Bologna – Ha chiuso con un buon +13% il mercato auto europeo (Ue27+Efta), ovvero 1.085.894 autovetture immatricolate. Il dato positivo, in realtà, è dovuto al paragone con il Gennaio 2009, mese in cui si registrò un pesante -27% determinato dal fatto che, nel pieno della “crisi globale”, pochissimi stati avevano già varato misure di sostegno della domanda di auto. Per valutare più correttamente i dati del Gennaio scorso, è opportuno fare riferimento ad un mese “normale” come Gennaio 2008 in cui le immatricolazioni furono 1.313.822. Nei confronti di questo livello gennaio scorso accusa un calo del 17,4%.
I dati diffusi dall’Acea evidenziano comunque una crescita per quasi tutti i Paesi considerati ed, in particolare, tutti in crescita, tranne la Germania, sono i cinque maggiori mercati e cioè, oltre quello tedesco, quelli dell’Italia (+30,2%), della Francia (+14,3%), del Regno Unito (+29,8%) e della Spagna (+18,1%).
A livello europeo l’Italia continua a contribuire positivamente in termini statistici, le immatricolazioni sono state 206.341 con una crescita del 30,2% dovuta esclusivamente all’evasione di ordini con incentivi raccolti entro il 31 dicembre 2009 (data di scadenza degli incentivi), ordini che possono essere evasi beneficiando degli incentivi fino al 31 Marzo 2010.
Fiat Group Automobiles ha immatricolato in Gennaio quasi 100 mila vetture, con un risultato migliore di quello complessivo del mercato avendo accresciuto i volumi di vendita del 19,4 per cento. In questo modo la quota è aumentata di 0,5 punti percentuali, attestandosi al 9,2 per cento. Oltre alla crescita in Italia (+30,2 per cento), vanno segnalati i risultati ottenuti da Fga nel Regno Unito (+58,1 per cento) e in Spagna (+17,7 per cento).
In Gennaio, in Germania sono state immatricolate 181.189 auto, con una flessione del 4,3% rispetto al gennaio 2009. Si tratta del secondo calo consecutivo, dopo quello di dicembre, chiuso con un –4,6%. Dopo la fine degli incentivi nel settembre dello scorso anno, la spinta degli ordini in portafoglio ha cessato il suo effetto e l’Associazione dei Costruttori esteri prevede un 2010 molto contenuto. Stesse indicazioni vengono dall’Associazione dei Costruttori tedeschi e dalla Global Insight: tutti indicano una contrazione di 1 milione di immatricolazioni, collocando la previsione fra 2.740.000 e
2.900.000 unità.
In Gennaio, il mercato britannico ha registrato 145.479 immatricolazioni, con un incremento sul gennaio dello scorso anno del 29,8%. Si tratta della settima crescita consecutiva e sono gli incentivi alla rottamazione che continuano a spingere la
domanda, rappresentando il 17,8% di tutte le vendite, nonostante l’aumento di due punti dell’Iva, tornata al 17,5% dal primo gennaio. La proroga degli incentivi sino a fine Marzo decisa dal Governo continuerà dunque a spingere la domanda, che in gennaio vede la forte crescita degli ordini da parte dei privati (+40%), anche se si evidenziano incrementi pure per le flotte (+24%) e per le società (+8,5%).
Forte è anche l’aumento delle motorizzazioni di vetture a basso impatto ambientale (+166%), anche se con valori assoluti contenuti. La SMMT prevede un 2010 da 1.820.000 targhe, in flessione del 9% rispetto al 2009.
In Francia il Governo ha rinnovato gli incentivi, adottando una sorta di exit strategy che prevede il bonus rottamazione da 700 euro e non più da 1.000, con ulteriore riduzione nel mese di luglio a 500 euro. E Gennaio registra 171.478 immatricolazioni, con una crescita del 14,3% su un depresso gennaio 2009. In forte crescita (+20%) gli acquisti di vetture a basse emissioni di CO2 (fra 101 e 120 g/km), che hanno rappresentato il 48% delle immatricolazioni totali. In parallelo si sono contratte le vendite di vetture con emissioni superiori a 160 g/km, penalizzate dalla formula bonus/malus. La Global Insight stima per il 2010 un mercato francese superiore ai 2 milioni, con una flessione del 10% rispetto alle 2.268.671 targhe rilasciate lo scorso anno.
In Spagna a metà anno cresce l’Iva e finiscono gli incentivi Forti timori sono stati espressi dall’Associazione degli importatori per il futuro del mercato spagnolo che a metà anno vedrà finire gli incentivi in parallelo con l’aumento di 2 punti dell’Iva. Intanto, in gennaio, le nuove immatricolazioni sono state 70.130 con un aumento del 18,1% rispetto al primo mese del 2009 che è passato alla storia del mercato spagnolo come il peggiore in assoluto. In crescita tutti i canali di vendita, con
particolare riguardo per società (+14,7%) e noleggio (+28%). Gli operatori chiedono al Governo l’intervento del Ministero dell’Economia per un miglioramento dell’accesso al credito in favore delle imprese del settore automobilistico, onde rafforzare la quota delle auto aziendali.
Secondo il Csp, se si vorranno evitare nuovi pesanti traumi al sistema economico dell’Unione, l’unica politica che potranno adottare sarà l’adozione di nuovi incentivi alla domanda di auto, auspicabilmente concordati in ambito europeo.           
Anche alla luce di questi dati il presidente dell’Unrae, Loris Casadei, ha scritto al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in merito agli incentivi: <<Dopo aver assistito in questi ultimi tempi al “botta e risposta”, apparso su tutti i giornali, tra gli esponenti di Governo e il Costruttore automobilistico nazionale, devo rilevare con vivo disappunto e rammarico come non si sia tenuto conto anche degli altri Costruttori presenti in Italia – scrive Casadei – Come più volte evidenziato alle Istituzioni competenti – prosegue Casadei – i dati degli ordini sono oggi fortemente negativi e, in assenza di incentivi, il mercato automobilistico subirà una flessione di 350.000 unità, come del resto già evidenziato anche dal Costruttore nazionale. Ciò, con pesantissimi riflessi a livello occupazionale, stimabili in una perdita di 10.000 posti di lavoro nella sola filiera distributiva delle Case estere. In termini di fatturato totale, inoltre, tale riduzione comporterà una perdita di 4,6 miliardi di euro (quasi lo 0,4% del Pil) e, per le casse dell’Erario, di circa 800 milioni di gettito Iva. Il settore necessita ancora di un rinnovamento della parte più obsoleta del parco circolante in modo da proseguire nel circolo virtuoso dell’abbattimento dei consumi e delle emissioni di CO2 che, grazie alla presenza degli incentivi, lo scorso anno hanno evidenziato una riduzione di oltre 8 punti, a 136,6 g/km, consentendo così all’Italia di avvicinarsi all’obiettivo prefissato dall’Unione Europea di 130 g/km per il 2012. E’ evidente che la mancanza di interventi governativi interromperebbe questo trend>>.
L’Associazione lamenta una grave mancanza di informazione e consultazione di chi rappresenta il 70% del mercato, circa le ultimissime evoluzioni e cambi di scenario che l’Esecutivo avrebbe intenzione di mettere in atto, dopo che per mesi i suoi stessi Rappresentanti hanno più volte confermato la volontà politica di una exit strategy graduale, convalidando ripetutamente l’ipotesi del rinnovo degli incentivi statali alla rottamazione anche per il 2010. (ore 11:00)