Roma – Frena in novembre la caduta del mercato automobilistico europeo. In particolare nell’area UE27+EFTA dopo sette mesi in calo (di cui gli ultimi quattro a due cifre) le immatricolazioni di autovetture fanno registrare in novembre una contrazione che è però contenuta nel 6,5% contro il 16,1% di ottobre. Il risultato meno negativo del mese scorso è riconducibile al progressivo esaurirsi dell’effetto dopo incentivi.
A fine novembre le immatricolazioni in Europa sono state 12.736.102 con un calo del 5,1% ed è prevedibile che nel bilancio dell’intero anno il calo scenda leggermente al di sotto del 5%, il che potrebbe portare le immatricolazioni intorno a 13.780.000 unità. Questo dato consente di affermare che l’impatto della crisi per il mercato dell’auto europeo si è avuto soprattutto nel 2008 per poi rallentare progressivamente fino al 2010. Nel 2008 le immatricolazioni scesero a quota 14.717.358 da 15.959.804 con una contrazione del 7,8%. Nel 2009 il calo delle vendite venne contenuto dalla politica degli incentivi e le immatricolazioni scesero a quota 14.481.545 con una contrazione dell’1,6%. Nel 2010 la politica degli incentivi è andata esaurendosi e il mercato dovrebbe chiudere, come si è detto, a quota 13.780.000 con un calo intorno al 4,8%. Nei dati diffusi oggi vi sono tuttavia segnali che inducono a ritenere che il 2011 potrebbe essere l’anno dell’avvio alla ripresa.
Le politiche degli incentivi non sono state coordinate in Europa né per quanto riguarda i tempi né per quanto riguarda l’entità e le modalità di erogazione dei bonus. Gli effetti delle agevolazioni e quelli del dopo agevolazioni sono quindi sfasati nel tempo e di entità diverse tra paese e paese. Considerando tuttavia le cinque principali nazioni, il mercato più grande del continente, il mercato tedesco, che aveva beneficiato di consistenti incentivi fino a settembre 2009 (con una coda positiva allungatasi fino a novembre) nel 2010 senza incentivi ha fatto registrare cali molto pesanti. In novembre però la contrazione è soltanto del 6,2% e quindi l’effetto dopo incentivi si sta esaurendo e il mercato tedesco dovrebbe ricominciare a crescere già da gennaio. Sul mercato italiano gli incentivi sono finiti nel 2009 e la loro coda nel marzo scorso. L’effetto della fine dei bonus sulle immatricolazioni è stato molto pesante da aprile, ma in novembre si registra un calo più contenuto rispetto a quello di ottobre (21,1% contro 28,8%). E quindi l’effetto dopo incentivi sta già rallentando e presumibilmente si esaurirà in aprile, mese in cui il consuntivo delle immatricolazioni tornerà positivo.
In Francia la politica degli incentivi dura tuttora, ma con bonus molto ridotti nella seconda metà del 2010. La conseguenza è stata un andamento del 2010 non molto lontano da quello del 2009 e data l’uscita graduale dai bonus si può prevedere che l’effetto dopo incentivi nel 2011 sarà di impatto limitato e di breve durata. Anche per la Francia ci si può quindi attendere una ripresa nel secondo semestre dell’anno prossimo. Il mercato del Regno Unito non beneficia più di incentivi da febbraio e nella seconda metà del 2010 è in calo. Le contrazioni tendono comunque a diminuire e anche per questo paese si può pensare che la ripresa si delinei nella seconda metà del 2011. Decisamente peggiore la situazione della Spagna che peraltro tra i cinque maggiori mercati citati è quello più piccolo e che avendo beneficiato di incentivi molto consistenti fino a settembre è ora in piena fase post-incentivi.
In sintesi sulla base dell’andamento dei principali Paesi si può ritenere che il mercato europeo dell’auto sarà nel 2011 in progressivo miglioramento con la possibilità di chiudere il suo consuntivo con un volume di immatricolazioni che potrebbe attestarsi più o meno a metà strada tra il livello del 2008 e quello del 2009 e quindi a quota 14.600.000 con una crescita sul 2010 del 5,9%.
<<Il mercato europeo dell’auto registra risultati negativi dallo scorso aprile e, da
luglio in poi, ha visto un appesantimento della contrazione dei volumi di
immatricolazioni
– ha commentato Eugenio Razelli, presidente di Anfia – La flessione unpo’ più contenuta rispetto a quelle degli scorsi mesi registrata a novembre, riflette sì i primi segnali di ripresa della fiducia dei consumatori, ma deriva anche dalla ormai prossima scadenza, a fine anno, dei programmi di incentivi mantenuti da alcuni Paesi, primo tra tutti la Francia. E’ probabile che anche nel mese di dicembre l’andamento del mercato venga influenzato da questi fattori, portando a una chiusura del 2010 stimata intorno a oltre 13.500.000 unità (-6,7% sul 2009), lontano dal picco del 2007 pari a 15.959.000 unità>>.
<<Questo è il risultato di una politica degli incentivi non impostata sul lungo periodo
– ha commentato Gianni Filipponi, direttore generale dell’Unrae, l’Associazione che rappresenta le Case estere operanti in Italia – che inevitabilmente porta con se i contraccolpi degli acquisti anticipati, incidendo sulla stabilità dei singoli mercati. Riteniamo sia necessario che si arrivi ad un’omogeneizzazione dei sostegni allo svecchiamento del parco, unica concreta misura in grado di ridurre stabilmente le emissioni inquinanti, garantendo altresì una maggiore sicurezza sulle strade, grazie alla sostituzione di auto vecchie e meno sicure di quelle odierne>>. (ore 11:10)