GP Malesia, Button-Brawn GP pole bis sette giorni dopo

GP Malesia, Button-Brawn GP pole bis sette giorni dopo

Kuala Lumpur – Jenson Button, ancora lui! Lo smemorato di Frome (cittadina del sud ovest della Gran Bretagna, contea di Somerset), uscito dall’amnesia totale a Melbourne ha replicato a  Kuala Lumpur la pole position della gara  d’apertura rilanciando anche per il Gran Premio della Malesia che si corre domani (partenza ore 11 in Italia) la candidatura alla seconda  vittoria consecutiva.
Nessuna sorpresa. La griglia di Sepang, nei pochi attimi conclusivi della Q3, ha rimesso al loro posto i pezzi del puzzle già montato  in Australia che qualcuno aveva tentato di scompigliare. “Retrocessioni”  in griglia a parte – due, per motivi diversi – la top ten di Sepang conferma che Brawn, Toyota e Williams sono la nuova “razza padrona” della F.1; che l’alibi del “diffusore pirata” utilizzato dai nuovi padroni non condiziona le prestazioni della Red Bull motorizzata Toyota, che il kers non lo monta, come non condiziona quelle della Bmw di Kubica, sprovvisto del “miracoloso” sistema che recupera energia, montato, con risultati negativi, dal suo compagno di squadra; che il convincimento che su circuiti come questo malese dai lunghi rettilinei il vantaggio per chi ha scelto di adottare il marchingegno è solo una considerazione filosofica senza riscontri nella pratica.
Nessuna sorpresa, quindi. Pole position a Button, con una Brawn mostruosa per stabilità e performance almeno con l’inglese alla guida, meno mostruosa con Barrichello che qui si è visto relegare al quarto posto (ma scala di 5 posizioni per la sostituzione del cambio) dalla Toyota di Trulli e dalla Red Bull di Vettel (costretto anch’egli a scalare di 10 posizioni per la sanzione rimediata a Melbourne), stupendi secondo e terzo nel finale mozzafiato delle qualifiche che hanno assegnato le prime 5 file poi rimpastate. Tra la Brawn di Button, 1’35”181, e la Red Bull di Webber, 1’35”797, ci sono sette monoposto in 616 millesimi. I tre che si sono dovuti accontentare delle briciole di questo banchetto sono due nel range dell’136” ed uno nell’1’37” e, guardo caso, sono la Bmw di Kubica (925 millesimi, quasi un secondo da Button), la Ferrari di Raikkonen (928 millesimi il distacco del finlandese) e la Renault di Alonso (2 secondi e 478 millesimi di distacco!).
Prima di trattare il capitolo Ferrari, una considerazione su questa griglia e sulle ipotesi di strategie e di fasi evolutive della gara. Kubica, Raikkonen e in maggiore misura Alonso più carichi perché si aspettano i temporali  che anche ieri sono stati solo minacciosi per gestire meglio sia l’eventuale partenza con le gomme rain che a quel punto penalizzerebbero quelli che pur di fare il tempone si sono alleggeriti, sia la prima parte della gara se si dovesse partire senza pioggia? Non si può non concedere questa ipotesi. Solo se non vale come alibi per il mancato risultato nelle qualifiche. Per altro Kubica, senza kers, parte dalla terza fila lato sporco, Raikkonen e Alonso, con il kers, dal lato pulito. In teoria il finlandese e lo spagnolo potrebbero arrivare al primo micidiale tornante dopo il lungo avvio in posizioni migliori proprio mettendo a frutto la spinta degli 80 cv in più che dà il kers.
La scelta della Ferrari di zavorrare il serbatoio di Raikkonen può essere stata una scelta condizionata preferita alla possibilità di una pole position che, stando ai tempi di Venerdì, Iceman avrebbe potuto anche ottenere. Condizionata dall’errore di valutazione che è stato fatto durante la Q1, errore imperdonabile al quale c’è stato il tempo di rimediare ma tutti al box, Michael Schumacher compreso, sono rimasti sbigottiti di fronte al terremoto. Massa e Raikkonen avevano subito fatto, con gomme morbide nuove, un tempo dentro l’1’35” valutato sufficiente per arrivare al Q2. Man mano che si sono esauriti i 20 minuti a disposizione gli inserimenti, con pista meglio gommata, sono stati frenetici mentre Massa e Raikkonen scivolavano inesorabilmente verso il baratro della sedicesima posizione che esclude dalla Q2. Quando  gli  strateghi di Maranello si sono accorti dell’errore Massa era già fuori e Raikkonen è rimasto dentro  per 2 decimi e solo perché Buemi, troppo irruento, ha rovinato il suo ultimo tentativo con tempi parziali che davano già per escluso Iceman.
Capitolo McLaren. Un leone che non fa paura e che si lecca le ferite. Hamilton e Kovalainen senza difesa, anonimi fino alla Q2 dove si sono spiaggiati come balene che hanno perso l’orientamento.
Solo la pioggia può sconvolgere i programmi dei team. E data al 70% ma in Malesia gli esperti meteo rimediano sempre figuracce. Se ci fossero brevi  temporali intervallati durante la gara saranno cavoli amari per tutti. (13:00, ora italiana)

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