GP Cina, cercando conferme e riscatto

GP Cina, cercando conferme e riscatto

Shanghai – Nuova tappa in terra d’Oriente per il Circus della F1 che arriva, questa settimana, in Cina dopo un Gran Premio di Malesia che ha leggermente ridimensionato la Ferrari mentre ha finalmente, dopo i tanti problemi di affidabilità, ripagato la Red Bull che ha centrato una doppietta con Vettel e Webber. Il Gran Premio di Cina è ormai presenza fissa nel mondiale di Formula 1 dal 2004, anno in cui debuttò anche il Gran Premio del Bahrain, e infatti la costruzione dei due impianti procedette quasi di pari passo.
L’idea di portare la Formula 1 in Cina nasce negli anni Novanta. Il governo cinese aveva inizialmente individuato un’area presso la città di Zhuhai nel Guangdong, nella parte meridionale del Paese, per la costruzione di un autodromo. Il Circuito di Zhuhai fu così creato con l’intento di ospitare la F1 già a partire dal 1999, ma il circuito non venne considerato adeguato dalla Fia. Il governo non recedette dall’idea e, anche grazie all’esperienza degli organizzatori del Gran Premio di Macao, riuscì nell’intento di far entrare una gara nel calendario del mondiale nel 2004, appunto.
Nel 2002 il management del Circuito di Shanghai ha siglato un accordo settennale con la FOM per ospitare il Gran Premio di Cina dal 2004 al 2011.
Domenica si correrà, quindi, sull’impegnativo circuito di circuito di Shanghai che fa parte della categoria di autodromi ultima generazione e sorge nel distretto di Jiading, poco a nord dal centro della grande metropoli d’Oriente.
Il Circuito di Shanghai è decisamente interessante, offre un buon compromesso tra velocità, guidabilità e tecnicità. Particolare attenzione alla prima curva, abbastanza simile alla prima di Sepang, che disegna quasi una spirale.
Shanghai è un insieme di spettacolarità e tecnologia allo stesso tempo. Spettacolarità in quanto i 5.300 m di tracciato sono molto divertenti, sia per il pilota sia per il pubblico; tecnologia perché gli impianti costruiti intorno alla pista sembrano giunti dal XXIII secolo.
Il progettista del circuito, il tedesco Hermann Tilke (già ideatore del circuito di Sepang in Malaysia e del circuito Sakhir di Manama in Bahrein) ha infatti disegnato delle tribune eccezionali: ce ne sono alcune che, come riparo per il pubblico dalla pioggia, hanno delle gigantesche foglie di Loto.
La realizzazione dell’impianto si è svolta tra mille difficoltà: il tracciato sorge infatti su una zona instabile e parecchi mesi di lavoro sono stati dedicati solo al puntellamento del terreno.
Il tracciato, nonostante i nuovi circuiti siano spesso mal digeriti dai corridori, è invece bello come gli impianti che lo circondano: sono infatti presenti curvoni veloci, rettilinei, staccate violente, curve veloci. Il tracciato è stato disegnato in modo da assomigliare al carattere cinese shàng (上) che significa “sopra” o “salire” ed è alla base del nome Shanghai.
Da tenere sott’occhio il pericolo pioggia.
Subito dopo il Gran Premio di Cina i team faranno ritorno alle loro factory al lavoro per l’inizio della stagione europea a Maggio. Barcellona segnerà come sempre l’introduzione di nuove idee e sviluppi alle monoposto. (ore 17:54)

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