Valencia – Prima fila tutta McLaren. Riscontro d’altri tempi. Lewis Hamilton in pole con un ringraziamento al compagno di squadra Kovalainen il quale all’ultima curva ha rovinato il giro perfetto per 34 millesimi. Il ritorno al futuro della McLaren è cominciato un mese fa in Ungheria con la prima vittoria stagionale del campione del mondo in carica. La conferma perentoria e inequivocabile arrivata alla vigilia del Gran Premio d’Europa che si corre domanipomeriggio a Valencia, undicesima gara della stagione, ha i rintocchi delle campane a morto per la Ferrari il cui traguardo minimo della stagione è il terzo posto tra i costruttori, lo stesso obiettivo della McLaren. Ma il team inglese con monoposto ritornate a grandi livelli e due piloti da punti mentre la Rossa continua ad essere in affanno e per giunta potrà contare solo su Raikkonen, sesto in questa undicesima griglia stagionale, al cui apporto (per altro fin oggi deludente: 18 punti in 10 gare) realisticamente non si può pensare che Badoer possa dare validi contributi come dimostra il desolante ultimo posto in griglia. Forse rimarrà il rimpianto del mancato ritorno alle corse di Michael Schumacher (40 anni e sette titoli mondiali, sorvolando su tutto il resto), del quale Luca Badoer (38 anni, età già da pensione per un pilota in attività, occasionali esperienze in F.1 con Lola, Minardi e Forti, 56 GP disputati, migliore piazzamento un 21mo posto) non può che essere una sfocata e sbiadita immagine dalle inconsistenti valenze per la Rossa che da oggi corre con le stampelle. Un italiano al volante della Ferrari 15 anni dopo Nicola Larini, se questo può consolare. Non consola l’ultimo posto in griglia, soprattutto perché l’altro esordiente, Grosjean è riuscito con la Renault a superare la Q1 ed a conquistare il settimo allineamento in griglia.
McLaren che diventa, quindi, la forza di interposizione neutrale tra BrawnGP e Red Bull che si sono dovute accontentare in questa occasione della seconda fila con Barrichello (terzo) e Vettel (quarto) rispettivamente con un ritardo di 65 e 291 millesimi dal tempo pole di Hamilton mentre Button condivide la terza fila, dal lato pulito, con la Ferrari di Raikkonen e Webber inaspettatamente non è riuscito a scollarsi dalla quinta fila, nona posizione, che ha in “condominio” con Kubica e la sorprendente Bmw il cui “canto del cigno” si prolungherà fino alla fine di questa sua ultima stagione. Quarta fila per la Williams di Rosberg e la Renault di Alonso che ha deluso la torcida di Valencia che lo aspettava in pole position come in Ungheria. Come ha deluso ancora la Toyota confinata con Glock in tredicesima posizione e Trulli addirittura escluso in Q1.
Avuto riguarda della nuova realtà che emerge dalla ritrovata continuità di rendimento della McLaren il tema di questa seconda parte della stagione rimane Red Bull col motore Renault ancora all’assalto di BrawnGP motorizzata Mercedes. Con il team austriaco, da Montecarlo e l’introduzione del diffusore, trasformato da Adrian Newey in una vincente macchina da guerra (60 punti in 5 gare), e quello inglese di Ross Brawn costretto ad una difesa imprevista dopo le prime trionfali sette gare (46 punti nelle stesse 5 gare) e sopratutto dopo il deprimente Gran Premio d’Ungheria (solo un penultimo posto). Button soprattutto (9 punti nelle ultime 3 gare) col possibile aiuto di Barrichello, più sfigato e penalizzato dalla scuderia (anch’egli 9 punti nelle ultime 3 gare) a fare argine all’avanzata incontenibile di Webber che riparte nel ruolo di primo sfidante nella corsa al titolo (24 punti nelle ultime 3 gare) approfittando del calo di rendimento del più giovane compagno di squadra Vettel (18 punti nelle ultime 3 gare).
In un gran premio in cui i sorpassi non sono agevolati dalle caratteristiche del circuito cittadino di Valencia, conservare o prendere  le migliori posizioni, scombussolando quelle iniziali, è l’aspirazione almeno dei detentori delle prime tre file della griglia, senza perdere di vista quelli che stanno in quarta e quinta, soprattutto Alonso e Kubica che nelle fasi di avvio sono capaci di sorprese sgradevoli. Saranno 57 giri, di 5,419 chilometri ciascuno, durissimi per piloti, monoposto e gomme soprattutto a causa del caldo insopportabile e del circuito dall’asfalto incandescente con le conseguenze che tutti temono quando saranno costretti a montare le morbide. La strategia complessiva, quindi, che abbia riguardo della scelta delle coperture nelle varie fasi della gara, sarà determinante per spezzare equilibri che sono solo apparenti e teorici. (ore 16:00)

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Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.