Previsto e annunciato. Nessuno si sorprende. Casomai c’è solo da piangere perché in un fase di crisi come quella che continuiamo ad attraversare il mercato dell’auto non più “drogato” dagli incentivi nel fisiologico rapporto domanda-offerta non è più gradito a nessuno. Il consuntivo di maggio ha evidenziato, quindi, la zona di depressione che i numeri rendono glaciale. Secondo i dati diffusi dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel mese scorso appena conclusosi sono state immatricolate 163.700 vetture con un calo del 13,79%. Questa contrazione segue quella del 15,65% registrata in aprile, che è stato il primo mese in cui hanno iniziato a manifestarsi gli effetti della fine degli incentivi alla rottamazione e all’acquisto di auto ecologiche del 2009. Le agevolazioni dello scorso anno avevano, infatti, prolungato i loro effetti fino a tutto marzo in quanto entro questo mese è stato possibile immatricolare le auto ordinate con incentivi nel 2009. Questa possibilità aveva consentito al primo trimestre 2010 di chiudere il bilancio delle immatricolazioni con una crescita del 23,33%. Con aprile le illusioni sono cadute: al 31 maggio il margine sui primi cinque mesi del 2009 si riduce al 7,86% ed è destinato ad andare in rosso nei prossimi mesi.
<<Oltre che dai dati sulle immatricolazioni – evidenzia il Centro studi Promotor – la gravità della situazione del mercato delle autovetture in Italia in questa fase di dopo incentivi emerge chiaramente dall’inchiesta congiunturale che abbiamo condotto a fine maggio. L’86% dei concessionari dichiara affluenza di visitatori nelle show room su bassi livelli. L’88% dichiara bassi livelli di acquisizioni di ordini e ben il 94% lamenta una remuneratività delle vendite su livelli inadeguati. L’indicatore C.S.P. sulla fiducia degli operatori del mercato precipita a quota 20,30 e si colloca quindi poco al di sopra dei livelli raggiunti nella fase più dura della crisi dell’economia e del mercato dell’auto, cioè nel periodo a cavallo tra il 2008 e il 2009>>.
L’andamento negativo di maggio riguarda soprattutto le auto che nel 2009 hanno beneficiato di incentivi, le cui immatricolazioni sono ora in forte calo. Recuperano terreno invece le auto aziendali. Nello scorso anno la crisi ha indotto molte aziende a rinviare la sostituzione delle auto di loro proprietà e di quelle detenute in noleggio a lungo termine. Questa scelta ha evitato di assumere nuovi impegni finanziari in un momento particolarmente difficile, ma oggi comporta maggiori costi di manutenzione e un più forte deprezzamento dei veicoli dei parchi auto. Molte aziende stanno quindi tornando a ritmi di sostituzione normali, naturalmente con riflessi positivi sulle vendite di auto aziendali.
In grande difficoltà sono anche le immatricolazioni di vetture a gpl (-35,22% in maggio) e soprattutto a metano (-83,50%) non più assistite dagli incentivi statali. Considerando i grandi investimenti fatti dagli operatori economici per sviluppare questi tipi di alimentazione ecologiche sarebbe opportuno che venisse presa in considerazione la possibilità di introdurre nuove forme di agevolazioni statali.
<<Le prospettive per i prossimi mesi sono comunque negative – sottolinea il Centro Promotor – Il 63% dei concessionari interpellati prevede, infatti, la domanda in diminuzione. Nè si può pensare che un sostegno alla domanda di auto possa venire dalla ripresa dell’economia. I segnali di recupero non mancano, ma il sistema italiano gira ancora all’80% della potenzialità espressa prima della crisi. Tra l’altro le difficoltà dell’economia sembrano gravare sui privati più nel 2010 che nel 2009, come emerge anche dall’andamento del clima di fiducia dei consumatori determinato dall’Isae. Tale clima nel 2009 si era mantenuto su livelli discretamente elevati ed anzi vi era stata una tendenza alla crescita, ma dall’inizio del 2010 è in caduta>>.
