Hockenheim – Che figura! La McLaren ha rifilato tante di quelle sberle alla Ferrari la quale ha lasciato l’Hockenheimring suonata come uno sparring partner di comodo che deve solo prenderle e mai darle. Lewis Hamilton ha dominato il Gran Premio di Germania, bissando il grande slam di quindici giorni fa a Silverstone e dando alla Mercedes il successo che alla Stella di Stoccarda nel gran premio di casa mancava dal 1998 (successo di Mika Hakkinen e doppietta con David Coulthard). Il pilota inglese ha stravinto con una monoposto trasformata in astronave che ha ridicolizzato le Rosse  in un confronto impari che non ha dato possibilità di scampo a Felipe Massa, che oggi doveva essere il pilota di punta per sovvertire il pronostico, ed a Kimi Raikkonen di risalire fino ad una posizione di classifica che potesse mitigare l’handicap della partenza in terza fila.
La trasformazione della McLaren non è stata certamente casuale ma è il punto d’arrivo di un lavoro che ha fatto recuperare alla monoposto di Woking il gap tecnico che l’aveva costretta in difesa nelle prime cinque gare della stagione. E nello specifico è frutto della felice scelta aerodinamica che ha privilegiato l’assetto in funzione della parte guidata e non della parte veloce. Scelta che avrebbero potuto e dovuto adottare anche i tecnici della Ferrari, in considerazione del fatto che la parte guidata rappresenta il 40% del circuito di Hockeheim e anche in passato ha dimostrato che proprio nelle curve del Motodrome si può fare la differenza.
Il vantaggio di cui Hamilton poteva godere in questo tratto conclusivo del tracciato, che s’era già dimostrato risolutivo in funzione pole position, in gara è stato ancor più evidenziato dal fatto che persino un errore di valutazione commesso dalla McLaren (entrata la safety car dopo l’incidente alla Toyota di Glock, per fortuna senza conseguenze per il pilota, il box inglese non ha fatto rientrare Hamilton per il rabocco e il definitivo cambio gomme dando in teoria una insperata chance alla Ferrari) è stato neutralizzato dal pilota che ha potuto continuare a fare tempi sul giro anche più di un secondo più veloci rispetto a tutti quelli che lo avevano sopravanzato quando venne deciso di richiamarlo al box, al punto che Hamilton uno dietro l’altro si è bevuto fior fiori di piloti, increduli e impotenti. Il sorpasso di Massa, encomiabile nell’eroico tentativo di resistere, è stato l’atto di forza che ha messo il suggello a questa schiacciante superiorità!
Dalla safety car ha tratto vantaggio la Renault che aveva previsto una sola sosta per Nelson Piquet ed il brasiliano ha persino “rischiato” di vincere la gara. Rischio che la furia Hamilton gli ha evitato a tre giri dalla conclusione. Un Piquet sul podio non lo si vedeva dal 1991. Passaggio di testimone da un Nelson ad un altro, dal padre al figlio.
La Ferrari non solo non ha potuto avvantaggiarsi dell’entrata in pista della safety car ma è andata ancora una volta in confusione. Inevitabile che i due piloti entrassero contemporaneamente in pit line, Massa davanti e Raikkonen dietro, ma quando é stato il turno del finlandese i meccanici hanno perso tanto di quel tempo che Iceman è tornato in gara fuori dai punti (al momento della sosta era risalito al quinto posto) e solo con determinazione e coraggio ha potuto risalire fino al sesto posto dopo avere superato nell’ordine Alonso, Trulli, Vettel e Kubica.
Nel giorno del trionfo della McLaren e quindi della Mercedes, non completato da Kovalainen finito solo quinto, e della Renault per la prima volta quest’anno sul podio col pilota che non t’aspetti (Alonso undicesimo), la Bmw ha evitato l’umiliazione completa piazzando Heidfeld al quarto posto e rimediando un settimo con Kubica.
Umiliazioni e beffe, quindi, per la Ferrari. Hamilton è il nuovo leader della classifica piloti. Massa è dietro di 4 punti, Raikkonen di 7. Pensate: dopo le prime 5 gare Raikkonen era davanti ad Hamilton di 9 punti, poi ci sono state le sfortunate gare di Montecarlo e Montreal (0 punti), il guasto agli scarichi in Francia e l’errore del cambio gomme in Inghilterra che di fatto gli hanno scippato 20 punti concedendogliene in cambio 13. Cinque gare dopo il finlandese si trova dietro di 7 punti.  Da parte sua Massa dopo il digiuno delle prime due gare dal Bahrain alla Gran Bretagna era riuscito a sommare 48 punti, quanti ne aveva Hamilton alla vigilia di questo Gran Premio di Germania. La Ferrari mediti. Restano 8 gare. (ore 16:30)

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Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.