Valencia – Dodicesima fermata. Sei al capolinea. Il tram chiamato desiderio (iridato) per Hamilton (62 punti), Raikkonen (57) e Massa (54) comincia la corsa conclusiva dall’inedito circuito cittadino di Valencia, passando poi da Belgio, Italia, Singapore, Giappone, Cina ed arrivare al terminal del Brasile. Chi scende è fregato. Le occasioni del recupero, sempre possibile (2007 insegna), cominceranno a diminuire progressivamente e man mano che aumenteranno da un lato (quale lato?) le fregature e dall’altro le riscossioni dei punti pesanti si innesteranno ansie, preoccupazioni, avvilimenti, frustrazioni. In una parola: depressione.
Del trio della speranza l’incognita è costituita da Kimi Raikkonen. Il campione in carica. Vicissitudini negative in almeno tre gare non gli hanno consentito di mietere quel che avrebbe meritato. E’ vero. Ma è pur vero che non riesce a fare più una pole position, non vince da 7 gare (ultimo dei 2 successi quest’anno in Spagna il 27 Aprile), è costretto  a fare gare ad handicap nel corso delle quali improvvisamente si sveglia dal letargo  fa il giro veloce, risale posizioni e riesce a tenersi a galla come dimostrano i 5 punti che lo separano da Hamilton.
Incognita indecifrabile. O decifrabile solo che si indaghi nella testa del finlandese. Perché sembra che gli siano venute meno improvvisamente voglia e determinazione, stimoli e rabbia. Tutte quelle qualità che l’anno scorso, fuse nel suo carattere che gli ha meritato il titolo di Iceman, gli hanno consentito di cingersi dell’alloro iridato al primo anno in Ferrari. La McLaren il massimo che gli aveva garantito è stato il secondo posto nel 2003 ad 1 punto da Schumacher Il Grande.
Crisi? Sembrerebbe proprio. Ma il confronto, a questo punto arrivati, tra la stagione 2007 e quella in corso di svolgimento dimostra che se volesse potrebbe replicare il titolo iridato. Raikkonen ha una vittoria in meno (3 nel 2007), ma lo stesso numero di pole position e di ritiri (2), ha fatto in gara 3 giri veloci in più (7), nonostante i 3 punti in meno rispetto al 2007 è secondo in classifica e non terzo come nel 2007.
Questione di testa. Qui a Valencia si dice che l’inedito circuito cittadino sembra fatto a sua misura. E’ caratterizzato da lunghi rettilinei che consentiranno grandi staccate e sorpassi, ci sono anche curve strette e cordoli più alti che altrove. E’ un tracciato che consentirà di stare per il 70% del tempo col pedale del gas tutto giù.
Sarà vero? Per avere certezze e smetterla con le congetture non è che bisognerà aspettare molto.  Forse già domani mattina alle 10 quando i piloti faranno la conoscenza con i 5,440 chilometri del tracciato andaluso per la prima sessione di prove libere capiremo se l’Orso Polare si è svegliato dal lungo letargo. (ore 09:00)

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Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.