Doppietta Red Bull! Vettel ancora stupendo uomo-pioggia

Doppietta Red Bull! Vettel ancora stupendo uomo-pioggia

Shanghai – “Singing’ in the Rain”.  Dopo Monza 2008, Cina 2009: Sebastian Vettel è maestro di canto… sotto la pioggia. E con questo giovanissimo maestro, 22 anni il prossimo 3 Luglio, cantante solista tutti gli altri possono solo partecipare al coro, chi bene chi steccando e facendo figuracce.
Doppietta Red Bull a Shanghai, nel Gran premio di Cina, terza gara della stagione, sotto la pioggia annunciata dagli esperti meteo che ha trasformato il circuito cinese in idroscalo. Alle spalle del tedesco Mark Webber, che tra i partecipanti al coro è stato quello che meglio si è adatto alla situazione ed ai ritmi del maestro, conquistando di forza la seconda posizione davanti alla BrawnGP di Jenson Button che poco o niente ha potuto fare per rovinare la festa della Red Bull, comunque anch’egli ottimo corista insieme col compagno di squadra Rubens Barrichello, arrivato quarto. Una sconfitta quasi annunciata per la BrawnGP dopo le prime due gare da dominatrice che però non ha più di tanto ridimensionato il suo potere consolidato nella classifica  costruttori con un vantaggio, dopo tre gare, di 16 punti sulla seconda che, da ieri, è proprio la Red Bull.
Nel coro di “Singing’ in the Rain” la McLaren è riuscita ad inserire, nonostante le attuali insufficienze prestazionali e aerodinamiche, entrambi i suoi piloti, Kovalainen quinto ed Hamilton sesto, che nonostante le stecche a ripetizione sono riusciti a dare una parvenza di dignità al blasone (8 punti in tre gare nella classifica costruttori) di una delle grandi decadute del campionato che ha il campione in carica attualmente in una posizione indifendibile. La Toyota dei disastri in serie, ha perso Trulli prima penalizzato da una monoposto sorprendentemente asmatica e poi silurata e affondata dalla Bmw di Kubica e si consola col settimo posto di Glock. Fa salti di gioia come un delfino dell’acquario il siculo-svizzero Buemi che ha lottato addirittura per il quarto posto e che poi ha rimediato l’ottavo anche a causa di un tamponamento alla macchina di Vettel che avrebbe potuto compromettere la cavalcata del tedesco.
Fuori dai punti Alonso, nono, le due Bmw (Heidfeld dodicesimo, Kubica tredicesimo), le due Williams dei diffusori fino a  mercoledì ritenuti illegali (Rosberg quindicesimo, Nakajima fuori dopo l’ennesimo testa-coda quando mancavano 13 giri alla conclusione). La Renault di Alonso, che partiva dalla prima fila, è stata penalizzata dalla pioggia e soprattutto dal regime di safety car protrattosi per 8 giri, cioè al limite dell’autonomia del carico di benzina dello spagnolo che in qualifica era stato il più leggero in assoluto. Fernando ha rotto gli indugi è entrato in pit lane per rifornirsi e cambiare le gomme proprio il giro prima che la direzione di gara annunciasse il rientro della safety car. Per lui è stata una rimonta impossibile.
Ancora sconfitta ed a zero punti la Ferrari. Scrivere che poteva essere la giornata del riscatto è improprio e inadatto sulla scorta dell’impietoso risultato ottenuto anche in questa gara. Soprattutto perché le monoposto non solo denunciano gli errori di un progetto approssimativo ma anche di affidabilità. Mancanza evidenziata alla vigilia dalla necessità di dovere dismettere il tanto decantato kers per problemi di sicurezza (tornerà in Bahrain domenica prossima?), sconsolatamente evidenziata dal motore della Rossa di Raikkonen che al terzo giro effettivo di gara è calato di prestazioni (infiltrazioni di acqua) che mai ha potuto lottare neanche per difendere la settima posizione di partenza, ma soprattutto dallo spegnimento improvviso del V8 di Massa (problemi elettrici) che era arrivato in quarta posizione e avrebbe finanche potuto puntare al successo.
E’ un bel dire che dal Gran Premio di Spagna le cose cambieranno. Quali siano  le probabilità è difficile indicare. E’ certo, al contrario, che il Bahrain è diventato per la Ferrari “l’ultima spiaggia”. (12:00 in Italia)

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