Budapest – La safety car è stata chiamata in causa al quindicesimo giro. Fino a quel momento Vettel, che aveva respinto l’attacco in partenza di Alonso, che però aveva sorpreso Webber, aveva rifilato agli inseguitori (?) un secondo al giro. L’imprevisto scatena il rientro ai box per il cambio gomme. Vettel, seguito come un ombra da Alonso. Ritornano in pista nello stesso ordine. Perde una posizione Massa entrato quarto uscito quinto superato in pit lane da Hamilton. Non cambiano le gomme Webber e Barrichello. Subito dopo la ripartenza Vettel viene punito con un drive trhough perché non ha lasciato spazio regolamentare tra sé e il compagno di squadra passato in testa alle spalle della safety car. A questo punto la gara sembra segnata in favore di Alonso. Webber dovrà rientrare per il cambio gomme e considerato che il tempo complessivo è di 23 secondi il gioco in favore dello spagnolo sembra fatto. Illusione. Si scatena un autentico Mar(k)s Attack micidiale perché l’arma spaziale dell’extraterrestre australiano va avanti  senza cambiare le gomme per 26 giri e nel frattempo, giro dopo giro, mette insieme una serie di record raggelante. Quando Webber rientra al 44mo giro ha più di 23 secondi su Alonso e Vettel e quando rientra in pista ha un rettilieno di vantaggio sui due! E che fa il marziano? Riprende a macinare giri record anche con le gomme dure al punto che se volesse potrebbe fare un altro pit stop e rientrare ancora alla testa della corsa. Pazzesco!
Mark Webber ha oggi rotto l’equilibrio in squadra a suo favore perché col quarto successo in stagione ha preso anche la testa della classifica piloti scalzando dopo quattro gare Hamilton oggi non andato a punti perché fermato da un guasto al cambio, quando era in quarta posizione. Forse non vorrà significare nulla perché Vettel è terzo a 10 punti e in piena corsa per il titolo iridato. Ma è un fatto che Vettel fa le pole, sette fin oggi, lui le vittorie. Non avevamo scritto che questo circuito assomiglia a quello di Montecarlo? Ha vinto lo stesso pilota: Webber!
E proprio Sébastian Vettel è ancora il predestinato al successo uscito sconfitto dalla gara. Non ci fosse stata di mezzo la safety car lui sarebbe finito sul podio più alto e Webber sul terzo gradino preceduto da Alonso. Avrebbe stravinto lui perché la forza della Red Bull su questo circuito oggi più che nei giorni precedenti è stata imbarazzante per chiunque. La Ferrari ha tenuto sulla linea del Piave grazie ad un grande Fernando Alonso che oggi ha dimostrato di avere meritato il regalo ricevuto in Germania. Una partenza da jet a bassa quota che stava per sorprendere anche Vettel, la possibilità sfumata di salire ancora sul podio più alto, la difesa strenua del secondo posto conquistato in avvio portandosi al guinzaglio per 26 lunghissimi giri Vettel che lo ha pressato con la forza della sua Red Bull che immancabilmente lo spagnolo disarmava nell’unico rettilineo a conclusione del quale era possibile il sorpasso. Alonso col secondo posto di oggi ha accorciato ancora la classifica piloti: è a 20 punti da Webber, a 16 da Hamilton, a 10 da Vettel e a 6 da Button. Massa ha fatto la sua parte concludendo al quarto posto e contribuendo a fare salire al terzo posto la Ferrari nella classifica costruttori.
La McLaren lascia l’Ungheria in preda al panico. Il suo stato di inferiorità non è stato possibile neanche mascherarlo. Ci sarebbe riuscita solo se Hamilton non fosse stato appiedato dal cambio. Ma proprio questa rottura e l’ottavo posto di Button doppiato lo evidenziano a tutta dimensione.
Nei momenti concitati del cambio gomme per l’entrata della safety car in pit lane è successo di tutto. Rosberg che ha perso una ruota che è partita come un missile ed ha ferito un meccanico della Williams, Kubica e Sutil che si sono scontrati uscendo dalle piazzole. Alla fine ne hanno goduto Petrov che si è classificato quinto e Hulkenberg sesto, gli ultimi a non finire doppiati perché de la Rosa, settimo, Button, ottavo, Kobayashi, nono, e Barrichello, decimo, non hanno potuto evitare questo handicap. Come non lo ha evitato Schumacher cacciato in undicesima posizione da Barrichello che lo ha superato sul rettilineo nonostante una manovra scorretta del Kaiser diventato stizzoso stante il suo permanente stato di inferiorità. E per questo punito. (ore 16:30)
NEGLI ARGOMENTI CORRELATI LE INTERVISTE DI PAOLA ROSETTI.

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