Suzuka – Domenica terzultima gara della stagione di F.1. Si ritorna a Suzuka, sul circuito della Honda, dove si è gareggiato per l’ultima volta del 2006, dopo due anni sul circuito di Fuji di proprietà della Toyota. Ma l’alternanza tra i due circuiti non ci sarà più perché la Toyota per motivi di bilancio non organizzerà in futuro la corsa iridata. Il circuito di Suzuka si trova sull’isola di Honsu ed è all’interno del parco giochi realizzato dalla Honda. Vigilia di fuoco per le incertezze legate al titolo piloti. Ma, intanto, Ross Brawn si è guadagnato un posto nella storia della Formula Uno. Al primo anno di attività la scuderia che porta il suo nome, nata dalla ceneri della Honda, è diventata campione del mondo costruttori.  Un obiettivo che difficilmente poteva essere fallito dopo l’abbuffata fatta dalla prima alla settima gara, col companatico dei diffusori che hanno messo in crisi tutti gli altri team nella fase iniziale della stagione. Brawn ha centrato l’obiettivo iridato con tre gare d’anticipo. I 7 punti guadagnati domenica scorsa nel Gran Premio di Singapore hanno messo la BrawnGP fuori dalla gittata missilistica della Red Bull, i cui missili in verità si sono rivelati di scarsa efficacia nel momento in cui c’era bisogno che andassero a bersaglio. Come domenica.
Le monoposto di Brawn hanno incassato alti interessi anche nei momenti di crisi, innescata dopo il Gran Premio di Turchia, non per la validità assoluta dei propri titoli al portatore ma per il fatto che il portafoglio titoli dei concorrenti (uno solo, Red Bull) si è rivelato inconsistente mentre i titoli di altri due potenziali concorrenti nominali, ma solo iniziali (Toyota e Williams) si sono rivelati dei falsi autentici e quindi non riscuotibili. Salvo rare eccezioni.La BrawnGP mostro delle prime sette gare anche quando si è ridimensionata, o è stata ridimensionata da circostanze occasionali, non continuative e per questo non preoccupanti, ne ha avuto sempre di più e di troppo rispetto agli altri che si sono affannati in una logorante rincorsa per colmare l’abissale gap iniziale.
Meno male che questa rincorsa c’è stata. Perché è servita per garantire interesse, il minimo, al campionato che volge al termine e che rimane in attesa solo del responso iridato tra i piloti.
Partita che rimane aperta soprattutto tra i compagni-rivali Button e Barrichello ai quali continua a fare compagnia Vettel che la matematica ancora non esclude mentre Webber domenica ha salutato la compagnia. Brawn continua a dire che i due piloti hanno uguali chances ed anche se a Barrichello non è stato ancora rinnovato il contratto sembrerebbe proprio che Rubinho possa avere l’occasione irripetibile a conclusione della sua lunga carriera. A Singapore Button, ribaltando la situazione di partenza, si è avvantaggiato di un altro punto. Ora sono 15. Niente, tenuto conto che ci sono ancora tre gare e che una si correrà in Brasile. Dove Barrichello non è stato mai profeta in patria neanche con la Ferrari ma sulla quale ora conta per chiudere i conti con Button.
Rimane apertissima la partita per il terzo posto costruttori tra Ferrari e McLaren. L’anonima Ferrari di Raikkonen Fisichella & C a Singapore ha lasciato sul campo alla rivale anglo-tedesca 12 punti senza ottenerne alcuno ed ora se la ritrova ad appena 3 lunghezze. Missione impossibile anche il terzo posto. In considerazione di due fatti. Il primo: la McLaren continua a migliorare la monoposto 2009 mentre la Ferrari ha rinunciato (anche quando Raikkonen ha conquistato la serie dei 4 podi). Il secondo: la McLaren continua ad avere due piloti da punti mentre la Ferrari quando va bene ne ha uno solo. Fisichella vale Badoer. Purtroppo!
Forse c’ anche un altro argomento che determina il calo di tensione a Maranello. E’ legato all’attesa dell’annuncio dell’arrivo di Fernando Alonso. Che non è l’alibi che possa giustificare il fallimento totale della stagione 2009. Secondo notizie circolate quì a Suzuka Alonso avrebbe già firmato con la Ferrari un contratto di 5 anni. Suo partner, se i medici lo consentiranno, dovrebbe essere Massa. In caso contrario? Le indiscrezioni tacciono sull’argomento. (ore 10:00)

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Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.