Manama – La promessa, usa dirsi, è un debito. Sebastian Vettel, ex enfant prodige solo perché ha già ampiamente dimostrato di essere una stella di prima grandezza, a 22 anni, 50 presenze nel Circus (esordio nel 2007. GP Stati Uniti), 5 vittorie, 9 podi, ha deciso con la sesta pole position della carriera ottenuta oggi nel torrido pomeriggio del deserto del Sakhir di cominciare a mantenerla la promessa fatta la scorsa stagione quando trovatosi a lottare per il titolo iridato per una serie di circostanze non fortunate ha concluso al secondo posto alle spalle del redivivo Jenson Button riesumato come Lazzaro da una sorprendente BrawnGP oggi diventata Mercedes. Il prossimo anno (questo appena abbozzato, ndr) ebbe a dire il ragazzo di Heppenheim, il titolo sarà mio.
Oddio, è tutto appena iniziato e quindi tutto da verificare, la gara di domani sarà insidiosa e difficile per tutti per il fatto che per la prima volta si corre col massimo della zavorra nei serbatoi per fare senza possibilità di rabbocchi gli oltre 308 chilometri terrificanti a causa del caldo e con una parte centrale tutta nuova, logorante per freni e gomme, ma la pole position di oggi è il manifesto di una Red Bull, ancora col motore Renault, che ha fatto della continuità la sua arma vincente per essere quest’anno quel che l’anno scorso è stata la BrawnGP. Vettel se ne è rimasto nascosto e indifferente per 4 ore (la durata delle tre prove libere) ma al momento opportuno, quando era necessario dimostrare che la promessa è un debito ch’egli vuole cominciare a pagare a se stesso e alla squadra ha fermato il cronometro su 1’54”101 sul giro di km 6,299, più veloce di chiunque altro soprattutto nel nuovo tratto guidato dove abilità del pilota e potenzialità della macchina si riteneva avrebbero fatto la differenza.
Le buone notizie a volte non vanno mai sole ed anche se bussano all’uscio di altre squadre sempre buone notizie sono. La Ferrari sorride alla vigilia del Gran Premio del Bahrain, primo della stagione 2010, che si corre domani pomeriggio (partenza quando in Italia saranno le 13:00): in prima fila con Vettel c’è Felipe Massa, in seconda proprio dietro a Vettel e quindi dalla parte pulita Fernando Alonso. E non impensieriscono i distacchi, rispettivamente di 141 e 507 millesimi (più evidente quello di Alonso che stamane era stato il migliore nelle libere 3 con 1’54”099, migliore del tempo pole di Vettel seppure d’un battito di ciglia di 2 millesimi) per il fatto che la Red Bull ha fatto il tempo con gomme morbide nuove e la Ferrari con morbide usate. E comunque le due Rosse sono nella posizione migliore per muovere già in partenza all’attacco e tentare di sovvertire i ruoli alla prima curva.
C’è anche da evidenziare che la Red Bull di Vettel e le due Ferrari sono state le sole tre monoposto capaci di fare il giro nel range di 1’54”, mentre le altre sette della top ten hanno accusato ritardi preoccupanti se non per la gestione del ritmo gara sicuramente per i giri veloci che potranno incidere sin dall’inizio sulle singole vicende.
Delle due McLaren la migliore è stata quella di Hamilton che rischiando sui cordoli è andato a prendersi la quarta posizione e la seconda fila accanto ad Alonso, distaccato da Vettel di ben 1 secondo e 116 millesimi mentre il campione in carica Jenson Button, a rischio eliminazione in Q2, non è andato oltre l’ottavo posto (quarta fila) col distacco di oltre 1 secondo e mezzo. Preoccupazione e visi scuri al box Mercedes, delusi dal quinto posto di Nico Rosberg (terza fila e +1 secondo 140 millesimi da Vettel) e dal settimo di Michael Schumacher (quarta fila e +1 secondo 423 millesimi dalla Red Bull e +283 millesimi dal compagno di squadra che lo ha soverchiato anche nelle prove libere).
Inspiegabile sotto certi aspetti il sesto posto (terza fila) di Mark Webber con l’altra Red Bull in ritardo di 1 secondo 183 dal compagno di squadra, non sorprendenti il nono posto di Robert Kubica con la Renault e il decimo di Adrian Sutil con la Force India Mercedes, condomini del quinto piano della griglia.
Per il resto secondo previsione. Sappiamo bene che questo campionato a 12 squadre è un campionato di Eccellenza e di Dilettanti nello stesso momento. In attesa che Toro Rosso Ferrari e Williams Cosworth riescano a mettere a profitto le potenzialità appena accennate, per Sauber, Virgin, Lotus e Hispania non c’è trippa pe gatti. Qualcuno ci spieghi che senso ha un campionato così. (ore 13:45 in Italia)

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Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.