAGEN TOURAN 157
7 CITROEN C3 133
8 VOLKSWAGEN PASSAT 101
9 MERCEDES CLASSE B 89
10 CITROEN C4 40
IBRIDE
1 TOYOTA PRIUS 465
2 HONDA INSIGHT 235
3 LEXUS RX 80
4 BMW X6 16
5 HONDA CIVIC 13
6 MERCEDES CLASSE S 7
7 LEXUS GS 1
8 LEXUS LS 1 (ore 10:39)