<<A conferma delle previsioni assistiamo al secondo calo consecutivo del mercato da inizio anno, inaugurando così un trend negativo che si teme sia destinato a proseguire nei mesi a venire
– ha commentato da parte sua Eugenio Razelli, presidente di Anfia –  Del resto l’andamento degli ordini parla chiaro: terminata la riserva accumulata a fine 2009 per effetto degli incentivi, che ha consentito di mantenere alti livelli di immatricolazioni nel primo trimestre 2010, gli ordini registrano un forte calo anche a maggio e sono in ribasso del 25% circa da inizio anno. E visto che la ripresa economica sembra farsi attendere, non possiamo aspettarci grossi miglioramenti nel breve termine. In conclusione, è probabile che a fine 2010 risulti almeno in parte vanificato il vantaggio in termini di impatto ambientale acquisito nel 2009, quando, grazie agli ecoincentivi, le vetture ad alimentazione alternativa sono arrivate a triplicare la propria quota sul totale immatricolato, contribuendo a un notevole ribasso della media ponderata delle emissioni di CO2 del
venduto (da 144,8 g/km nel 2008 a 136,6 g/km)>>.
Gianni Filipponi, direttore generale Unrae (l’associazione che rappresenta le Case estere in Italia) commenta così i dati di maggio: <<Ci troviamo di fronte ad una situazione ampiamente anticipata che evidenzia come il 2010 in realtà sia cominciato solo in aprile, mentre il primo trimestre, grazie alla coda di immatricolazioni incentivate, è da considerarsi un prolungamento del 2009. In sostanza non si prospettano possibilità di ripresa della domanda, anche alla luce delle severe misure contenute nella manovra del Governo, rese note in questi giorni e che sul piano psicologico potrebbero esercitare effetti non positivi sul consumatore>>.
In riferimento agli ordini Filipponi evidenzia che <<è un ritmo di acquisizione ordini che si sta verificando dal primo giorno dell’anno vale a dire 1.650.000 unità su base annua. Ricordiamo che nel 2009, invece, gli ordini sono stati 2.350.000. Stiamo parlando, quindi, di 700.000 unità in meno, pari a una perdita di 10 miliardi di fatturato e di 2 miliardi di Iva in meno per le casse dello Stato>>.
Ancora una volta l’Unrae evidenzia che per stabilizzare a livelli adeguati il mercato italiano dell’auto, che ha un peso così importante per l’economia globale del Paese, è necessario muoversi in due direzioni: un rinnovo strutturale del parco circolante a fini ambientali e di sicurezza e una sostanziale riforma della fiscalità e della burocrazia che in Italia governa l’automobile, a cominciare da quella molto importante che penalizza le auto aziendali.
Analizzando le immatricolazioni del primo trimestre e del successivo bimestre del 2010, in termini di quota di mercato, si rileva un radicale cambiamento della struttura del mercato italiano. Le immatricolazioni a privati sono scese dal 79,6 al 66,9%, quelle al noleggio sono salite dal 10,2 al 18,6%, le immatricolazioni di auto a gas (GPL e Metano) sono scese dal 30,8% all’11,8%, in contrapposizione con le motorizzazioni diesel, salite dal 38,7 al 48,3%, e benzina, passate dal 30,3 al 39,7%. Notevoli anche le variazioni della domanda di vetture nei diversi segmenti: le auto dei segmenti A e B sono scese dal 66,5% del primo trimestre al 59,7% del bimestre successivo, le medie sono salite dal 21 al 24,2%, mentre – fra le carrozzerie – le berline sono in flessione (dal 67,5 al 62,3%), i fuoristrada in crescita dal 6,3 al 7,7% e le monovolume, nel loro insieme, sono salite dal 10 all’11,2%.
Per aree geografiche si rileva un calo netto delle vendite al Sud (dal 15,5 all’11,8%) e una ripresa delle regioni del Centro Italia (dal 26,7 al 33,3%), soprattutto grazie ai noleggi.
