Montreal – Da come si sono messe le cose, con le previsioni dei cambi gomme saltati e da interpretare giro dopo giro, questa gara poteva vincerla chiunque. L’ha vinta Lewis Hamilton, soprattutto l’ha vinta la McLaren Mercedes che piazzando Jenson Button al secondo posto (stessa situazione avuta in Turchia) ha realizzato la terza doppietta stagionale, la seconda consecutiva. Ha anche dominato la scuderia di Woking? No, questo no, proprio per le incertezze derivate dall’usura delle gomme soprattutto nella prima parte della gara con i serbatoi pieni. Ha vinto lottando perché Ferrari (purtroppo solo con Alonso) e Red Bull non hanno mai rinunciato al podio ed al successo. Forse la certezza della vittoria al box McLaren l’hanno messa a fuoco dopo l’ennesimo cambio gomme quando Lewis Hamilton ha preso la testa, inseguito dal mastino rosso Fernando Alonso,  e da quel momento l’inglese ha dovuto soltanto fare in modo di arrivare in fondo senza correre rischi. Purtroppo Alonso, in debito di gomme,  non ha potuto resistere all’arrembaggio di Button ed ha dovuto cedere la seconda posizione fino a quel momento meritata. Il terzo gradino del podio va bene alla Ferrari che è venuta a Montreal con la stessa monoposto deludente della Turchia, quì trasformata solo dalle caratteristiche stradali del circuito intitolato a Gilles Villeneuve. Purtroppo la squadra di Maranello continua a lottare con un solo pilota dal momento che anche oggi per una serie di circostanze che possiamo definire non fortunate, ma anche per sue deficienze di rendimento, Felipe Massa non riesce a dare il contributo necessario per spingere più in alto la Rossa nella classifica costruttori.
Per la prima volta in questa stagione la Red Bull è, quindi, fuori dal podio. Ma gli è anche andata bene su questo circuito che si sapeva non adatto alle sue qualità. E’ finita bene col quarto posto di Vettel e il quinto di Webber, ma era cominciata male con l’australiano retrocesso di cinque posizioni per avere sostituito il cambio. Una pausa di riflessione dopo un campionato condotto in attacco ma nel quale ha raccolto poco in rapporto alla sua forza d’urto. Cosa che al contrario ora sta facendo la McLaren che con la seconda doppietta consecutiva giuadagna la testa della classifica piloti con Hamilton e quella costruttori.
L’ordine d’arrivo con l’appannaggio di punti è completata dal sesto posto di Rosberg (meno male che c’è lui a continuare a salvare la faccia all’ex BrawnGP), dal settimo di Kubica (autore del giro veloce con 1’16″972), dall’ottavo di Buemi, dal nono Liuzzi (magnifica la rimonta del pescarese dopo essere stato costretto a rientrare subito al box per un impatto alla prima curva con Massa e ripartito dall’ultimo posizione) e dal decimo di Sutil. A parte il fatto di avere entrambi i piloti a punti la più grande soddisfazione per la Force India Mercedes è stata che Liuzzi e Sutil nel finale di gara hanno uno dopo l’altro superato la Mercedes di Schumacher, sbattuto fuori dai punti. Non solo: il sette volte campione del mondo ha subìto anche lo smacco del doppiaggio (da Buemi in poi tutti doppiati).
Massa ha concluso al quindicesimo posto. Ma le sue traversie sono cominciate subito con l’autoscontro con Liuzzi alla prima curva. Poi nonostante tutto era anche riuscito ad arrivare a tiro del decimo posto di Schumacher il quale non è stato molto corretto quando il brasiliano ha tentato il sorpasso e Felipe è stato ancora costretto a rientrare al box per cambiare il musetto per la seconda volta. Speriamo si possa riprendere perché la Ferrari ha bisogno anche dei suoi punti.
Il campionato dopo otto gare ha l’ennesimo leader della classifica. Hamilton con 109 punti precede Button con 106, Webber con 103, Alonso con 94 e Vettel con 90. La McLaren è leader tra i costruttori con 215 punti seguita dalla Red Bull con 193 e la Ferrari con 161. (ore 20:00 in Italia)
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Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.