Il Gran Premio d’Ungheria si è disputato per la prima volta nel 1936 a Népliget e fu vinto da Tazio Nuvolari. Però non venne più disputato fino al 1986 anno in cui entrò nel calendario di Formula 1, in cui è ancora oggi presente, e fu corsa sul circuito del Hungaroring vicino a Budapest. Si tratta di una pista, però, in cui è molto difficile tentare il sorpasso, e di conseguenza è importante avere una buona strategia di gara, o partire dalla pole position. In passato ci sono state anche gare piene di colpi di scena, come la rimonta di Nigel Mansell nel 1989, che partito 12.mo vinse la gara, o l’incredibile gara nel 2006, movimentata però solamente dalla pioggia, che vide Jenson Button conquistare la sua prima e finora unica vittoria in Formula 1.
Il tracciato si trova su terreno polveroso, ed è usato molto raramente al di fuori dell’annuale gara di F1 che si svolge tradizionalmente in agosto. Per questo motivo le vetture trovano quasi sempre un tracciato molto “sporco” e difficile da utilizzare al di fuori delle traiettorie prestabilite. Una vettura che esca da queste traiettorie porta solitamente in pista ulteriore sporco.
A partire dall’edizione 2003, sono state apportate al circuito alcune modifiche, in particolare un allungamento del rettilineo principale con diverso profilo della prima curva, ed una modifica della terzultima curva. Queste novità avevano lo scopo di creare situazioni favorevoli ai sorpassi.
Hakkinen definì questo circuito “un Monte Carlo senza le case e i marciapiedi”, ed in effetti la sensazione è proprio quella di guidare in uno stretto toboga, anche se i muretti sono abbastanza distanti e le vie di fuga non mancano. Il circuito misura 4,381 km, si percorreranno 70 giri per una distanza totale di 306,458 km. Si gira in senso orario. La linea del traguardo si trova 7 metri dietro l’inizio della griglia di partenza. Le gomme Bridgestone per questo Gran Premio saranno della specifica supersoffice/soffice, già utilizzata a Monaco e in Canada.

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