GP Cina, diffusori legali. Ferrari & C con le pive nel sacco

GP Cina, diffusori legali. Ferrari & C con le pive nel sacco

Shanghai – Venghino signori, venghino! Il Circo delle follie alza lo chapiteau all’ombra della Grande Muraglia con una certezza in più rispetto a quella acquisita sul campo: i diffusori di BrawnGP, Toyota e Williams sono legali e i risultati conquistati a Melbourne e Kuala Lumpur sono legittimi. Battute sul campo, nelle citate circostanze, ed ora battute anche in tribunale Ferrari, Red Bull, Renault e BMW che avevano presentato ricorso quando i diffusori erano stati dichiarati conformi al regolamento dopo le verifiche tecniche precedenti i gran premi di Australia e Malesia. Al laconico comunicato della Fia, che pubblicherà le motivazioni della sentenza “a tempo debito” c’è poco da aggiungere: «La Corte d’appello internazionale della Fia ha deciso di respingere l’appello presentato contro la decisione dei commissari di gara del G.P. di Australia del 26 Marzo. Basandosi sulle argomentazioni ascoltate e le prove fornite, la Corte ha concluso che i commissari di gara hanno avuto ragione a trovare le vetture in questione conformi ai regolamenti vigenti».
Decisione sportiva che rimanda al mittente le accuse di illegalità ma che dal punto di vista politico avrà ripercussioni domino dal momento che il fronte costruttori contro Mosley non potrà più ritenersi compatto. Il futuro è per questo ancora più incerto.
Rimane in sospeso la “questione McLaren” dopo i fattacci di Melbourne per la quale la Fia deciderà il 29 Aprile prossimo ed a causa della quale La McLaren naviga in acque pericolose se è vero che Bernie Ecclestone si è spinto ad ipotizzare che <<sarebbe terribile se il team venisse squalificato, ma potrebbe accadere”, dal momento che ci si trova di fronte ad una frode bella e buona. Alla McLaren viene contestata la violazione dell’articolo 151c del Codice sportivo internazionale e la condotta antisportiva può essere sanzionata in modi differenti: si va dalla semplice reprimenda alla squalifica. Considerato che il team di Woking, di cui è azionista di maggioranza la Mercedes, nel 2007 ha perso tutti i punti conquistati nel mondiale costruttori ed è stato multato pesantemente per la spy-story ai danni della Ferrari, possiamo immaginare con quale stato d’animo squadra e piloti si apprestino a gareggiare sul circuito cinese.
Per vicende diverse non sta meglio la Ferrari, uscita battuta a Melbourne e Kuala Lumpur per folli decisioni strategiche ed ora anche dall’aula del tribunale parigino. Sta pagando solo Luca Baldisserri il quale non dirigerà le operazioni al muretto box e questa defenestrazione, che Maranello vorrebbe camuffare “non punitiva” per i clamorosi errori di strategia nei primi due gran premi ma accreditare piuttosto come prima mossa per cercare di raddrizzare una stagione che peggio non poteva cominciare (zero punti e ultimo posto nella classifica dei costruttori) non serve per rasserenare l’ambiente ed a dare certezze.
La Ferrari, comunque, non ha fatto dipendere il suo futuro immediato in campionato dalla decisione di Parigi ed ha accelerato i tempi per innovare  le monoposto, soprattutto sul piano aerodinamico, che in Cina si presentano con modifiche all’ala anteriore, ai diffusori di flusso e con nuove flange sui copriruota dei cerchi anteriori. Modifiche minime, si cerca di salvare il salvabile, soprattutto la faccia in attesa della versione B della F60 che presumibilmente vedremo non prima di Montecarlo.
Stando così le cose il pronostico del Gran Premio Cina è sotto il segno di Brawn, Toyota e Williams, con Red Bull a fare da guastafeste, Bmw a tentare colpi a sorpresa, Ferrari e Renault a guidare inedite truppe di assalto al nuovo potere ormai costituito. Anche se per tutti c’è l’insidia pioggia tenuto conto che le monoposto volute dal nuovo regolamento avendo abolito tutte le appendici aerodinamiche hanno un comportamento diverso sul bagnato proprio per la struttura diversa che non prevede carico alare. (12:30, ora italiana)

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