L’Europa dell’auto frena bruscamente

L’Europa dell’auto frena bruscamente

Roma – Doccia scozzese per il mercato europeo dell’auto. Nell’area Ue 27+Efta, dopo la crescita del 7,6% in maggio, si registra in giugno un calo dell’8,1%. I principali elementi che emergono dai dati diffusi oggi dall’Acea sono essenzialmente questi: il mercato italiano è entrato in una situazione di stagnazione su bassi livelli da cui non sembra destinato a uscire a breve; la forte ripresa del mercato tedesco in atto dal dicembre scorso si è interrotta; i cinque maggiori mercati (Germania, Italia, Francia, Regno Unito e Spagna) complessivamente considerati, si confermano in calo (-8,3%); l’insieme dei mercati minori, che fino a maggio appariva in ripresa, accusa in giugno una flessione (-7,5%).
Nel mese di giugno sono state vendute 1.272.904 vetture, in contrazione dell’8,1% rispetto all’analogo
periodo dello scorso anno, quando le consegne ammontarono a 1.385.815. La chiusura  del mese in negativo si è concretizzata, come accennato, a seguito dei deludenti risultati fatti registrare dai cinque grandi mercati continentali: Francia 210.236 immatricolazioni, -12,6%; Germania 288.382, -0,3%; Italia 168.832, -1,7%; Spagna 83.385, -31,4%; Gran Bretagna 183.125, -6,2%. Nel cumulato del primo semestre, l’Europa nel suo
complesso ha fatto registrare 7.350.534 immatricolazioni, in flessione dell’1,8%.
In particolare il mercato italiano, dopo un calo del 23,1% nel primo trimestre dovuto al confronto con un primo trimestre 2010 ancora interessato dalla coda degli incentivi dell’anno precedente, da aprile ristagna sui livelli molto depressi dello scorso anno e le ultime previsioni per l’intero anno collocano le immatricolazioni al di sotto di 1.800.000, livello talmente basso che per trovare volumi inferiori occorre risalire alla grande crisi del 1993-1996. Le difficoltà del mercato italiano sono legate essenzialmente al fatto che anche l’economia è in stagnazione dalla fine dell’estate dell’anno scorso. Gli operatori del settore speravano che una spinta alla domanda potesse venire dalla manovra in approvazione alla Camera. In effetti questo provvedimento non prevede misure che possano dare un impulso alla ripresa dell’economia ed anzi per le famiglie si configura come una stangata. Difficile quindi pensare ad una ripresa a breve del mercato dell’auto, tanto più che in questa prima parte del 2011 pesano i rincari della benzina e l’accanirsi del fisco sul settore (aumenti di accise, aumenti dell’imposta sulle assicurazioni, riforma Ipt, superbollo).
La vera sorpresa dei dati di giugno è, però, il calo (sia pur lieve) delle immatricolazioni in  Germania. Questo paese, che è il maggior mercato dell’auto del continente, dopo generosi incentivi che avevano influenzato positivamente la domanda fino a novembre 2009, dal dicembre di quell’anno aveva subito un pesante effetto dopo-incentivi, con cali rilevanti fino al novembre scorso. Poi si è delineata una robusta ripresa che però in giugno si interrompe con un calo dello 0,3% sul livello già molto depresso del giugno 2010. I prossimi mesi diranno se la contrazione di giugno è soltanto un incidente di percorso o se la ripresa dell’auto è finita anche in Germania.
I commenti di Anfia e Unrae.
Eugenio Razzelli, presidente dell’Anfia: <<Il mercato europeo non tiene. Partito in sordina a gennaio, dopo un primo, timido recupero a febbraio, ha ricominciato a calare nei mesi successivi, e ora anche il segnale positivo di maggio ha ceduto il passo a una nuova caduta. La contrazione dei volumi riportata da tutti e 5 i
maggiori mercati risulta più contenuta per Germania (-0,3%) e Italia (-1,7%), mentre Regno Unito (-6,2%) e, soprattutto, Francia (-12,6%) e Spagna (-31,4%) evidenziano una situazione di maggiore difficoltà. Nel primo semestre 2011, solo la Germania migliora la performance dello scorso anno (+10,5%), mentre la Francia rimane allineata ai volumi di un anno fa (+1%) e gli altri 3 Paesi chiudono in negativo. Battuta d’arresto anche per i Paesi nuovi membri Ue che, nel complesso, registrano a giugno un calo del 6,1%. Un quadro non incoraggiante, che difficilmente potrà migliorare nei prossimi due mesi estivi>>.
Gianni Filipponi, direttore generale dell’Unrae: <<Giugno è stato chiaramente negativo in tutta Europa. Per quanto riguarda l’Italia, poi, la flessione rispetto allo scorso anno appare contenuta solo perché il confronto è con un mese che, a sua volta, si posizionò ai livelli più bassi degli ultimi 14 anni. La prima metà di luglio soprattutto in termini di nuovi contratti acquisiti, è ancora peggiore. E’ chiaro che il nostro Paese non potrà avere una ripresa economica, con un mercato dell’auto su questi livelli>>. (ore 11:50)

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