Manama – Si riparte. In stato confusionale. Come se l’esperienza maturata l’anno scorso non sia servita a nulla. La Formula Uno riceve l’impatto dell’onda lunga della gestione Mosley e Jean Todt dovrà gestirla, almeno per questa stagione, nel migliore dei modi. Ai diffusori della discordia quest’anno si sono sostituiti le appendici aerodinamiche della McLaren che secondo Red Bull e Ferrari ha interpretato il regolamento tecnico in maniera eccessivamente estensiva. L’auspicio è che la Fia riesca a fare chiarezza prima di domenica prossima, quando in Bahrain, sul circuito del Sakhir, si correrà la prima gara della stagione. Disputare, come l’anno scorso, uno o più gran premi sub judice col reclamo già pronto delle due scuderie che hanno  mosso le contestazioni sarebbe deprimente.
Si riparte con una scuderia in meno, la USF1, rispetto alle 13 delle quali era stata accettata l’iscrizione. Saranno 12 perché la Campos Meta è stata “salvata” dalla Hispania Racing la cui monoposto realizzata dalla italiana Dallara, il motore è il Cosworth, è stata presentata appena giovedì scorso a Murcia nel sud della Spagna e non avendo potuto affrontare i test di Jerez de la Frontera e di Barcellona, ma neanche uno che dicasi uno shakedown prima dell’esordio, possiamo immaginare quale possa essere il suo ruolo. Sarebbe stato meglio rinviare il debutto al 2011 e tenere sgombre le griglie e le gare da presenze pericolose. Il nipote dell’indimenticato Magic Senna, Bruno, e l’indiano Karun Chandhok, uno dei Carneadi della stagione arrivato in F.1 perché spinto da un budget di 6 milioni di euro, sono vittime  predestinate del mucchio selvaggio.
Dopo l’eccitazione del primo momento la presenza di Michael Schumacher continua ad essere motivo di discussione non tanto per le potenzialità, tutte da verificare del 41enne pilota tedesco in forza alla Mercedes ex BrawnGP, quanto per il fatto che si rinnoverebbe un duello con Fernando Alonso che in molti ritengono a gradazione altoforno. I due si sono lasciati il 22 Ottobre 2006 in un caldo pomeriggio brasiliano, a Interlagos: a conclusione di un gara memorabile Fernando Alonso conquistò il suo secondo titolo iridato con la Renault.
 Età a parte il Kaiser non è cambiato. Né poteva. Nico Rosberg, che se avesse avuto come compagno di squadra Nick Heidfeld (diventato terza guida) avrebbe ottenuto i gradi di capitano, ha scoperto chi comanda in Mercedes nello stesso momento in cui Schumi ha voluto e ottenuto il n.3 del connazionale, figlio di Keke Rosberg campione del mondo nel 1982, perché i numeri dispari gli portano fortuna (dixit).
Cambia il punteggio, cambiano alcune regole che dovrebbero garantire spettacolo. Un ritornello che viene ripetuto da alcune stagioni ed al quale non crediamo per il fatto che di spettacolo nelle ultime stagioni se ne è visto poco o niente. Comunque, rimaniamo in fiduciosa attesa per scoprire se i primi 10 di ogni griglia dovendo correre con le gomme della Q3 saranno costretti a fare gli straordinari e quindi a diventare stelle di uno spettacolo per ora solo annunciato.
Le novità tecniche più sostanziali riguardano in generale monoposto che sono completamente diverse da quelle dell’anno scorso non foss’altro perché i loro serbatoi dovranno stivare il carburante necessario per fare un’intera gara. Basterà sbagliarsi di una goccia di benzina per non arrivare al traguardo. Tutti i team, per questo, hanno finalizzato i test sulla distanza per capire e studiare i consumi. Per il resto ciascuno ha interpretato il regolamento cercando di rispettarlo e quel che si è visto prima a Jerez e poi al Montmelò potrebbe non essere visto al Sakhir. Fin oggi si è provato a “carte” coperte.
C’è una monoposto che può essere indicata come favorita? In questa fase viene da segnalare la Red Bull ancora col motore Renault. Ferrari (Alonso e Massa) e McLaren Mercedes (Button e Hamilton) hanno buoni motivi per ritenersi soddisfatti dei test. La Mercedes un  pò meno tant’è che Scumacher si aspetta di essere competitivo dopo tre-quattro gare. Il resto della compagnia potrà avere un ruolo da protagonista solo e se il cambio gomme anticipato rispetto a loro dei primi 10 della griglia potrà veramente costituire motivo di interesse agonistico. Ma è chiaro che Williams, Force India, Lotus, Sauber, Renault, Toro Rosso e Hispania, soprattutto, salpano alla scoperte di se stesse. (ore 16:00)

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Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.