Silverstone – Cinque ore di pioggia battente, poi uno squarcio di sereno e stamane alle 10 (le 11 in Italia) quando la pit lane di Silverstone ha dato il “verde” le monoposto sono scese in pista per le libere 3 con gomme da bagnato. Al di là dei tempi, altissimi ovviamente sopra l’1’30”, la circostanza è servita per prepararsi al… peggio. Nel senso che nessuno riesce a capire quando e come pioverà, se saranno qualifiche e gara metà asciutte e metà bagnate. Un rebus veramente anodino, senza soluzione logica ma con la probabilità che bisognerà improvvisare e quindi sbagliare.
Comunque, nei 20 minuti finali il sole ha fatto breccia nella nuvolaglia densa e nera che stazionava sul circuito e da quel momento con gomme asciutte è stato un alternarsi di vincitori e vinti per accaparrarsi la platonica prima posizione della sessione conclusiva dei test che fanno da anticamera alle qualifiche.
Alla fine con un buon 1’20”740, poco più dell’1’20”436 delle libere 1, Fernando Alonso e la Renault sono riusciti ad occupare la prima poltrona con una carica di ottimismo che rilancia, almeno nelle qualifiche, le quotazioni dello spagnolo due volte campione del mondo proprio con la monoposto francese. Al secondo posto si è classificato Mark Webber con la Red Bull a 240 millesimi. Kovalainen, terzo,  come nelle libere 2 è riuscito a fare meglio del compagno di squadra Hamilton, quinto, preceduto anche dalla Toro Rosso di Vettel. Le due McLaren hanno dimostrato qualche miglioramento rispetto a Magny-Cours a patto di non chiedere troppo nelle curve più insidiose del circuito.
Per la Ferrari si è trattato di un test non molto chiaro, nel senso che né Raikkonen né Massa hanno fatto quel qualcosa in più che avrebbe potuto posizionarli in una classifica forse più veritiera. Il finlandese nono e il brasiliano dodicesimo, per altro con tempi inspiegabili (1’22”356 e 1’22”461), lasciano qualche dubbio e qualche preoccupazione. Magari tra un paio d’ore scopriremo che hanno bleffato! (ore 12:15)

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Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.