Singapore – La pole position di Singapore 2009 assegnata come la vittoria 2008: da un botto contro un muero. Questa volta non doloso, come quello di Piquet che ha regalato la vittoria al compagno di squadra Alonso, ma accidentale e dolo…roso, di quel tipo di dolore che fa male al morale di chi lotta per il titolo mondiale piloti e si ritrova in una situazione di handicap notevole. Autore del botto Rubens Barrichello, il quale avrebbe certamente fatto a meno di ritrovarsi in questa situazione dopo che il compagno di squadra gli aveva in parte spianato la strada verso una gara più tranquilla rimanendo fuori dalla Q3. Tutto sommato, comunque, a Barrichello è andata bene anche così, perché pur scalando cinque posizioni, per avere sostituito il cambio prima delle libere 3, partirà dalla quinta fila, quindi davanti a Button che muoverà dalla sesta. Non fosse finito contro il muro galeotto gli scatenati della pole che s’erano riservato l’ultimo giro per contendersela avrebbero potuto, come stava accadendo, spingerlo ben oltre al di sotto della quinta posizione “congelata” dal suo incidente e Rubinho si sarebbe potuto trovare alle spalle del compagno-rivale escluso dalla top ten..
Quindi, terza pole position stagionale, seconda di seguito, per Lewis Hamilton. Il quale, regalo a parte, ci ha messo del suo per non farsela sfuggire. Partendo da lontano, con il migliore tempo nelle libere 3 (1’47″632), facendo il crono più veloce nella Q1 (1’46″977), respingendo subito con un giro buonissimo (1’47″891) gli assalti di Rosberg, prima e Vettel, dopo, riservandosi, come gli altri la chance finale nel giro conclusivo. Che non c’è stato.
E’ mancato il finale travolgente delle qualifiche del Gran Premio di Singapore che si corre domani, quando in Italia saranno le 2 del pomeriggio (ora locale le 20:00), e il congelamento delle posizioni presenta una griglia di partenza che tutto sommato potrà farci vivere attimi iniziali di assoluta incertezza, tenuto conto della tipologia del circuito, dando per scontato che gli scontenti di ieri cercheranno al primo giro delle ruote di prendersi la rivincita. Vettel, Rosberg e Webber, che con Hamilton completano le prime due file, non nascondono queste velleità.
Lo sprint del campionato che durerà quattro gare, questa compresa, è già partito con la riproposta di un elemento di valutazione che sembrava fosse uscito dalla discussione: l’assalto dei due piloti della Red Bull alle posizioni di Button e Barrichello. Assalto rivalutato da un ritorno prestazionale delle monoposto di Vettel e Webber, che potrà essere ancora di più rimarchevole domenica prossima in Giappone, e dalla lotta interna alla BrawnGP tra l’inglese che guida la classifica piloti e il brasiliano che insegue per colmare i 14 punti che lo dividono dalla vetta.
La gara di oggi è di quelle che non possono dare certezze di svolgimento. Il circuito cittadino di Marina Bay è di quelli che costringerà, per regolamento, la safety car ad entrare in scena per la mancanza di adeguate vie di fuga e di varchi che possono permettere alle gru di entrare tempestivamente in azione per rimuovere le monoposto incidentate. I tanti patatrac del week-end, ultimo quello di ieri capitato a Barrichello, fanno ipotizzare una previsione di interventi superiore alla media.
Dopo quattro gare a suon di podi la Ferrari nella notte di Singapore ha smarrito la strada nonostante l’abbagliante illuminazione. Giancarlo Fisichella, come era ampiamente previsto, è affondato nella palude della Q1 a conclusione di una serie di prove libere che lo avevano sempre bocciato impietosamente. Kimi Raikkonen, il pilota degli ultimi miracoli ha esaurito la scorta. Almeno ieri. Oggi è un altro giorno e con una macchina più piena di benzina e una strategia azzeccata potrebbe ribaltare la situazione e risalire fin… dove non possiamo obiettivamente azzardare. Il fatto è che mentre, ad esempio,  la Bmw, che sta per lasciare il Circus, continua a proporre migliorie di tutti i tipi alle sue monoposto, la Ferrari ha già la testa e i progetti alla monoposto del 2010. E’ giusto che sia così. In questa stagione assurda e paradossale è stato già fatto tanto. Possiamo, quindi, arrenderci all’evidenza della terza permanenza in Q3 di Fisichella e non meravigliarci che dopo quattro ottime gare Raikkonen si sia spiaggiato in Q2. Lo ha fatto anche Button con la monoposto sorpresa  della stagione e pur avendo motivazioni più ponderose e stimolanti di Iceman. Insomma: non spariamo sul pianista, come usava dirsi una volta. Ma se pensiamo al terzo posto costruttori non possiamo restare tranquilli e impassibili. (ore 18:00 in Italia)

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