Singapore – La volata è partita. La tira Felipe Massa, primo poleman della notte sull’inedito circuito di Singapore dove domani sera (ore 20:00 locali, 14:00 in Italia) si corre la quindicesima gara della stagione. Poi altre tre per arrivare alla soluzione del rebus a due conclusioni, titolo piloti e titolo costruttori.
Prima pole della notte, quinta della stagione (pareggiati i conti con Hamilton), quattordicesima in carriera. Nel primo momento della verità la Ferrari ha segnato due punti a suo favore. Al giro perfetto di Massa ha fatto riscontro il terzo posto di Raikkonen col vantaggio anch’egli di partire dal lato pulito di una pista che dall’altro lato già in partenza costituisce un bel problema per chi vi si trova,  con la prima curva che non agevola possibilità di inserimenti senza correre rischi di collisione.
Massa aveva subìto la determinazione di Hamilton nelle tre prove libere, sempre dietro all’inglese il quale probabilmente ha pensato di avere acquisito un vantaggio psicologico che si è rivelato illusorio. In qualifica le posizioni si sono ribaltate anche se nella Q1, che ha messo in mostra un Raikkonen determinato come non accadeva da qualche tempo (suo il migliore tempo,  1’44”282), il pilota della McLaren una volta di più era riuscito a stare davanti alla Ferrari del brasiliano. Ma è stata proprio in questa fase che Massa ha cominciato a fare la prova-pole: suo il migliore tempo nel primo settore mentre nel secondo il più performante era stato Kovalainen e nel terzo Raikkonen. Prova affinata nella Q3 non solo con il migliore tempo di 1’44”014 ma anche con due supertempi nel primo e nel terzo settore con la cessione momentanea del secondo a Heidfeld.
Nella Q3 il capolavoro: dominatore nei tre settori, tempo conclusivo insuperabile di 1’44”801. Il solo a fare 1’44”, forse meno carico degli altri, comunque determinato ed efficacissimo nelle 23 curve del circuito, teatro della sua superiore performance. Hamilton si è preso 664 millesimi di distacco, in altri termini più di mezzo secondo. Uno schiaffo tremendo che brucia dopo che aveva rischiato l’esclusione dalla top ten per colpa di una spocchia che in altre occasioni lo ha punito.
La Ferrari ha vinto 2-1 la prima mossa perché mentre Raikkonen, che ha lottato contro avversità che stavano per condannarlo definitivamente superandole da campione del mondo, si trova in seconda fila in una posizione ottimale, la McLaren ha rimediato il secondo posto con Hamilton ma ha perso per strada Kovalainen, quinto, che partirà dalla terza fila, seppure dal lato pulito.
Per quel che è la sua forza attuale, non è mancata all’appuntamento la Bmw che ha Kubica in seconda fila con Raikkonen e Heidfeld in terza con Kovalainen e punta oggi ad una gara da autentico terzo incomodo nel tentativo di scombinare le strategia dei due team che lottano per i titoli piloti e costruttori.
Vettel, il vincitore di Monza, continua a vivere il suo momento magico. Non solo ha portato la Toro Rosso Ferrari nella top ten ma ha anche agguantato autorevolmente il settimo posto che vale la quarta fila nella quale si trova anche la Toyota di Glock (Trulli è rimasto fuori dai “magnifici 10” della griglia di Singapore).
Anche la Williams con entrambi i piloti è entrata nella élite della prima griglia nottambula: Rosberg e Nakajima partiranno dalla quinta fila.
Grande e cocente delusione per Fernando Alonso. Lo spagnolo aveva dominato le libere 2 e 3 e nel primo turno di qualifica aveva dimostrato di potere duellare per la pole. Nella Q2 la sua Renault lo ha tradito: un difettoso pescaggio della benzina non ha consentito l’alimentazione del V8 francese che si è spento proprio quando Alonso si era appena lanciato per il giro veloce. Partirà quindicesimo!
Nella speranza che i cordoli dissennati che sono stati installati sul circuito da mano incompetente (Sutil con la Force India nelle libere 3 si è esibito da stuntman) e che l’entrata e l’uscita della pit lane, sfuggite alla valutazione progettuale di Tilke che ha firmato il circuito singaporegno di Marina Bay, non provochino quel che nei primi due giorni è già accaduto fortunatamente senza conseguenze, la storia della gara è nelle mani del Giove Pluvio dell’Estremo Oriente. Previsioni del tempo sono improponibili. Le condizioni variano improvvisamente senza alcun consistente preavviso. Se dovesse piovere le considerazioni e i rapporti di forza della vigilia cambieranno radicalmente. Meglio non pensarci e augurare alla Ferrari che dopo il primo kappaò iridato ne possa realizzare un secondo in gara.

SHARE
Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.