Shanghai – Domani (partenza del Gran Premio di Cina ore 09:00 in Italia, diretta su Raiuno) la pioggia che gli esperti danno per scontata, potrebbe cambiare in tutto o in parte il responso della griglia. Oggi il potere McLaren Mercedes che sembrava incontrastabile con Lewis Hamilton (1’35”217 nelle libere 2, 1’35”641 nella Q1, 1’34”928 nella Q2) è stato azzerato dallo strapotere Red Bull Renault e persino ridimensionato da una insospettabile Ferrari e dalla regolarità della MercedesGP.
Come in Bahrain, gara d’esordio, e in Australia, secondo appuntamento della stagione, in pole position c’è il Signore di Heppenheim, land dell’Assia, alla quarta stagione in F.1 (esordio  nel G.P. Usa 2007), dichiaratosi, prima che le gare agitassero il Circus, pretendente al titolo iridato detenuto da Jenson Button. Signore al quale, problemi di iniziale mancata affidabilità della monoposto, hanno impedito che nel “tesoro della corona” entrassero i 50 punti che s’era guadagnato dominando le prime due gare, come la terza in Malesia che ha conquistato ancora da dominatore incontrastabile.
1’34”558 il tempo pole di Vettel sul giro di chilometri 5,451 del circuito di Shanghai, che i piloti domani percorreranno per 56 volte. Un tempo che ha annichilito il suo compagno di squadra Mark Webber, col quale per la seconda volta forma una prima linea tutta Red Bull in questa stagione (la prima in Australia), poleman nella griglia di Sepang due settimane fa. L’australiano riteneva d’avere centrato la seconda pole consecutiva quando sul traguardo è atterrata la navicella spaziale di Vettel che gli ha strappato 248 millesimi e il primo posto. Per la Red Bull quarta pole in quattro gare: 3 a 1 per Vettel che bissa la pole 2009 cui diede seguito con la vittoria davanti a Webber e Button.
Terzo posto e seconda fila per la Ferrari di Fernando Alonso, stupendo interprete di questo circuito in un momento della verità per la Signora in Rosso angosciata dal motore dello spagnolo  andato in fiamme nelle libere 1 e da riscontri insoddisfacenti nei tre turni di sessioni di avvicinamento alle qualifiche. L’aquila di Oviedo ha lottato per la pole con una monoposto che nei due lunghi rettilinei cede qualche chilometro di velocità pura a Red Bull e McLaren e i 355 millesimi che lo hanno distanziato da Vettel sono la penalizzazione derivante solo dalla inferiore velocità di punta.
Alonso ha come compagno di allineamento quel Nico Rosberg che continua a dare lezioni al “maestro” (di ricordi) Michael Schumacher, nono nello schieramento, ma graziato da Barrichello che per un soffio in Q2 non gli ha strappato la decima posizione. Rosberg s’è preso un distacco di 365 millesimi da Vettel e  ha messo dietro di oltre mezzo secondo il “vecchietto” voluto da Ross Brawn in Mercedes per una squadra tutta tedesca.
Le due McLaren Mercedes si ritrovano appaiate in terza fila, con Jenson Button che ha fatto meglio di Lewis Hamilton, al quale ha strappato la quinta posizione. Ai due Vettel ha rifilato rispettivamente 421 e 476 millesimi. Se questa “retrocessione”, rispetto alle libere, delle monoposto McLaren sia dipesa da qualche litro di benzina in più rispetto agli altri per potere gestire la gara in modo adeguato alle necessità in caso di pioggia in occasione del primo cambio gomme, è teorema da dimostrare e solo la verifica del campo di gara potrà fornire i dettagli della strategia che le squadre col nuovo regolamento più che mai devono prevedere nei minimi particolari. Vale la pena ricordare che la Ferrari in Malesia ha dovuto fare una gara ad handicap per non avere saputo gestire le previsioni meteo.
La Ferrari di Felipe Massa ha continuato a dare segnali di insofferenza motoristica (i propulsori dei due piloti sono quelli della gara in Bahrain) e di aderenza e per il pilota brasiliano il settimo posto è stata una autentica conquista. Minimizzata dal distacco che gli ha dato Vettel, oltre mezzo secondo, e da quello ricevuto dal compagno di squadra di oltre 2 decimi. In quarta fila col paulista Robert Kubica e la Renault, sempre presenti nelle quattro griglie di partenza tra la élite del Circus. Il polacco ha ricevuto dalla Red Bull di testa un “messaggio” con ricevuta di ritorno di un distacco vicino al secondo (8 decimi e più).
Nel quinto allineamento il citato Shumi a 1”088 da Vettel e Adrian Sutil con la Force India a 1”405. Buemi ripresosi dallo spavento di venerdì è tredicesimo, Liuzzi diciottesimo, Trulli desolatamente ventesimo con  una Lotus fascinosa solo per il nome e la livrea verde che volle il suo leggendario creatore Colin Chapman (deceduto il 16 dicembre 1982 per un improvviso attacco di cuore a 54 anni) vincitrice di 7 titoli mondiali costruttori e 5 piloti (2 Jim Clark, 1 Graham Hill, 1 Jochen Rindt, 1 Mario Andretti). (ore 10:00 in Italia)
NEGLI ARGOMENTI CORRELATI LE INTERVISTE DI PAOLA ROSETTI.

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Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.