La nuova power unit di Stoccarda si annuncia con 900 cavalli. Adrian Newey prevede che i gap aumenteranno considerati i budget diversi, Rémi Taffin convinto che il motore francese dimezzerà le distanze da quello tedesco.

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Alla vigilia dei primi test invernali che si svolgeranno in Spagna, sul Catalunya, dal 22 al 25 febbraio, le acque della Formula Uno vengono agitate dalle notizie che arrivano da Stoccarda. Notizie di prima mano ed ufficiali, considerato che le fornisce Andy Cowell, responsabile delle power unit della Mercedes. Il costruttore campione del mondo si sta preparando per dare lui l’assalto alle velleità dei rivali, Ferrari per prima, con il motore più potente di sempre.

“È il più potente mai sviluppato, ha più di 900 cv. Abbiamo fatto grandi progressi dal 2014 ma nessuno in Mercedes crede che siamo arrivati al limite. È difficile progredire ancora, ma ci sono molte aree in cui possiamo ancora fare dei piccoli passi avanti in questo momento”, Andy Cowell.

Costretta a “ripiegare” sul motore Renault tenuto sul banco degli imputati per l’intera stagione 2015, la Red Bull ora teme per le prestazioni delle sue monoposto. Preoccupazione che nasce dal fatto che i quattro produttori di motori hanno deciso di abbandonare nel 2017 il sistema dei gettoni per lo sviluppo del motore ritenendo che bloccare lo sviluppo dei propulsori porterebbe un deficit di prestazione fino alla fine del ciclo corrente. Le distanze tra la dominante Mercedes e le rivali potrebbero aumentare ulteriormente, dati i budget diversi.

“Se si guarda indietro, agli incontri originali del periodo 2012-13, l’accordo era che i motori sarebbero stati congelati ma le squadre che erano dietro avrebbero potuto continuare lo sviluppo. Questo non è successo ed ora c’è il rischio che le spese diventino deliranti. I numeri vengono spesi dai grandi produttori e, quindi, penso che potenzialmente per aziende come Renault, che non sono disposte a spendere quel tipo di denaro, significa aumentare le lacune. È molto curioso che abbiamo questa serie di regolamenti in cui il produttore deve fornire lo stesso hardware ma non c’è alcun obbligo di fornire lo stesso software. I team clienti non possono lamentarsi perché il loro contratto non consente loro di farlo”, Adrian Newey, direttore tecnico Red Bull.

Sull’argomento motori interviene anche la Renault convinta di potere dimezzare il gap con la Mercedes.

“Abbiamo continuato a sviluppare le specifiche che abbiamo avuto alla fine dello scorso anno, ci stiamo concentrando principalmente su ICE (motore a combustione interna, nda) e turbo. I sistemi ERS sono sotto controllo. Vogliamo dare a Enstone una buona unità di alimentazione, in modo che la vettura Renault possa essere affidabile e ottenere il massimo dalle nostre performance. Abbiamo potuto vedere chiari segnali del nostro progresso, che mostreremo nella prima gara a Melbourne”, Rémi Taffin, direttore tecnico motore Renault.

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