GP Ungheria. Hamilton imprendibile, prima fila tutta McLaren

GP Ungheria. Hamilton imprendibile, prima fila tutta McLaren

Mogyoròd – Più che un’impresa sarebbe stato necessario un miracolo. Ma Nostra Signora Rossa di Mogyoròd, il villaggio a 28 chilometri da Budapest sul cui territorio si trova il circuito della F.1,  non ha saputo farlo. Non ha potuto. Arrendiamoci all’evidenza della realtà che illumina una McLaren dalla superiorità schiacciante contro la quale chiunque abbia osato si è sentito umiliato se non frustrato nel suo orgoglio di pilota.
Lewis Hamilton, come l’anno scorso, ha conquistato la pole position del Gran Premio d’Ungheria che si corre domani pomeriggio. Conquista polemica l’anno scorso, perché la tolse con un reclamo al compagno di squadra Alonso, retrocesso al quinto rango della griglia, reo d’averlo ostacolato al box impedendogli di effettuare l’ultimo tentativo. Quest’anno conquista legittima, a furor di cronometro che nei tre settori dell’Hungaroring lo ha magnificato imprendibile e spavaldo con una macchina perfetta e insuperabile. Non so quanta benzina abbia Hamilton nel suo serbatoio e se la sua strategia (forse) su tre soste trasformerà la pole in vittoria come l’anno scorso. Ma considerata la schiacciante supremazia dimostrata per tutto il week end non ho difficoltà a considerare il suo tempo pole di 1’20”899 la dimostrazione che la McLaren è diventata un Transformer giustiziere per dare al suo pilota numero 1 il titolo iridato che colpevolmente non gli aveva garantito la passata stagione.
Hamilton è stato in assoluto il più veloce di tutti sul giro di chilometri 4,381 dell’Hungaroring. Nessuno dentro il suo 1’20”. La seconda McLaren di Kovalainen, che ha concretizzato la superiorità di squadra con la doppietta in prima fila, è stata superata di 241 millesimi. La Ferrari di Massa, che partirà dalla seconda fila, ha un distacco di 292 millesimi, quella di Raikkonen, ripetente per quanto riguarda la sesta posizione in griglia così come a Hockenheim, è in ritardo di oltre mezzo secondo (617 millesimi). Uno stato di inferiorità palese e deprimente per superare il quale gli uomini del box di Maranello le hanno tentato tutte, inutilmente. Sia dotando le Rosse della pinna sul posteriore, sulla cui efficacia i piloti hanno dubbi, sia aggiungendo altri particolari aerodinamici per annullare il gap prestazionale che sul circuito tedesco due settimane fa aveva incisivo pesantemente sulla sconfitta senza difesa. Il riscontro meno soddisfacente delle modifiche apportate l’ha fornito la monoposto di Raikkonen che ha richiesto fino all’ultimo continue correzioni al camper ed alle sospensioni senza effetti positivi.
Un confronto dal risultato scontato anche perché la McLaren da parte sua ha modificato con due “orecchie da elefante” l’aerodinamica anteriore che al contrario della pinna della Ferrari ha evidentemente dato i riscontri cronometrici che hanno fatto la pole e che potranno garantire la vittoria.
La sofferenza della Ferrari è evidenziata altresì dal fatto che le Rosse si trovano sotto assedio di monoposto che fin oggi non avevano neanche osato rivolgere lo sguardo all’Olimpo degli dei. Tra Massa e Raikkonen ci sono la Bmw di Kubica e la Toyota di Glock, allespalle del finlandese a completare la top ten ci sono la Renault di Alonso, la Red Bull di Webber, la Toyota di Trulli e la Renault di Piquet. Scontato che il riscontro della gara sarà diverso, almeno per quanto riguarda le posizioni di partenza, ma come non prevedere in questa gara il lungo cammino della sofferenza della Ferrari passata da monoposto da battere della prima parte della stagione al ruolo di pollastra da impallinare e abbattere.
Il filo della speranza si lega alla strategia di gara, al consumo delle gomme, allo stress cui saranno sottoposte le monoposto nell’arco dei 70 giri del circuito che dovranno effettuare, stress che sarà causato dalle condizioni atmosferiche che qualcuno si ostina ancora a ritenere favorevoli alla Ferrari (30 gradi nell’aria, 41 sull’asfalto) che mantiene bene le gomme, soprattutto le soft, che può fare una gara diversa dalle altre e puntare sulla distanza. Ma dal momento che da Venerdì ho in visione lo stesso film di Hockenheim mi tiro fuori dal coro e immagino il volo solitario di Hamilton verso il traguardo. Solo l’imprevedibilità di circostanze concomitanti, che in una gara di F.1 sono sempre da tenere nel conto, potrà ribaltare il pronostico scontato del Gran Premio d’Ungheria. E allora, tanto per cominciare, aspettiamo la partenza e l’esito del passaggio alla prima curva, un insidioso gomito che può trasformarsi in una trappola mortale per certezze e speranze. I due opposti su cui si trovano le McLaren e le Ferrari. Poco dopo le 15:30 sapremo se la difesa del titolo da parte di Raikkonen sarà ancora possibile o se già dobbiamo seguire il corteo trionfale di Hamilton sulla via di San Paolo (del Brasile), ultima gara della stagione che sigillerà il titolo iridato che proprio in Brasile l’anno scorso è stato assegnato ad Iceman. (ore 16:00)

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