Melbourne – E’ successo di tutto ed anche di più. E’ successo che la maledizione continua a colpire Sebastian Vettel dominatore della gara fino al 27mo giro ma poi fermato da un’avaria all’impianto frenante. E’ successo che dopo la partenza alla prima curva si sono intercettati in quattro e subito dopo c’è stato un pauroso incidente tra la Sauber di Kobayashi  e la Williams di Hulkenberg (per fortuna solo auto distrutte) ed è entrata in azione la safety car. E’ successo che Fernando Alonso partito male, superato anche da Massa, si è intercettato con Button e Schumacher al primo gomito mettendosi di traverso ed è stato scansato dagli altri per puro miracolo. E’ successo che la pioggia ha condizionato l’inizio della gara costrigendo tutti a scegliere le gomme intermedie. E’ successo che Jenson Button rimasto nelle retrovie dopo l’incidente iniziale è rientrato per primo e, lungimirante o incosciente, ha messo le gomme da asciutto anticipando tutti e per questo fregandoli senza che nessuno se ne rendesse conto. E’ successo che Alonso, dopo il testa-coda iniziale è risalito dal 16mo posto fino al quarto con una rimonta da antologia, arrivando alle spalle del compagno di squadra.
Successo tutto questo e altro ancora, l’ordine d’arrivo ha premiato la McLaren di Jenson Button il quale non vinceva da 12 gare, nonostante il titolo mondiale acquisito, il coriaceo Robert Kubica il quale ha esaltato la sua Renault arrivando al secondo posto dopo avere respinto assalti a raffica, Felipe Massa il quale dopo il sorpasso in avvio del compagno e guadagnata persino la seconda posizione l’ha persa per vicende varie ma ha conservato il terzo posto. Questo il podio del Gran Premio d’Australia, seconda gara della stagione che in pratica ha registrato il bis dell’anno scorso di Button (allora BrawnGP). Fuori dal podio Fernando Alonso, quarto, il quale seppure più veloce del compagno di squadra non ha avuto l’opportunità di superarlo e comunque ancora leader del mondiale piloti dopo le prime due gare; Nico Rosberg, quinto con la Mercedes, agevolato a due giri dalla conclusione da un tentativo si sorpasso dissennato del rimontante Hamilton (che ha rimediato il sesto posto) su Alonso con l’aggiunta di un incosciente Webber (finito poi nono) che voleva anch’egli approfittare della situazione; Vitantonio Liuzzi ancora tra i primi dieci e questa volta settimo con la sua Force India Mercedes a conclusione di gara tutta all’attacco con dimostrazione di coraggio in alcuni sorpassi; Michael Schumacher che a differenza di Button ed Alonso dopo l’impatto iniziale non è riuscito a diventare protagonista come gli altri ed anzi oggi ha imparato una lezione di più che gli ha impartito il giovanissimo Alguersuari che se l’è portato dietro come un cagnolino, respingendo tutti i tentativi di sorpasso, cedendo solo nelle fasi conclusive il decimo posto al  sette volte campione del mondo. Fuori dai punti oltre al bravissimo pilota spagnolo della Toro Rosso Ferrari anche Pedro de la Rosa con la Sauber, dodicesimo, Heikki Kovalainen, tredicesimo con la Lotus, e Chandhok, quattordicesimo con la Hispania. Quì finisce l’elenco dei superstiti di questa incredibile corsa ad eliminazione. Gli altri dieci si sono ritirati o non sono partiti (Trulli per la sua Lotus inutilizzabile a causa di un “male misterioso”).
La cronaca. Stupenda partenza di Massa che dalla quinta posizione risale in seconda. Lento in avvio Alonso il quale toccato da Button e Schumacher va in testa coda e finisce in fondo al gruppo. Vettel scatta bene dalla pole, mentre Schumacher fa danni all’ala anteriore e deve tornare ai box. Gara finita dopo pochi metri per la Williams di Nico Hulkenberg e la Sauber di Kamui Kobayashi (contatto pericoloso ma senza conseguenze con la Williams del tedesco) e la Toro Rosso di Sebastien Buemi. La gara viene così neutralizzata dall’ingresso della safety car. Va bene ad Alonso che può  contenere lo svantaggio dai primi. Si riparte, non piove più e comincia la corsa ai box per mettere le gomme da asciutto, il più lesto è il campione del mondo Button che ne approfitta salendo fino alla seconda posizione dietro solo alla Red Bull della lepre Vettel.
Magistrale la  rimonta della Ferrari di Alonso che dalla ventesima risale fino alla settima posizione con il gruppo di testa e si ritorna a vedere lo spettacolo mancato in Bahrain. Cominciano una serie di sorpassi e controsorpassi mozzafiato tra Hamilton, Massa, Webber e Alonso che si contendono la quinta piazza. In poco più di 12 secondi ci sono ben otto piloti, l’unico dei big che non partecipa alla festa è Michael Schumacher che dopo i guai in partenza non riesce a risollevarsi e staccato viaggia undicesimo. Al giro 27 colpo di scena Vettel: freni ko e il giovane tedesco finisce dritto sulla ghiaia. Un altro alla vittoria e questa volta anche alla possibilità di punt. Il box McLaren con mancanza di stile inglese applaude a scena aperta: Button è leader della corsa. Si scalda anche Hamilton il quale, partito undicesimo e messosi alle spalle le polemiche per il fermo di polizia venerdì scorso, è una furia scatenata: ne fanno le spese le due Ferrari che cedono il passo. Poi il britannico si mangia la Red Bull di Webber, la Mercedes di Rosberg con solo la sorprendente Renault di Robert Kubica che lo separa dal compagno della McLaren Button. Hamilton si riferma per sostituire le gomme consumate, ne approfittano le Ferrari che si fanno sotto alla Renault di Kubica. Massa ci prova ad avvicinare il polacco, ma poi si accontenta dell’ultimo gradino del podio. Alonso resta quarto grazie ad una frenata mozzafiato che a due giri dalla fine sbarra la strada ad Hamilton. L’inglese viene così toccato dalla Red Bull di Webber, finisce in testa coda ed è solo sesto dietro anche alla Mercedes di Rosberg che fa ancora meglio di Schumi.
Per quanto riguarda le classifiche iridate Alonso ancora leader, 4 punti davanti a Massa, in risalita Button che supera Hamilton mentre Rosberg continua a tenere a buona distanza Schumacher. Tra i costruttori Ferrari sempre davanti e 24 punti dietro la McLaren. La Mercedes continua a ringraziare Rosberg ed è terza ma staccatissima.
Il 4 Aprile il Gran Premio di Malesia. Per la Red Bull rimane il problema dell’affidabilità. Incubo anche della passata stagione. (ore 10:30)
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Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.