Hockenheim – Pole annunciata e conquistata. La Mercedes ha piazzato il primo colpo sul circuito di casa per il Gran Premio di Germania che si corre domani pomeriggio, decima gara della stagione di F.1. La McLaren di Lewis Hamilton ha conquistato la pole position. Non è scaturita da un giro perfetto. Anzi: due sbavature nella parte iniziale dell’Hockenheimring avrebbero potuto spegnere la Stella di Stoccarda. L’1’15”666 del pilota di colore è la inevitabile conseguenza di due fattori: meno carico di benzina, ma soprattutto la scelta di set-up della McLaren, diversa da quella della Ferrari, che ha preferito il compromesso aerodinamico per essere performante più nella parte conclusiva guidata del Motodrome che in quella veloce dei primi due settori. E sono state le ultime quattro curve a dare ad Hamilton il vantaggio che ha fatto la differenza nei confronti della Ferrari di Felipe Massa il quale ha dovuto cedere la pole per 193 millesimi.
Vantaggio in quelle quattro curve così evidente sul giro secco che persino l’irruenza di Kovalainen all’uscita della Curva Sud che conclude il Motodrome sul rettilineo del traguardo non ha penalizzato più di tanto il pilota finlandese la cui intemperanza, certamente finalizzata a confermare la pole di Silverstone, non ha consentito una prima fila tutta d’argento ma ha comunque “salvato” il terzo posto in seconda fila.
Nella partita doppia della qualifica, nel consuntivo della Ferrari, è mancato l’apporto di Kimi Raikkonen, costretto domani a partire dalla terza fila, per giunta dal lato sporco. Contro il campione del mondo hanno avuto influenza negativa due fattori. La Rossa n.1 ha denunciato sovrasterzo e sottosterzo, fenomeno difficilmente controllabile proprio perché non sai mai come affrontare senza fregarti una curva. Inoltre, è opinabile che la strategia della Ferrari sia stata di fare partire il finlandese più carico di benzina, dando per scontata una seconda fila, per avere i piloti con differente strategia al primo pit stop. Ma è stato un azzardo che non ha tenuto nel conto le possibili sorprese che ieri pomeriggio sono state la Toyota di Trulli, quarta, e la Renault di Alonso, quinta, le monoposto che hanno “cacciato” al sesto posto sulla terza fila la Ferrari n.1. Che Trulli e Alonso siano i piloti dei miracoli del Sabato è ormai un fatto acquisito, e tanto più doveva essere contemplata questa possibilità dagli strateghi di Maranello; che i due abbiano due macchine meno cariche di benzina rispetto a Raikkonen lo dò per scontato. Ma è proprio per questo che l’italiano e lo spagnolo, se non si fregheranno con le loro mani in partenza, renderanno a Raikkonen la vita difficile nella prima parte della gara e tenerlo dietro quanto basta per fare fallire ogni tentativo di rimonta. E bisogna mettere nel conto anche Kovalainen che non è lì a fare la bella statuina a pro di nessuno. Massa farà bene a temerlo e ad evitare sbavature in partenza perché sarebbe deprimente trovarsi in un colpo davanti le due McLaren. Al problema Hamilton non si aggiunga il problema Kovalainen.
Un’altra Domenica difficile per la Ferrari? Probabile. I precedenti non fanno testo ma vale la pena ricordare che nelle ultime due precedenti edizioni del Gran Premio di Germania la Mercedes sia nel 2005 sia nel 2006 (l’anno scorso al Nurburgring si è corso il G.P. d’Europa) è partita dalla pole position. Gratificata da Kimi Raikkonen autore per due anni consecutivi di giri veramente perfetti. Tanto più perfetti da mettere sotto nientemeno che Michael Schumacher ma anche Fernando Alonso, il quale proprio  a conclusione delle due stagioni conquisterà il titolo iridato. Due pole position alle quali non fecero riscontro le vittorie: nel 2005 ha vinto Alonso, nel 2006 Schumi.
La top ten è completata dalla quarta fila della Bmw sottotono di Kubica (Heidfeld addirittura fuori dalla Q3 parte dodicesimo) e la Red Bull delle conferme del Sabato di Webber che questa volta nella fattispecie si avvale dell’apporto di Coulthard, in quinta fila con l’ambizioso Vettel sempre combattivo con la Toro Rosso.
Rivolgo il pensiero alle condizioni atmosferiche. Inaffidabili, com’è ormai dimostrato, gli esperti meteo. Considero possibile la pioggia. Quando? Nessuno lo sa. Potrebbe ripetersi Silverstone e sarà ancora un bel vedere.
Ancora due considerazioni. La prima: McLaren più veloce nel guidato, Ferrari più prestazionale nel veloce. Dopo 67 giri chi avrà fatto la scelta migliore? La McLaren che usura le gomme o la Ferrari che le mantiene efficienti più a lungo? La seconda:  la chiamano Nord Kurve, in effetti è un imbuto. Dentro il quale si infileranno i 20 non appena scatterà il verde alle ore 14:00.  La lista delle vittime illustri e famose è lunga e ammonisce. Nessun dorma, soprattutto nessuno faccia il furbacchione più del necessario. Soprattutto se la pioggia presenterà subito le sue credenziali. Non rovinateci lo spettacolo appena si alza il sipario! (ore 16:30)

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