Valencia – Formula Uno un mese dopo. Un lungo, inusuale, periodo di inattività assoluta nel rispetto del regolamento. Le tante modifiche meccaniche e ai  pacchetti aerodinamici piloti, ingegneri e meccanici li provano solo stamane nelle libere 1 per scoprire che influenze positive potranno avere sul circuito cittadino di Valencia dove domenica si correrà il Gran Premio d’Europa, undicesima gara della stagione. Una  lotteria di “scoperte” per tutti.
Formula Uno un mese dopo. Red Bull ancora all’assalto di BrawnGP con il team austriaco, da Montecarlo e l’introduzione del diffusore, trasformato da Adrian Newey in una vincente macchina da guerra (60 punti in 5 gare), e quello inglese di Ross Brawn costretto ad una difesa imprevista dopo le prime trionfali sette gare (46 punti nelle stesse 5 gare) e sopratutto dopo il deprimente Gran Premio d’Ungheria (solo un penultimo posto). Formula Uno un mese dopo. Button soprattutto (9 punti nelle ultime 3 gare) col possibile aiuto di Barrichello, più sfigato e penalizzato dalla scuderia (anch’egli 9 punti nelle ultime 3 gare) a fare argine all’avanzata incontenibile di Webber che riparte nel ruolo di primo sfidante nella corsa al titolo (24 punti nelle ultime 3 gare) approfittanto del calo di rendimento del più giovane compagno di squadra Vettel (18 punti nelle ultime 3 gare). Una contrapposizione che vorrebbe avvalersi di alleanze certe che non ci sono perché ciascuno degli altri contendenti cercherà nelle sette gare che restano (Valencia compresa) di fare il “proprio gioco” senza tenere in alcun conto le aspettative dei due maggiori contendenti, anche perché seppure ridimensionati da impreviste circostanze stagionali ci sono traguardi minimi da raggiungere. E quindi McLaren contro Ferrari, le due grandi risorte in Ungheria, la prima riscaldata dal sole del successo di Hamilton e dal quinto posto di Kovalainen, la seconda confortata dal secondo posto di Raikkonen (dopo il terzo posto nel Principato di Monaco). Entrambi puntano al terzo posto (Toyota e Williams permettendo) ma la McLaren con due piloti da punti mentre la Rossa potrà contare solo su Raikkonen al cui apporto (per altro fin oggi deludente: 18 punti in 10 gare) realisticamente non si può pensare che Badoer possa dare validi contributi. Formula Uno un mese dopo senza il ritorno alle corse di Michael Schumacher (40 anni e sette titoli mondiali, sorvolando su tutto il resto), mancato eroe delle Termopoli di Maranello, del quale Luca Badoer (38 anni, occasionali esperienze in F.1 con Lola, Minardi e Forti, 56 GP disputati, migliore piazzamento un 21mo posto) non può che essere una sfocata e sbiadita immagine dalle inconsistenti valenze terapeutiche per i mali di stagione della Rossa che da oggi corre con le stampelle. Un italiano al volante della Ferrari 15 anni dopo Nicola Larini, se questo può consolare. Formula Uno un mese dopo con Alonso, dal momento che la Fia ha trasformato la squalifica della Renault in ammenda, e senza Piquet che non lascia rimpianti ma solo una coda di velenose dichiarazioni che si poteva risparmiare (Briatore è un incompetente) il cui posto è stato preso da un francese ventitreenne di belle speranze prelevato dalla GP2. Formula Uno un mese dopo in pratica senza Bmw che si è già chiamata fuori dal Circus, con una decisione che ha costituito un autentico fulmine a ciel sereno, e pertanto in gara da quì in avanti solo per dovere di firma. Formula Uno un mese dopo con i soliti improbabili esperti meteo che quest’anno hanno fatto figuracce da “dilettanti allo sbaraglio”, che quì prevedono temporali per tutto il week-end che, ovviamente, non ci sono stati fino a stamane e non ci saranno, scrutando da “dilettanti” il cielo di Valencia.
Queste le premesse del Gran Premio d’Europa, per il secondo anno anno sul circuito dell’Andalucia, e questi i primi riscontri.
Lo sfigato Barrichello si è presentato col migliore tempo di 1’42″480 sul giro di km 5,419 del circuito. Ben lontano dall’1’41″317 dell’anno scorso. Ma chi se ne frega, si sarà detto Rubinho che ha dato 176 millesimi di distacco a Kovalainen, 194 ad Hamilton, 614 al compagno di squadra Button, 628 a Vettel e 783 a Webber. Primo round, quindi, alla BrawnGP in quella che da oggi sarà prima di tutto guerra dei nervi. La McLaren, intanto, si ripropone nello stesso ruolo solista da rapsodia ungherese. La Ferrari c’è e non c’è. Anzi, non c’è. Raikkonen decimo, quasi un secondo più lento dei migliori; Badoer ultimo preceduto nella classifica dall’altro esordiente Grosjean (diciassettesimo) e più veloce di 1″484 e da Alguersuari (alla seconda gara) che gli ha rifilato 2″203. Incrociamo le dite: siamo a rischio eliminazione certa in Q1 con Luca mentre Kimi si dovrà guardare anch’egli il culo per non restare fermo al primo taglio.
Ma siamo solo all’inizio del week-end. La seconda puntata alle ore 14:00 con il secondo turno di prove libere. Un’altra ora e mezza per guardarsi attorno e cercare di fare meglio. (ore 12:00) 

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Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.