<<Le variazioni, in alcuni casi particolarmente sensibili – aggiunge Filipponi – sono conseguenza diretta della fine degli incentivi, che con la loro spinta avevano fortemente inciso sulle scelte del consumatore e, di conseguenza, sulle caratteristiche del mercato italiano dell’automobile. Esaminando nell’insieme le immatricolazioni dei primi 5 mesi, non possiamo che confermare la tendenza verso una chiusura annua del mercato attorno a 1.850.000 immatricolazioni, frutto della somma fra le oltre 200.000 targhe in più registrate nei primi tre mesi e le 1.650.000 tendenziali dell’intero anno, come emerso dai risultati del bimestre aprile-maggio>>.
Preoccupazione ha espresso anche l’associazione dei concessionari che ha cambiato denominazione da Federaicpa in Federauto.<< Gli ordini reali, non “inquinati” dalle auto immatricolazioni meglio note come chilometri zero, continuano a registrare diminuzioni di circa un -30%. Però non è valido per tutti i marchi – dice il presidente dell’assdociazione Filippo Pavan Bernacchi – Tendenzialmente quelli che meno hanno beneficiato degli incentivi 2009 hanno migliorato o la quota di penetrazione o i volumi, o tutte e due. Per contro, per taluni concessionari di altri brand, perché stiamo parlando della famosa media del pollo, si verificano cali attorno al -50%. Al di là del dato ufficiale, secondo le nostre stime ritoccato pesantemente negli ultimi tre giorni, il mese di maggio conferma un mercato delle auto nuove, uscito dal sistema degli incentivi governativi, sofferente e in grave difficoltà. Gli incentivi senza una strategia graduale di uscita (exit strategy), hanno prodotto solo danni anche perché l’economia globale, nel frattempo, non registra una ripresa. Considerando il reale andamento del mercato e le incognite legate alle ricadute della recente manovra del Governo per arginare il deficit di bilancio, crediamo che le possibilità di tenuta della nostra filiera, oggi come oggi, dipendano anche dalla capacità di elaborare una nuova strategia da parte delle Case automobilistiche e dei concessionari. In sintesi bisognerebbe al più presto riscrivere le regole del gioco della distribuzione. Solo aziende che marginano possono affrontare il futuro, investire, assumere personale, o mantenere quello esistente, e soddisfare i clienti>>.
Mentre il mercato dell’auto nuova accusa una nuova pesante flessione, continua la ripresa del mercato delle auto usate. Secondo i dati del ministero dei Trasporti in maggio i trasferimenti di proprietà (al lordo delle minivolture) sono stati 390.467 contro i 351.678 del maggio 2009 (+11,03%). Questa crescita è la terza consecutiva del 2010 e viene dopo un primo bimestre che aveva chiuso con un calo dei trasferimenti di proprietà dell’8,98%. Dopo un 2009 fortemente negativo, da marzo di quest’anno il mercato italiano dell’auto usata ha quindi invertito la tendenza e a fine maggio chiude il bilancio dei primi cinque mesi con una crescita dello 0,76%. Secondo Franco Oltolini,direttore di CarNext, società specializzata nella vendita di auto usate provenienti dalle flotte in noleggio a lungo termine di LeasePlan Italia, <<le ragioni del recupero sono da ricercarsi essenzialmente nella fine degli incentivi alla rottamazione e alle auto ecologiche nuove che determinavano una situazione di “concorrenza sleale” al mercato delle auto usate, in quanto i prezzi delle vetture di seconda mano erano perdenti nel confronto con il costo del nuovo super scontato per effetto degli incentivi. Questa situazione ormai si è esaurita e il mercato dell’usato recupera. Un contributo alla ripresa viene anche da un certo travaso di domanda dal mercato del nuovo in quanto la situazione economica generale, pur essendo in via di lento miglioramento, desta ancora molte preoccupazioni e di conseguenza una parte importante degli acquirenti di automobili che prendono in considerazione sia il nuovo che l’usato si orienta sull’usato. Questa situazione sta avendo riflessi anche sulle quotazioni dell’usato che tendono a recuperare i cali registrati nel 2009>>.
