Valencia – Tanta paura. Prima per un collisione evitata in pit lane che poteva costare una clamorosa eliminazione, poi nell’attesa della decisione della Fia che aveva messo sotto investigazione la manovra. La notizia liberatoria è arrivata dopo che si erano consumati tutti i riti a conclusione della
gara: solo una multa di 10 mila euro.
Il trionfo di Felipe Massa è arrivato nello stesso giorno in cui Kimi Raikkonen è scomparso dalla scena già prima che il motore della sua Ferrari, come quello del brasiliano in Ungheria, esalasse l’ultimo respiro nella fumata nera della rottura. Quarto motore arrosto quest’anno. Non è sinonimo di affidabilità per la Ferrari e poco conta che componenti come le bielle siano realizzati da partner esterni. Massa è stato il grande dominatore della gara valenciana. Sua la pole position, suo il giro veloce in gara, sua la vittoria. Un grande slam che anche alla luce dell’inspiegabile appannamento di Raikkonen, quasi una masochistica rinuncia, lo promuovono almeno in teoria a prima guida della Ferrari nel confronto con Lewis Hamilton nella corsa al titolo iridato piloti.La vittoria di Massa non è stata mai messa in discussione. Partenza perfetta, gara perfetta in ogni fase nonostante la manovra poco accorta al secondo pit stop dopo avere completato le operazioni. Hamilton ha abbozzato qualche tentativo di rimonta solo per dovere di… McLaren ma pilota e box si sono subito resi conto che non ci sarebbe stato niente da fare e che solo un imprevisto avrebbe potuto fermare il volo della Ferrari di testa.
Il distacco conclusivo tra i due, nell’ordine dei 5 secondi e poco più, è stato il distacco che li ha separati in pratica per tutti i giri dal momento in cui Massa ha cominciato ad essere più regolare rispetto all’inglese. Sono stati, comunque, loro due i grandi protagonisti del pomeriggio spagnolo, orfano di Alonso buttato fuori da un tamponamento di Nakajima nelle fasi di avvio, mentre gli altri sono stati costretti a ruoli neanche da comprimari ma solo di comparse tenuto conto dei distacchi che tutti, dal terzo in giù, si sono presi dalla coppia di testa. Hanno fatto ciascuno una buona gara per quel che poteva in una lotta, mai stata tale, impari.
Terzo, quindi, Robert  Kubica con la Bmw che ha monetizzato la posizione di partenza ed ha dovuto respingere solo all’inizio qualche attacco di quanti erano alle sue spalle. Quarto Kovalainen che ha bruciato in partenza Raikkonen e nel momento topico per la sua posizione anche fortunato quando il finlandese avrebbe potuto superarlo in pit lane ed invece si è autoeliminato con una disastrosa partenza anticipata che ha procurato fratture al meccanico Piero Timpini addetto al rifornimento carburante e rientrato in corsa lo ha fatto scendere al sesto posto alle spalle di Trulli. Conferma gli ultimi miglioramenti la Toyota, quinta con Trulli e settima con Glock. Gioisce la Toro Rosso col “baby” Vettel in primo piano per tutto il weekend e sesto al traguardo. Si prende il punto dell’ottavo posto Rosberg con la Williams, gratificato dalla rottura del motore Ferrari di Raikkonen.Il campionato nella corsa al titolo piloti cambia fisionomia. Hamilton ha limitato i danni e rimane davanti di 6 punti. Cambia l’inseguitore più immediato che ora è Massa. Non avere preso neanche i 3 punti del sesto posto fa indietreggiare Raikkonen nel punteggio: terzo ma a 13 punti da Hamilton e a 7 dal compagno di squadra. Ci sono ancora 6 gare e non ci sono certezze assolute per nessuno dei tre. Ma la misteriosa depressione del campione del mondo in carica è ormai evidente e palpabile e lo penalizza enormemente. (ore 17:00)

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