San Paolo – I sogni nascono di Sabato e si realizzano di Domenica. Se l’ordine d’arrivo del Gran Premio del Brasile dovesse rispettare l’ordine di partenza il sogno iridato di Lewis Hamilton è prossimo ad essere realizzato. Il quarto posto è uno di quei traguardi minimi che renderebbero inutile il successo di Massa. Il quale fa un altro sogno che non riguarda solo la pole (la sesta della stagione e la quindicesima in carriera) o la vittoria (la settima quest’anno) ma che dall’una oggi e domani dall’altra alimenterà la speranza che il quarto posto del rivale non si concretizzi.
Bello e appassionante l’ultimo capitolo iridato della stagione 2008, reso elettrizzante dalla pittoresca torcida brasiliana forte di 158 mila presenze tutte lì nell’attesa che Felipe Massa salga sul trono che è stato di Ayrton Senna, e prima del Mitico di Nelson Piquet ed Emerson Fittipaldi. Peché il Brasile non è solo terra di super campioni di calcio ma anche di superman del volante e la torcida aspetta da 17 anni un campione del mondo.
Nell’attesa si consumano anche i sogni di Lewis Hamilton e della McLaren. La scuderia anglo-tedesca da 9 anni non porta al trono iridato un pilota (l’ultimo è stato Mika Hakkinen) e da 10 anni non è il costruttore campione del mondo.
Sogni e speranze in un intreccio di sentimenti e di interessi industriali che continuano a fare della Formula 1 uno sport unico, inimitabile per quel binomio macchina-uomo che genera gloria o delusioni.
Massa 1’12”368. Ecco il tempo della sesta pole stagionale. La rampa di lancio per la settima vittoria su 18 gare (nessuno come lui). Accanto alla sua Ferrari la Toyota di Trulli, 369 millesimi meno veloce, prima, imprevista,  interposizione tra Massa ed Hamilton. La seconda è costituita da Kimi Raikkonen, terzo tempo e 457 millesimi di distacco dal compagno di squadra. Hamilton ha il quarto tempo, 1’12”830, +462 millesimi, per un posto in seconda fila che fa parte del suo programma minimo se riuscirà a conservarlo in partenza per non impegnarsi in bagarre pericolose e portarlo fino al traguardo. Anche se ha la soluzione di riserva, ovvero il quinto posto. Dietro di lui, in terza fila, una presenza potenzialmente protettiva, il compagno Kovalainen, e una da incubo, il nemico per la vita Alonso.
Sarà una partenza tutta da seguire già in condizioni di circuito asciutto come è stato ieri pomeriggio “baciato” da una Primavera che sembra riuscire a San Paolo a mettere da parte l’Inverno. Ma se è vero che domani pioverà durante la gara, i sogni e le speranze potrebbero cambiare radicalmente perché il riscontro delle qualifiche concretizzerebbe una giustificazione di differenza prestazionale che né le libere 3, né  la Q1,  né la Q2 lasciavano prevedere così netto come è stato. Anzi, nelle tre circostanze Hamilton e Kovalainen sono stati facilmente davanti alle Ferrari.
Dieci chili di carburante in più si stimano in perdita di 3 decimi al giro. Hamilton (e come lui Alonso) è quindi più carico di Massa e Trulli, Kovalainen è più carico di Raikkonen. Perché questa scelta e non quella di mettersi davanti per bloccare sul nascere i rigurgiti rivoluzionari? Perché la McLaren crede nella pioggia, quindi un maggiore carico di benzina, come ha dimostrato in altre analoghe situazioni, la premierebbe e la metterebbe in condizione di gestire meglio la gara.
Che, comunque, nella gestione generale andrebbe bene con le posizioni di partenza perché a Massa non basterà vincere. Al brasiliano resterà l’intima soddisfazione di avere fatto quel che andava fatto e dovrà solo recriminare su ripetuti episodi nell’arco della stagione che non gli hanno consentito di monetizzare tutto quello che ha investito in questo campionato.
Che arriva alla conclusione, come già scritto, con ruoli ben delineati e assegnati: Massa è il forzato della vittoria, Hamilton il ragioniere che deve solo aspettare che la Banca di Sao Paulo apra gli sportelli per andare a riscuotere gl’interessi di una stagione in cui è stato meno pollo della precedente e per questo per la seconda volta con la chances iridata a portata di mano.
Il sogno del Sabato rimarrà tale fino alle ore 15 di San Paolo (le 18:00 in Italia). Poi prenderà il via il cammino della speranza. Per Hamilton di potere realizzare l’obiettivo minimo, per Massa di vincere e prima di aspettare giro dopo giro che la situazione, comunque a suo sfavore, cambi per un motivo o per l’altro.
Enzo Ferrari diceva che la fortuna non esiste in F.1. Speriamo che per una volta la sua creatura Ferrari goda di tanta fortuna. (19:00, in Italia)

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