Shanghai – Pioggia, errori di strategia e safety car. Alla lotteria della fiera degli imprevisti di Shanghai ha (stra)vinto la McLaren, ha incassato il terzo premio (di consolazione) la Mercedes, ha recitato il mea culpa (un altro) la Ferrari, ha raccolto le briciole la Red Bull.
Ha vinto Jenson Button, l’unico a centrare due vittorie in quattro gare, che gran premio dopo gran premio legittima il titolo vinto troppo facilmente l’anno scorso per mancanza di veri competitor, dimostrando di potere tenere a debita distanza anche il velleitario compagno di squadra Lewis Hamilton il quale, comunque, ha consentito alla McLaren di realizzare la doppietta che le mancava dal 2007 (G.P. d’Italia: Alonso-Hamilton). Sul podio è salito anche Nico Rosberg al quale la gara è sfuggita di mano per un errore all’uscita della curva del rettilineo principale quando si trovava meritatamente in testa e stava mettendo a debita distanza la McLaren di Button di oltre 5 secondi. Ai piedi del podio è arrivata la Ferrari di Fernando Alonso, il quale nonostante la penalizzazione per la partenza anticipata ha saputo interpretare la gara come andava interpretata nonostante gli errori di valutazione della team a proposito delle gomme da usare in diversi momenti della gara che l’hanno costretto a fermarsi al box ben 4 volte (penalizzazione compresa). La Red Bull delle meraviglie alla vigilia non è riuscita  tre gare su quattro a raccogliere quel che semina nelle qualifiche. Sebastian Vettel sesto e Mark Webber ottavo è un risultato ridicolo. Ancor più evidenziato dalla interposizione tra le due Red Bull della Renault, un’outsider che dimostra di potere continuare a rompere le uova nel paniere a chiunque: Robert Kubica quinto e Valery Petrov settimo. I poveri della lotteria che hanno racimolato rispettivamente 2 e 1 punto sono Felipe Massa, nono, e Michael Schumacher, decimo.
La pioggia intermittente e con diversa intensità ha dato corpo alla straordinaria doppietta (sub judice, come spiegherò in seguito) della McLaren a conclusione di una gara incerta nel corso della quale i rapporti di forza delle monoposto sono stati azzerati a vantaggio più che del talento, delle caratteristiche personali e caratteriali di ciascun pilota. Jenson Button ha vinto perchè come in Malesia è stato capace di una gara strategicamente perfetta che non ha avuto bisogno di particolari colpi di genio. Ha vinto perchè ha dimostrato che quando la situazione si complica servono testa, sangue freddo ed esperienza. Dietro al campione del mondo in carica, nuovo leader mondiale, Lewis Hamilton trascinato da un talento indiscutibile e da una aggressività ai limiti della follia. Lewis, casomai ce ne fosse stato bisogno, ha dimostrato una volta di più di essere forse il migliore pilota in circolazione sul bagnato ed  anche il più spregiudicato. Atteggiamento che probabilmente gli costerà più di quanto possa prevedere in questo momento che scrivo il pezzo: al primo pit stop ha superato Vettel  all’ingresso della pit line; il tedesco, altro carattere incazzoso, lo ha superato in uscita e in questa seconda circostanza ne è venuta fuori una specie di rissa su monoposto che ha creato uno stato di pericolosità, tant’è che Hamilton sbandando ha rischiato di travolgere tutti i meccanici della Williams che aspettavano Barrichello. Si aspettano sanzioni nelle prossime ore perché i commissari, gara durante, non sono riusciti ad un primo esame delle registrazioni a valutare il caso ed a decidere.
Alle spalle del duo Mc Laren Mercedes, la Mercedes di Nico Rosberg e la Ferrari di Fernando Alonso. Lo spagnolo è stato protagonista di una gara indimenticabile, in tutti i sensi. Partito prima del semaforo verde, Fernando ha dovuto scontare la penalità, finendo in fondo al gruppo da dove è ripartito per “ricostruire” la sua ascesa al quarto posto con classe e pazienza: a circa a metà gara è arrivato al limite della zona punti, vicino al  compagno di squadra Felipe Massa, con il quale ha deciso di mettere definitivamente in chiaro il rapporto di gerarchia per cui  in occasione di uno dei molti scrosci di acqua, quando il team li ha richiamati entrambi per cambiare le gomme, Fernando ha superato Felipe all’ingresso della pit lane, con aggressività lucida ma da azzardo, arrivando così al cambio gomme prima del brasiliano. Da questo momento i due hanno ripreso due gare opposte: Alonso si è involato verso le posizioni di testa chiudendo quarto, con la possibilità di diventare terzo in attesa del verdetto su Hamilton; Massa è rimasto impantanato in una serie di duelli tanto belli quanto inutili con Barrichello, Schumacher e Sutil portando a casa, alla fine, la miseria di 2 puni. Radio-box ha diffuso la notizia che per il tardo pomeriggio è attesa la resa dei conti in casa Ferrari. Mala tempora currunt.
Apro il capitolo Red Bull e Michael Schumacher. Il team austriaco è stato sempre sfortunato al momento di scegliere la strategia e ha finito per  pagare a carissimo prezzo  la confusione generata dall’imprevedibilità del tempo. Michael Schumacher è stato ancor più umiliato non solo dal compagno di squadra Rosberg che gli ha dato un distacco di quasi un un secondo (dal 52mo giro mentre Rosberg resisteva agli attacchi dello scatenato Alonso lottando per il podio, Schumacher veniva strapazzato un pò da tutti, persino dall’esordiente russo Petrov e da Massa ma prima ancora da Hamilton, Alonso, Kubica, Vettel e Webber).
La classifica piloti ha un nuovo leader, Button con 60 punti, seguito da Rosberg (50) e dalla coppia Hamilton-Alonso (49, in attesa del responso dei giudici di gara). Massa leader dopo il G.P. di Malesia è sceso al sesto posto preceduto da Hamilton e Vettel e 1 punto solo davanti a Kubica. La McLaren in effetti ha realizzato un poker perché oltre all’uno-due al traguardo si è appropriata anche delle classifiche piloti con Button e  costruttori con 109 punti, togliendo il primato alla Ferrari che resisteva in testa da 3 gare. (ore 12:00 in Italia)
NEGLI ARGOMENTI CORRELATI LE INTERVISTE DI PAOLA ROSETTI.

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Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.