McLaren in pole. Come l’anno scorso. Ma non è Hamilton a leccarsi i baffi e a farerca aosto che il titolare il quale dimessa l’aureola di fenomeno continua a combinarne tante che vederlo andare per prati nella Q3 a pochi minuti dalla conclusione non sorprende più. Lui, il buon Lewis, non ama le
mezze misure. Ha perso il titolo all’esordio!Kovalainen in pole con il tempo di 1’21”049. Mezzo secondo e passa più veloce la McLaren Mercedes del finlandese della Red Bull di Mark Webber. L’australiano “uomo dei sogni” per la quarta volta in carriera ha avuto appena il tempo di gustarsela la pole che attimi dopo gli è andata giù indigesta. E’ già un gran traguardo essere così davanti, in prima fila. Davanti alla Ferrari di Kimi Raikkonen, che di distacco dal connazionale si è preso ben 657 millesimi, molto più di mezzo secondo, e davanti alla McLaren Mercedes di Lewis Hamilton che il distacco lo misura in 786 millesimi (mancano 3 decimi per fare 1 secondo tondo tondo).Dopo esserci tolto il cappello davanti a Kovalainen non ci facciamo togliere la logica del ragionamento dalla incredibile sua pole. 504 millesimi a Webber. La differenza tra una McLaren e una Red Bull allo stato attuale può essere anche questa. Entrambi scarichi per vivere il momento di gloria e a parità di condizioni ci sta che la monoposto di Woking sia così superiore alla monoposto motorizzata Renault. Ma come si motivano i ritardi di Raikkonen ed Hamilton? Quello dell’inglese è di facile lettura. Hamilton ha rischiato grosso a 3 minuti dal “si chiude” con un fuori pista che avrebbe potuto avere peggiori conseguenze. Per altro, piuttosto che rientrare subito ormai fuori di testa, ha completato il giro e quindi quando è tornato ai box aveva gli attimi contati. Lo hanno rimesso in pista con l’avvertimento del team radio “non andare al limite”. Così ha fatto, non per
assecondare i consigli del saggio in cuffia ma per paura di rovinarsi completamente la festa. Se mai domani ci sarà per lui. La Ferrari con Raikkonen ha fatto una scommessa. Gara con pioggia. Conseguente carico aerodinamico in funzione di questa previsione e carico di benzina adeguato. Se gli sciamani di Maranello ci hanno azzeccato lo vedremo domani pomeriggio quando in Italia saranno le 14:00 (qui, ovviamente, le 13:00) e scatterà il Gran Premio di Gran Bretagna, nona gara della stagione, come usa dirsi in casi del genere “il giro di boa” della stagione che di gran premi ne conta in totale 18. Kimi in effetti ha fatto un buon giro e partire dalla seconda fila potrebbe essere un vantaggio e non un handicap. A condizione che: si avvii bene; possibilmente superi Webber in entrata alla Copse, la prima curva da 250 km/h; oppure che superi l’australiano subito dopo nella sequenze delle Becketts per non lasciare scappare Kovalainen; non si faccia superare in avvio da Hamilton.Le speranze della Ferrari di bissare il successo (di Raikkonen) del 2007 sono riposte nel finlandese campione del mondo. Perché Felipe Massa si è improvvisamente perso in una mediocrità inspiegabile se riferita ad un pilota che solo due settimane fa aveva lanciato il suo proclama iridato dopo il “regalo” della vittoria ricevuto a Magny-Cours. Il brasiliano ha persino rischiato di rimanere fuori dalla Q3 ed alla fine della “giostra” decisiva si è trovato in quinta fila con l’altro deludente del
pomeriggio di ieri, l’eroe di Polonia e della Bmw Robert Kubica, ultimo della top ten e per giunta senza tempo non essendo riusciti i meccanici a rimetterlo in pista con una monoposto efficiente e competitiva. Per una volta su 9, meglio del polacco ha fatto Nick Heidfeld, quinto,

SHARE
Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.