Si ritorna a parlare di metano. Non solo per il recente accordo siglato da Fca, Iveco e Snam al Ministero dello Sviluppo Economico, accordo che promuove di fatto il metano come carburante ecologico preferito dal Gruppo guidato da Sergio Marchionne. “Il metano significa il presente e anche il futuro”, ha spiegato Alfredo Altavilla, Ceo Emea di Fca. È previsto il raddoppio in 10 anni delle stazioni di servizio che saliranno a oltre 2.000 per un investimento, da parte di Snam, di 200 milioni. Fca si è inoltre posta l’obiettivo di far crescere il parco auto a metano in Italia a circa 3 milioni di unità. Anche Iveco ha annunciato che aumenterà l’offerta di camion a metano.

I benefici stimati: 800 euro l’anno di risparmio per le famiglie e un taglio drastico delle emissioni, a partire dalle polveri sottili ridotte quasi a zero. Fiat ha sempre creduto nel metano: vent’anni orsono lanciò la Marea 1.6 BiPower. Non deve quindi sorprendere se oggi Fca è leader in Europa, con questa alimentazione alternativa, con il 44,5% di quota e un’ampia offerta di modelli (Fiat Panda da 16.000 euro, 500L, Punto da 17.340 euro, Doblò, Qubo, Lancia Ypsilon da 17.250 euro e Ducato Iveco). Inoltre Fca sostiene la metanizzazione del parco auto Italgas ed ha avviato un test sull’impiego del biometano con il Gruppo Cap (che si occupa delle fognature e della depurazione a Milano).

Nello scorso anno in Italia sono state vendute 32.746 vetture a metano con un calo del 25,41% dovuto ad una rete di distribuzione ancora insufficiente in molte Regioni, all’offerta sempre in aumento di auto ibride, alle flessioni di prezzo della benzina ed anche alle incertezze normative (alcune amministrazioni autorizzano le vetture a metano in occasione dei blocchi ecologici, altre favoriscono solo l’auto elettrica). Giova ricordare che siamo lontani anni luce dallo stereotipo delle bombole montate sul tetto dei furgoni. Oggi i serbatoi sono invisibili, sistemati sotto il pianale o nel bagagliaio. Inoltre la sicurezza ha fatto passi da gigante con gli impianti montati direttamente in fabbrica dai costruttori. Le vetture a metano, poi, a differenza di quelle a Gpl, si possono parcheggiare tranquillamente nei piani interrati dei garage pubblici.

Perché scegliere il metano? Il suo utilizzo riduce fino al 43% le emissioni di C02 e addirittura del 93% quelle di ossidi di azoto (NOx) e di particolato (pm). Nelle stazioni di servizio costa mediamente 0,96 euro e il doppio serbatoio (metano più benzina) offre un’autonomia di 1.200 km, nel caso di una Fiat Panda Natural Power. Oltre a Fca offrono auto a metano anche Audi, Volkswagen, Seat, Skoda, Opel e Mercedes.

Fiat ha in listino Panda Natural Power, Doblò e Qubo, Lancia vende la Ypsilon Ecochic, Volkswagen la Golf TGI BlueMotion da 23.250 euro, la Eco up! da 13.750 euro, la Caddy, la Passat Ecofuel e la Touran Ecofuel. Audi l’A3 g-tron Sportback da 27.200 euro e la A4 Avant da 41.25 euro, Seat la Leon TGI Bifuel e la Mii Ecofuel, Skoda l’Octavia Wagon g-tec da 24.490 euro e la Citigo g-tec. Infine Mercedes la Classe B 200 Sports Tourer NGD da 30.960 euro e la Classe E 200 NGD, Opel l’Astra da 24.400 euro, Zafira Tourer da 30.850 euro e Combo Tour.

Nell’intero anno 2017 a guidare la classifica dei modelli a metano più venduti è risultata la Fiat Panda (6.788 unità) seguita da Volkswagen Golf (5.937) e Up! (3.773), Fiat Punto (3.733), Skoda Octavia (3.176), Lancia Ypsilon (1.410), Seat Leon (1.403), Fiat Qubo (1.331), Fiat 500L (1.094) e Audi A3 (700). In dicembre era balzata al comando la VW Golf (948) su Fiat Panda (341). I punti di rifornimento per il metano da noi sono 1.440 e questo significa che la rete italiana è la più metanizzata seguita da Germania, Austria e Svizzera.

Guidare un’auto a metano produce sensazioni identiche a quelle che si provano al volante di una vettura a benzina o a gasolio, con la differenza di un evidente risparmio sul costo del carburante. Per Andrew Shepherd, responsabile dell’Area CNG Product della Seat, “occorre fare chiarezza su dei falsi miti del metano i cui serbatoi vengono progettati, realizzati e certificati in linea con i più severi standard del settore. Sono inoltre provvisti di una valvola di sicurezza che, nella remota eventualità di un incendio, rilascerebbe il gas all’esterno, salvaguardando così la vettura. I componenti sono stati testati per sopportare anche condizioni estreme. Il serbatoio raggiunge una pressione massima di 200 bar, ma è stato realizzato per resistere ad oltre il doppio. Le auto a metano sono classificate ECO per cui possono circolare in presenza di restrizione d’accesso ai centri città per via dell’inquinamento”.

Domanda d’attualità: e se il serbatoio rimane a secco? La vettura passa automaticamente all’alimentazione a benzina e nel quadro strumenti appare un avviso che indica che l’auto procederà ugualmente. Grazie alla doppia alimentazione l’autonomia dei modelli Seat (ma anche degli altri del Gruppo Volkswagen) si aggira sui 1.200-1.300 km. Un’auto a metano richiede più o meno gli stessi interventi di manutenzione di qualsiasi altra vettura. Una precauzione: ogni 4 anni bisogna affidarsi ad un meccanico per controllare visivamente le condizioni dei serbatoi.

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Vincenzo Bajardi
Giornalista professionista, ha mosso i primi passi nello storico giornale “L’Ora” di Palermo. Ha collaborato con La Sicilia, Autosprint, La Gazzetta dello Sport, il Guerin Sportivo. Per 28 anni responsabile pagina motori del Corriere dello Sport, ha scritto gli speciali auto di Repubblica e attualmente collabora con La Sicilia, La Gazzetta del Mezzogiorno, Sicilia Motori, Italpress e AutoMotoNews.