GP Malesia, pole di Mark Webber

GP Malesia, pole di Mark Webber

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Kuala Lumpur – “When the Saints go marching in”. Accompagniamo Ferrari e McLaren nel corteo funebre di Sepang, mancate al richiamo della top ten a causa di una morte prematura dovuta alla incapacità interpretativa dei dottori del meteo dei due box che hanno diagnosticato la fine della pioggia nella seconda parte della Q1. La fine è arrivata, sì, ma per Alonso, Massa, Hamilton e Button, annegati miseramente nella palude di Sepang per essere rimasti al box in attesa del miracolo solo annunciato. Il gospel diventato famoso nell’Ottocento nei funerali dei negri d’America trova nella fede l’ottimismo della rinascita: <<… quando la tromba suonerà il richiamo Signore, come vorrei essere con loro… ( i santi, nda)>>.
Ma, intanto, Button in nona fila, Alonso in decima con Hamilton, Massa in undicesima con Chandohk. In questa griglia letta al contrario gli ultimi due sono Senna e di Grassi. Nessuna meraviglia.
Risaliamola. Terza pole della stagione per la Red Bull Renault che ha evitato il suicidio delle grandi salvandosi insieme con la Mercedes. Questa volta l’ha fatta Mark Webber, che l’aveva mancata in Australia. La sua scelta di gomme intermedie nella Q3 ch’era sembrata penalizzante negli ultimi due giri un po’ più asciutti lo ha premiato. Eccome! E’ stato l’unico a fare 1’49”327. Nico Rosberg, che come altri aveva scelto le gomme da pioggia, s’è preso la prima fila con la sua Mercedes ma il suo distacco è stato di 1 secondo 462 millesimi. Di 1 secondo 471 millesimi quello di Sebastian Vettel, già fortunato ad arrivare fin quassù per prendersi la seconda fila con accanto Adrian Sutil con la Force India, per altro entrata nella top ten con entrambi i piloti (Vitantonio Liuzzi decimo). E da Sutil in poi poco importano i distacchi, almeno alla vigilia del Gran Premio della Malesia che si corre domani, stessa ora delle qualifiche di oggi (le 16 pomeridiane a Sepang le 10 del mattino in Italia). Quel che conta nella laguna malese mentre si spegnevano aneliti di grandezza sbocciavano fiori di saggezza tattica che troviamo trionfalmente all’occhiello dell’abito di gran gala di Nico Hulkenberg in terza fila con la Williams Cosworth insieme con la Renault di Robert Kubica e davanti al compagno di squadra Rubens Barrichello in quarta con un Michael Schumacher il quale una volta di più deve prendere atto che il ritorno all’attività agonistica fin oggi è stato un grandissimo affare solo per il suo conto in banca: Rosberg nella circostanza gli ha rifilato 1 secondo 044 millesimi e il suo stesso passaggio alla Q3 è stato agevolato dal fatto che Petrov e de la Rosa nel loro giro buono in Q2 hanno trovato più acqua di quanta non ne avesse trovata Schumi). Fiore all’occhiello anche del giapponese d’assalto Kobayashi che ha portato all’altare della quinta fila la sua Sauber Ferrari (oddio c’è un motore Ferrari nella top ten che riscalda i cuori) e del già citato Liuzzi.
Quel che potrà essere la gara di domani non lo sa nessuno. Soprattutto i presuntuosi di oggi. Certo se dovessimo avere una gara asciutta possiamo anche immaginare <<.. quando al tromba suonerà il richiamo…>> Alonso qui come a Melbourne possa risalire facilmente. Fin dove? Chissà. E come lui Massa, Hamilton e Button. Perché gli animali acquatici di oggi troveranno difficoltà di movimenti sull’asfalto asciutto. Ma se piovesse per tutta la gara o peggio ancora se piovesse a tratti e nel momento in cui hai già scelto il cambio gomme?
Siamo realisti: fare pronostici è impossibile. Anche lì in cima dove ci sono le due solite Red Bull dell’inaffidabilità in gara e dove per la prima volta in tre gran premi la Mercedes, soprattutto con Rosberg, ha la grande chance, teorica, d’un risultato a sorpresa.
L’anno scorso a Sepang di 56 giri se ne fecero appena 31. Il ricordo vale come ammonimento. Sotto il cielo di Kuala Lumpur in questa stagione bisogna vivere solo di preoccupazioni. La certezza non c’e l’ha nessuno. Il signor Ecclestone, boss del Circus,  e il signor Todt, neo presidente della Fia, dovrebbero finalmente convincersi che il Gran Premio di Malesia va inevitabilmente spostato in altro periodo a costo di sconvolgere la tradizione d’un calendario che vuole mettere insieme alcune gare per evitare aggravi di spese per spostamenti troppo lunghi ai team.
Alonso dopo l’eliminazione ha detto che sarebbe stato inutile sbattersi la testa al muro per tutto il pomeriggio. Per natura egli è ottimista. Ed è un combattente. La battaglia è in corso da oggi pomeriggio. Ma è stata una battaglia navale. Domani tocca alla fanteria? (ore 12:15 in Italia)
NEGLI ARGOMENTI CORRELATI LE INTERVISTE DI PAOLA ROSETTI.

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