Shanghai – … e così sia. Santa rassegnazione.  Cosa volete che facciano 7 squadre su 10 le quali hanno definitivamente dovuto prendere atto, dopo la sentenza d’appello sui diffusori di mercoledì scorso, che i progetti delle loro monoposto sono da buttare nel cestino e devono ripartire dal foglio bianco per realizzare macchine competitive? Perché, tutti sanno bene, che non si tratta di adattare i diffusori alle monoposto attuali, a meno che non si sia prevista questa evoluzione da inserire se e quando necessario, perché bisogna riformulare tutta la macchina partendo proprio dai diffusori. Risultato dopo le libere 1 di stamane che avevano creato qualche equivoco il responso categorico delle libere 2: le Brawn sono i “nuovi mostri” del campionato che fanno paura molto più di quanto sia già possibile accertare guardandosi intorno. Jenson Button quando ha deciso di farlo è sceso in pista per fare uno strepitoso 1’35″679 togliendo di bocca al  suo compagno di squadra Rubens Barrichello il gusto del primato per 202 millesimi ed anche per (ri)stabilire una gerarchia ancora non ufficiale ma ben delineata dopo i successi dell’inglese  nei primi due gran premi della stagione. Che il brasiliano sia stato mandato via dal secondo posto da Nico Rosberg, 65 millesimi più lento con la sua Williams motore Toyota della Brawn di testa, è una circostanza che non altera la fisionomia “mostruosa” delle Brawn. Questi tre piloti, elemento di giudizio non trascurabile nella valutazione delle rispettive performance, sono stati gli unici tre ad entrare nel range di 1’35” e soprattutto gli unici tre ad avvicinare l’1’35″630 del Venerdì 2008 spiccato da Lewis Hamilton con la McLaren Mercedes con una monoposto con carico alare che quelle di quest’anno per regolamento non possono avere. Non c’è altro da aggiungere per evidenziarne la “mostruosità”.
“Non ce l’avevo ma mi sono già adeguata” ha potuto dirlo e farlo solo la Red Bull motore Renault per la quale quel marpione di Adrian Newey aveva nella fase originaria di progettazione previsto di potere introdurre dei “buchi” diffusori non nel posteriore (come Brawn, Williams e Toyota) ma accanto e sotto le due ruote posteriori. Altro risultato: le Red Bull che a Melbourne e Kula Lumbur avevano ampiamente dimostrato di potere tenere testa a BrawnGP & Company hanno avallato la loro competitività assoluta  andandosi a prendere il quarto posto con Mark Webber e il quinto con Sebastian Vettel, rispettivamente con 426 e 488 millesimi più lenti rispetto a Button. Lotteranno per la pol. Stessa previsione si può fare per le Toyota di Jarno Trulli, sesto a mezzo secondo e 38 millesimi da Button, e Timo Glock, ottavo  a mezzo secondo e 369 millesimi dall’inglese che qualcuno molto affrettatamente ha già definito “cannibale” quanto e come Michael Schumacher (ma va là!). Basteranno diversi e più leggeri carichi di benzina per fare la sorpresa.
Sta di fatto che la provvisoria griglia di partenza del Venerdì non concede dubbi su quella che potrà essere la replica di domani pomeriggio con qualche minima diversità di posizionamento. Ovvero: prima fila Button-Brawn e Rosberg-Williams, seconda fila Barrichello-Brawn e Webber Red Bull, terza fila Vettel-Red Bull e Trulli Toyota, quarta fila Nakajima-Williams e Glock-Toyota.
Dal nono posto al ventesimo delle libere 2 di  oggi pomeriggio anime in pena a rischio addirittura di Q2. E purtroppo tra queste anime la Ferrari che ha dimostrato di avere incassato male lo schiaffo parigino, di non avere avuto il tempo e il modo di fare qualcosa di diverso e di validamente incisivo se non tentare soluzioni aerodinamiche anteriori con leggere sfumature rispetto a quelle già provate nelle prime due gare che comunque non hanno portato alcun apprezzabile beneficio. Ed anzi hanno aperto il baratro di una nuova constatazione: le Rosse consumano le gomme morbide come prima non facevano e in modo evidente rispetto alla concorrenza. E poi manifestazioni di macanza di grip, handiling approssimativo nelle curve più impegnative (i due piloti sono stati bravissimi escursionisti fuori pista), fenomeni di sovrasterzo e sottosterzo imprevedibili e tanto altro ancora. Insomma una involuzione che per la gara di domenica apre uno scenario deprimente. Massa dodicesimo a 1″168 da Button, Raikkonen quattordicesimo a 1″375.
Se avere compagni nel dolore può essere una consolazione il  brasiliano e il finlandese sono in buona compagnia. La McLaren nona con Kovalainen e tredicesima con Hamilton, dopo l’illusione mattutina (primo nelle libere 1); la Renault sedicesima con Piquet e penultima con Alonso; la Bmw diciassettesima con Kubica e diciottesima con Heidfeld. Crisi depressiva ancora più evidente se si tiene conto che davanti a questo gruppo ci sono la Toro Rosso motorizzata Ferrari di Sébastian Bourdais, la Force India Mercedes di Adrian Sutil, e tra loro con ambizioni di Q2 l’altra Toro Rosso di Sébastien Buemi e l’altra Force India di Giancarlo Fisichella.
Domani mattina ore 11 locali (le 5 in Italia) il turno conclusivo di libere e nel pomeriggio alle 14 (le 8 in Italia) le qualifiche. La gara domenica con partenza alle 15 locali che corrispondono alle 9 in Italia. (ore 10:30)

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Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.