Il ministero dei Trasporti ha pubblicato anche i dati relativi ai trasferimenti di proprietà per marche nel maggio scorso e nello stesso mese delle scorso anno. Fiat è il marchio leader nella vendita di auto usate. Nel maggio scorso, con 101.166 trasferimenti di proprietà, fa registrare una crescita del 14,84%, che è superiore di 3,81 punti all’incremento medio del mercato. Al secondo posto nella graduatoria delle vendite si colloca  Volkswagen con 25.613 trasferimenti di proprietà e una crescita dell’8,43%. Al terzo posto si colloca Ford con 22.628 trasferimenti di proprietà (+5,90%). Seguono poco distanziate, per numero di trasferimenti di proprietà, Lancia (21.217 con una crescita del 5,14%), Mercedes (21.214 con una crescita del 5,24%) e Alfa Romeo (19.748 con una crescita di ben il 43,21%). Renault, al settimo posto della graduatoria con 19.723 trasferimenti di proprietà, subisce un calo dell’1,17%. Chiudono la graduatoria delle prime dieci marche Opel, Bmw e Audi, tutte e tre in crescita rispetto al mese di maggio dell’anno precedente.
Per quanto riguarda il mercato del nuovo nel mese di maggio c’è stato un testa a testa per il primo posto della top ten tra due Fiat: ha vinto la Punto con 11.877 unità vendute davanti alla Panda con 11.630. Ford Fiesta continua ad essere la “straniera” più venduta con 6.929 unità immatricolate. Fiat Punto è prima anche nella top ten delle motorizzazioni diesel con 4.408 unità, seconda è Ford Fiesta con 2.696. In questa graduatoria Fiat Panda non è tra le prime dieci. Ford Fiesta è prima nelle auto a GPL (1.838 immatricolazioni a maggio), Fiat Panda è leader tra le auto alimentata a Metano (685 a maggio) e Toyota Prius è prima tra le ibrida (78 unità a maggio). In quest’area di  mercato segnaliamo il buon esordio della coupé ibrida di Honda la CR-Z che a maggio ha venduto 34 unità classificandosi al quarto posto.
Per quanto riguarda le marche italiane sono tutte in calo: -27,23% Fiat, -24,19 Alfa Romeo, -13,43 Lancia, -11,11 Maserati, -50,41% Dr Motor, -66,67 Lamborghini. La Ferrari sgomma con +46,67%. Per le straniere sono al muero del pianto Audi (-13,68%), Bmw (-24,91), Chevrolet (-34,13), Dacia (-10,36), Daihatsu (-14,58), Dodge (-11,61), Ford (-22,77), Honda (-55,89), Hyundai (-2048), Kia (-28,16), Mazda (-21,14), Mercedesw (-4,60), Mini (-27,77), Opel (-13,85), Peugeot (-3,33), Porsche (-35,75), Saab (-78,18), Seat (-27,56), Skoda (-3,21), Smart (-2,30), Ssangyong (-60,40), Subaru (-13,09), Suzuki (-22,85), Tata (-26,25). Toyota si è salvata con -0,52%, hanno tirato un sospiro di sollievo Chrysler (+38,83%), Citroen (+15,73), Jaguar (+14,09), Jeep (+1,03), Lada (+80,00), Land Rover (+21,98), Lexus (+23,88), Mitsubishi (+0,29), Nissan (+0,23), Renault (+21,37), Volkswagen (+25,45), Volvo (+26,54).
Una considerazione: i dati dimostrano che gli incidenti di percorso in cui è clamorosamente caduta laToyota, anche con Lexus, non hanno influito sulla credibilità del marchio giapponese. (ore 09:00)