Il Gran Premio automobilistico d’Italia è una delle gare classiche del Campionato Mondiale di Formula 1. Si disputa la seconda domenica di settembre sulla pista dell’Autodromo di Monza.
Il Primo Gran Premio d’Italia si disputò il 4 settembre 1921 a Montichiari in provincia di Brescia, su un circuito ricavato da strade aperte al traffico. L’anno seguente fu costruito l’Autodromo Nazionale di Monza e da allora si è sempre corso sulla pista monzese, fatta eccezione per quattro edizioni (1937, 1947, 1948 e 1980).
Nel 1950 fu istituito il Campionato mondiale di Formula 1 e da allora il Gran Premio d’Italia ne ha sempre fatto parte: nei primi anni era addirittura la gara conclusiva, in seguito sono stati inseriti altri Gran Premi in date successive.
L’Autodromo Nazionale di Monza è un circuito automobilistico situato all’interno del Parco di Monza.
Oltre alla Formula 1 e altre categorie automobilistiche sul circuito lombardo si svolge anche un annuale gran premio di Superbike.
Dal 1991, con le modifiche al circuito di Silverstone, il tracciato brianzolo è il più veloce tra quelli iridati: l’attuale record ufficiale del circuito è stato stabilito nelle prove del Gran Premio d’Italia 2004 da Rubens Barrichello alla media di 260,395 km/h.
La costruzione dell’autodromo fu decisa nel gennaio del 1922 dall’Automobile Club di Milano per commemorare il venticinquesimo anniversario dalla fondazione. Fu costituita la società SIAS (Società Incremento Automobilismo e Sport) a capitale privato e presieduta dal senatore Silvio Crespi. I lavori iniziarono il 15 maggio e in soli 110 giorni fu completato. Il primo giro completo di pista fu percorso il 28 luglio da Pietro Bordino e Felice Nazzaro su una Fiat 570.
Il tracciato di Monza, oggi, conta ben quattro lunghi rettilinei dove le vetture di Formula 1 superano abbondantemente i 300 km/h. Per questo motivo deve essere affrontato con la macchina particolarmente “scarica” ed è noto tra gli appassionati come il tempio della velocità.
Essendo stato realizzato all’interno di un parco l’autodromo presenta poi una caratteristica particolare: infatti quando i piloti passano nelle zone alberate devono tener conto della differenza di visibilità causata dall’ombra delle piante.
La pista nel suo tracciato attuale presenta le seguenti curve (tutte le velocità indicate si riferiscono a vetture di Formula 1): variante Goodyear (o variante del rettifilo): una strettissima curva a destra di 90 gradi, seguita da un’altrettanto stretta curva a gomito a sinistra. Dal rettilineo dei box si arriva lanciati ad oltre 350 km/h (auto di Formula 1), con una lunghissima frenata si decelera a soli 70-80 km/h per affrontare questa “esse”.  Curva Biassono (già curva Grande o Curvone): una lunga curva a destra dal raggio molto ampio (circa 300 metri). Vi si arriva in piena accelerazione dalla variante Goodyear e si percorre “in pieno” senza alcuna difficoltà. Variante della Roggia: anch’essa è posta in fondo a un lungo rettilineo (oltre 1 km con l’acceleratore a fondo comprendendo anche la curva Biassono) sul quale si toccano i 330 km/h. Con un’altra lunghissima frenata si decelera a 110-120 km/h per affrontare una esse sinistra-destra molto stretta, meno stretta tuttavia della prima variante.
prima curva di Lesmo: a soli 200 metri dall’uscita della Roggia vi si arriva a velocità non troppo elevate, è una curva a destra di 75 metri di raggio che si percorre a circa 180 km/h.
seconda curva di Lesmo: segue di 200 metri la prima. In passato era uno dei punti “mitici” del circuito: vi si arrivava in piena accelerazione e si entrava in curva a quasi 300 km/h, solo i migliori piloti riuscivano a percorrerla “in pieno”. Con le modifiche del 1994-95 è stata molto rallentata, oggi ha solo 35 metri di raggio e si percorre a circa 160 km/h. Curva del Serraglio: è una lievissima piega a sinistra dal raggio estremamente ampio (oltre 600 metri). Il rettilineo successivo incrocia, con un sottopassaggio, la curva sopraelevata dell’anello di alta velocità.
Variante Ascari: vi si arriva tenendo premuto l’acceleratore fin dalla seconda di Lesmo, anche qui si toccano i 330 km/h. Dopo la frenata si affrontano in rapida successione tre curve a sinistra-destra-sinistra che immettono sul rettilineo opposto ai box. Sono curve a raggio abbastanza ampio che si percorrono a velocità intorno ai 200 km/h.
Curva Parabolica: nel rettilineo che conduce a questa curva si toccano nuovamente i 330 km/h, quindi si frena per entrare in curva a circa 180 km/h. La curva è molto lunga e a raggio via via crescente: dopo aver superato la parte più stretta si può percorrere il tratto finale in piena accelerazione, imboccando il rettilineo d’arrivo a velocità già molto elevate.
Per le corse delle categorie minori viene usata la cosiddetta “pista Junior”: si tratta di un circuito più breve, che utilizza un tratto del rettilineo d’arrivo, il rettilineo opposto e la Parabolica. L’anello è chiuso da un raccordo che, staccandosi dal rettilineo d’arrivo circa 200 metri dopo i box, si immette sul rettilineo opposto subito dopo la variante Ascari. Il raccordo presenta tre curve, la prima a destra, la seconda a sinistra, la terza ancora a destra. La lunghezza della pista Junior è di 2405 metri. (ore 10:00)

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