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GP Italia. Vettel e la Toro Rosso nella storia, Hamilton super respinge l’assalto di Massa

Monza – Due superman nel Gran Premio d’Italia. Sebastian Vettel entra nella storia per essere il pilota più giovane ad avere fatto la pole position e di seguito la vittoria; Lewis Hamilton, escluso ieri dalla Q3, è risalito dalle retrovie arrivando settimo alle spalle di Massa il quale, al contrario, ha mantenuto la sesta posizione di partenza. La rimonta ha consentito  all’inglese di tenersi stretta la leadership della classifica piloti neutralizzando l’assalto del brasiliano che ha dovuto ingoiare la pillola amara del punto guadagnato. Sorpasso fallito, Lewis ancora davanti, 79 a 78 alla vigilia della notturna di Singapore.
Sebastian Vettel, poco più di 21 anni, è stato l’assoluto protagonista del week-end monzese. Sarebbe ipocrisia scrivere che la pioggia ha condizionato le qualifiche e la gara. Il diktat della pioggia lo hanno subìto tutti, a cominciare gli osannati “uomini pioggia” che nel loro elemento sono annegati, tranne il ragazzino di Heppenheim che ha dimostrato di essere superiore a qualsiasi altro. Ha accettato la sfida della pioggia ed ha vinto sabato e ancor più oggi dimostrando non solo doti di combattente ma anche di saggezza tattica, dominando prima la gara poi controllandola fino alla conclusione. Già in precedenti analoghe condizioni atmosferiche aveva dimostrato il suo valore e solo per sfortunate circostanze non era riuscito a mettere a profitto le sue qualità. Oggi emerse in tutta la loro grandezza. Una lezione per tutti.
Le scelte sbagliate della Ferrari e della McLaren, accomunate per un volta nelle errate valutazioni della vigilia e di conseguenza nella strategia di gara, col senno di poi si vorrebbero accreditare come il via libera alla pole ed alla vittoria di Vettel. Sarebbe meglio che i due team principal non cercassero alibi.
Anche se è un fatto che Hamilton più di Kovalainen sabato è stato sottoposto ad un handicap di gomme non adatte alle condizioni della pista. Anche se è un fatto che Raikkonen più di Massa ha ricevuto le attenzioni scellerate che lo hanno tagliato fuori anche dalla possibilità di rimonta.
Che è riuscita ad Hamilton. Perché alla dabbenaggine c’è un limite. Almeno in McLaren. Almeno ieri. L’inglese ha potuto così trasformarsi e rimontare senza che nessuno potesse arginare il suo lungo sprint verso le posizioni che fanno punti.  Da Raikkonen in su tutti quelli che lo precedevano in griglia hanno dovuto cedere alla volata della McLaren dell’inglese arrivato fin sugli scarichi della Rossa di Felipe Massa, compiendo un impresa equiparabile a quella di Vettel. Impresa che legittima la sua ambizione di titolo iridato più di quanto nelle stesse circostanze non abbia saputo fare Massa. Il brasiliano partito sesto, sesto è arrivato. Non ha saputo neanche approfittare del “regalo” di Webber che lo precedeva in griglia, superato nella rincorsa da Robert Kubica saltato sul terzo podio con la sua Bmw ed ora a 14 punti da Hamilton e a 13 da Massa, comunque terzo davanti a Raikkonen rimasto a 57.
Accomunate nelle scelte sbagliate ma non nel risultato finale. La McLaren gode per il secondo posto di Kovalainen, anche se in maggiore misura le soddisfazioni sono arrivate dal settimo posto di Hamilton. La Ferrari in quanto a godimento è sottodimensionata. Massa non ha saputo e potuto sfruttare la grande occasione favorevole che ha avuto a disposizione, Raikkonen non è andato neanche a punti (nono) e scende dalla giostra iridata.
Alonso quarto, Heidfeld quinto e Webber ottavo completano l’ordine del giorno di un Gran Premio d’Italia le cui scorie tossiche la Ferrari dovrà smaltire il più in fretta possibile per arrivare già al prossimo appuntamento di Singapore nelle condizioni migliori. Non solo per Massa ma anche per se stessa. Il titolo piloti potrebbe sfuggire ma non sfugga quello costruttori. (ore 17:00)

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