Mogyoròd – Il toboga è servito. L’Hungaroring è un circuito che secondo pareri illustri non è molto degno di una F.1 che si rispetti. Ciononostante continua ad esserci e a svolgere il suo compito di pista selettiva e terribile considerando le abituali temperature (l’asfalto riesce a raggiungere anche i 50 gradi!), la strettezza della carreggiata e la quasi impossibilità di effettuare i sorpassi. Un tracciato ostico ed odioso. Su questo tracciato la Ferrari arriva nel peggiore momento della sua stagione. Che coincide con la parte più difficile del campionato proprio perché le Rosse di Maranello, dopo non essere riuscite a sfruttare completamente lo stato d’inferiorità iniziale della McLaren e creare il distacco non più colmabile, devono fronteggiare una rivale che ha recuperato il gap ed anzi si propone lei come la monoposto da battere. Se a ciò aggiungiamo i disastri degli ultimi due gran premi il quadro d’una Ferrari in sofferenza è completo e ben delineato. Nessuna sorpresa, quindi, che i tecnici di Maranello abbiano deciso di presentare all’Hungaroring un corredo aerodinamico mai visto fin oggi, la cui efficacia è però tutta da verificare. Il responso della libere 1 è sotto questo aspetto confortante. Ali ed alette a parte, montate su entrambi le Rosse, la “pinna” posteriore (tipo Renault, per intenderci) ha dato alla monoposto di Felipe Massa le certezze che il box aspettava ansioso, tant’è che negli ultimi tre giri anche la macchina di Kimi Raikkonen è stata dotata della vistosa appendice e il finlandese ha ben finalizzato, seppure parzialmente, la soluzione decisa anche per lui dagli specialisti aerodinamici. Massa ha fatto 19 giri e ha spiccato 1’20”981, Raikkonen di giri ne ha fatti 21 ma solo gli ultimi 3 con la “pinna” e scarico di benzina quanto è bastato per piazzare la botta del secondo posto con 1’21”345. Cosa ne dedurranno gli aruspici di Maranello lo scopriremo nel pomeriggio e se poi anche nella seconda fase di libere dovessero mantenere gli stessi dispositivi la conferma definitiva la daranno le libere 3. Allo stato attuale nessuno esclude che una Rossa possa correre con la “pinna” e l’altra no. Il fatto essenziale è che la Ferrari qualcosa doveva fare, ed ha fin qui fatto, per tornare davanti alla McLaren ed essere veloce in modo uniforme nei tre settori del tracciato ungherese che hanno tipologie differenti. La McLaren ha piazzato i suoi piloti al terzo e quarto posto, rispettivamente Kovalainen (17 giri) a 429 millesimi da Massa e Hamilton a 554 (oltre mezzo secondo). Proficuo lavoro per la Renault di Fernando Alonso su un tracciato nel quale al momento opportuno (qualifiche e gara) le sue qualità di pilota potranno fare la differenza se la monoposto lo asseconderà più di quanto non abbia fatto fin oggi. Lo spagnolo due volte campione del mondo ha concluso al quinto posto a 821 millesimi da Massa ma a 392 da Kovalainen e a 267 da Hamilton.Solita partenza del venerdì per la Bmw, ovvero poco impegno nella ricerca del giro veloce e lavoro in prospettiva, finalizzato alle qualifiche e poi alla gara. Senza dimenticare che Kubica è a 10 punti dal leader attuale Hamilton e tallona da vicino i due della Ferrari. Quindi un campionato almeno in teoria ancora tutto aperto anche per il polacco. Il quale ha fatto stamane 18 giri ed ha concluso al settimo posto con 1’22”267 mentre il compagno di squadra Heidifeld dopo 22 giri è finito nono con 1’22”320. (ore 12:15)

SHARE
Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.