Al centro dell’installazione c’è un appartamento di 30 metri quadrati, che insieme ad altre abitazioni adiacenti forma una micro comunità tra vicini di casa.

L’uso creativo dello spazio è un aspetto che Mini conosce bene. E se si trasferisse il principio Mini nello spazio urbano? Nasce allora l’installazione “Mini Living”. Dove? Ovviamente, al Salone del Mobile 2016 di Milano.

L’installazione affronta la sfida delle grandi città: trovare uno spazio abitativo attraete ed economicamente accessibile, non solo per i giovani, proponendo al tempo stesso la possibile soluzione. Un moderno concept di live sharing.

LA CONDIVISIONE COME VALORE AGGIUNTO
Al centro dell’installazione, in via Vigevano 18, c’è un appartamento di 30 metri quadrati, che insieme ad altre abitazioni adiacenti abbozzate forma una micro comunità tra vicini di casa. Le pareti degli appartamenti sono composte da moduli a scaffale ribaltabili verso l’esterno, dove sono integrate diverse funzioni, come un gruppo cottura, un banco da lavoro o un impianto musicale. Aprendo gli scaffali, tutti i membri della community possono accedere alle attività e agli oggetti contenuti.

A seconda di quali scaffali vengono ribaltati si producono differenti combinazioni e caratteristiche abitative, che costituiscono la base per attività estemporanee. Ad esempio, aprendo la cucina e la zona musicale si può organizzare all’istante un party!

In questo modo, il Mini Living fa della condivisione il suo valore aggiunto. Chi rende accessibile all’esterno il proprio spazio, si apre (davvero) all’interazione.

“Sempre più persone, nelle città, dovranno dividersi spazi sempre più ristretti. Crediamo che qui ci sia il potenziale per accrescere lo spirito di comunanza e l’interscambio sociale”, Oke Hauser, capo progetto.

SHARED KNOWLEDGE
Già nella sua concezione, Mini Living “vive” del principio della condivisione. Mini, infatti, ha chiesto la collaborazione di due partner, che hanno arricchito il progetto con la loro rispettiva esperienza in tema di vita urbana.

L’atelier di architetti giapponesi ON design di Yokohama ha portato la propria competenza nei settori “Microhousing” e “Collaborative Living”, mentre studio berlinese di ingegneri e designer Arup ha assicurato la fattibilità e l’attuazione del concept tecnico.

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