Melbourne – Il Gran Premio d’Australia fa parte del mondiale di F1 dal 1985, quando il circuito cittadino di Adelaide accolse la prima gara ufficiale.
La corsa di Adelaide, molto amata dagli appassionati, chiudeva la stagione con un sempre ottimo risultato di pubblico, ma le pressioni dalla comunità sportiva di Melbourne si facevano sempre più forti, e quando nel 1992 Jeff Kennett venne eletto governatore dello stato del Victoria, la sua prima mossa fu quella di migliorare il circuito di Melbourne per portare lì il locale Gran Premio di Formula 1.
Nel 1993 venne raggiunto un accordo con la FIA, ma il contratto con Adelaide scadeva nel 1996, così Kennett ottenne il tempo sufficiente per prepararsi all’esordio.
La pista, venne ricavata collegando le strade perimetrali del lago dell’omonimo parco normalmente adibite alla circolazione ordinaria la sua storia risale agli anni ‘50 (nel 1956 Stirling Moss sulla Maserati vi si aggiudicò la corsa), salvo poi non venire più utilizzato per quasi 40 anni per via delle proteste degli ambientalisti.
Dal 1996 venne costruito un nuovo rettilineo di partenza con annessi nuovi box ed alcune curve vengono modificate per rallentare le percorrenze, pur mantenendo delle medie sul giro molto elevate per essere un circuito cittadino. Da allora l’Albert Park ospita il G.P. d’Australia e la gara non è più l’ultima della stagione, ma è diventata quella di apertura.
Il circuito dell’Albert Park misura circa 5,3 chilometri, ed é uno dei più lunghi del Circus. E non sembra essere il più adatto per i sorpassi: l’unico punto atto allo scopo, infatti, è sul rettilineo dei box. Il tipo di pista, con molte curve e pochi rettilinei lunghi, rende necessaria un’alta carica aerodinamica, che causa soprattutto il notevole consumo dei pneumatici. Alla fine del rettilineo principale, si raggiungono quasi 300 chilometri l’ora prima di ridurre drasticamente la velocità per prendere la Jones, una curva sulla destra che si fa in terza a 180 chilometri l’ora (è questo il punto in cui Martin Brundle uscì rovinosamente di pista nel 1996), si procede in quarta verso la Brabham e da qui verso la curva 3. La curva 3 é la prima di una sequenza di tre curve chiuse che devono essere affrontate con attenzione: per entrare nella terza si deve per forza uscire bene dalle prime due. L’ultima curva di questo trittico, la Whiteford, ha causato problemi a vari piloti. Prima di arrivare alla Curva 6 si passa in sesta e dopo aver girato a destra, si decelera fino in terza, intorno a 120 chilometri l’ora. Bisogna passare dalla quarta alla sesta per prendere la Lauda, una lunga curva a forma d’arco sulla destra, fino ad arrivare alla Clark. La Clark é una curva chiusa sulla destra da affrontare in seconda a 100 chilometri l’ora, che conduce alla lunga curva sulla sinistra vicino al lago. Poi c’è la Waite, una curva sulla destra che deve essere fatta in quinta ai 200 chilometri per ora. Si passa poi in sesta verso la Ascari, virando prima sulla destra nella Hill, dove si raggiungono i 270 chilometri l’ora. La Ascari é una curva sulla destra, fatta in terza, che conduce alla Stewart, un’altra curva sulla destra che a sua volta porta alla Curva 15 (percorsa in sec