Monza – L’eroe del Sabato si chiama Sebastian Vettel. Mentre nell’idroscalo di Monza naufragavano una dopo l’altra tutte le portaerei della F.1, il giovanissimo tedesco (Heppenheim, 3 Luglio 1987) con l’aliscafo Toro Rosso mosso dal fuoribordo Ferrari ha raggiunto inaffondabile il porto della pole position per segnare un nuovo record: è il più giovane pilota di tutti i tempi a partire alla corda in una gara del mondiale di F.1.
Sovvertito l’ordine costituito con la complicità della pioggia che ha imperversato soprattutto sulla Brianza da stamane con maggiore o minore intensità ma diventata battente dalle ore 14:00 proprio in occasione delle qualifiche per definire le posizioni della griglia del Gran Premio d’Italia che si correrà domani, quattordicesima gara di una stagione che continuerà a riservare ulteriori  sorprese.
Una rivoluzione che alla ghigliottina della Q2 ha tagliato impietosamente teste coronate come quelle di Kimi Raikkonen, Lewis Hamilton e Robert Kubica e nella Q3, forse meno dolorosamente, quelle di Felipe Massa, Heikki Kovalainen e Nick Heidfeld.
Una top ten con nell’ordine Vettel, Kovalainen, Webber, Bourdais, Rosberg, Massa, Trulli, Alonso, Glock e Heidfeld sarebbe stata incredibile anche come visione onirica perché sono posizioni che prefigurano una griglia di partenza folle nella sua composizione, tanto più folle se dalle prime cinque file scendiamo verso il basso per arrivare alla sesta di Kubica, alla settima dove si trova Raikkonen e alla ottava da dove partirà Hamilton.
Follie che hanno fatto giustizia dei luoghi comuni sui magici “uomini pioggia” che proprio nella pioggia ieri pomeriggio hanno messo a nudo debolezze e insicurezze non riconoscibili in campioni conclamati, sbugiardati dal ragazzotto di Heppenheim.
Magico, caso mai, è stato Giancarlo Fisichella l’unico autentico vecchio “uomo pioggia” che nel suo elemento naturale ha portato per la prima volta in questa stagione la Force India ad accedere alla Q2 nella quale è rimasto bloccato al dodicesimo posto solo per una differenza di 20 millesimi che, se avesse avuto ancora un giro a disposizione, avrebbe certamente colmato cacciando fuori dalla Q3 anche Felipe Massa.
Al quale è andata bene. Anzi benissimo. Oltre ogni merito. Non voglio dire con tanta fortuna perché come diceva Enzo Ferrari <<in F.1 non esiste la fortuna o la sfortuna, esistono le macchine e la bravura del pilota>> anche se, sempre per dirla col compianto Drake, <<il pilota è un dettaglio>>.
Le posizioni di partenza lo mettono in condizione privilegiata rispetto ad Hamilton per tentare in questa gara il sorpasso nella vetta del mondiale piloti, ma come è stato dimostrato ieri nel pantano monzese le apodittiche affermazioni o i sicuri convincimenti possono bruciare speranze e ambizioni.
Il gioco sottile della follia che ha follemente salutato l’1’37”55 dell’enfant prodige Sebastian Vettel sui  5,793 allagati del circuito di Monza, si lega al gioco altrettanto folle della pioggia che ha condizionato pesantemente le qualifiche alle quali i team si sono presentati assumendo diverse valutazioni sullo stato delle condizioni del tempo domani, giorno della gara. Un Gran Premio d’Italia bagnato, peggio allagato, darà mano libera a nuove follie perché è fuori di dubbio che tutte le monoposto che si trovano nelle prime cinque file hanno un carico alare da bagnato, quel carico che ieri ha consentito di fare così abissali differenze. Forse la Ferrari di Massa non è nelle stesse condizioni delle altre nove della top ten. Se ci sarà la pioggia di ieri pomeriggio, con uguale intensità e durata, queste monoposto saranno protagoniste indisturbate anche oggi pomeriggio e il ragazzino di Heppenheim potrà sognare il grande slam pole-vittoria. Ma attenti alla safety car: le condizioni meteo sono ideali per farla diventare assidua calmieratrice dei desideri pruriginosi dei più focosi cavalieri.
Se McLaren per Hamilton, Ferrari per Raikkonen e Bmw per Kubica hanno osato un carico alare da gara asciutta la follia resterà tale ma si esprimerà in una realtà diversa. Nella quale le frustrazioni di ieri sfumeranno prima nella consapevolezza della rivincita e poi si potrebbero trasformare in gioia.
E’ una gara la cui importanza è ben presente nella mente e nel cuore di Felipe Massa e Lewis Hamilton. Ma anche di Kimi Raikkonen al quale la matematica consente ancora la possibilità iridata. Senza dimenticare che l’anno scorso di questi tempi il finlandese aveva un ritardo di 17 punti da Hamilton, 2 in meno di oggi. Il Brasile aspetta anche quest’anno il campione da incoronare con l’alloro iridato. Lo porterà la Ferrari o la McLaren?

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