Spa – La storia diversa. Quella che la gara in questa stagione continua a raccontarci smentendo la storia della qualifica. Mark Webber e Lewis Hamilton si sono scambiate le posizioni. L’australiano partiva dalla pole position è secondo all’arrivo. L’inglese con una brucinate partenza è volato subito in testa e c’è rimasto sino alla conclusione dei 44 giri. Sotto il sole (poco) e sotto la pioggia, intermittente in due momenti della gara, abbondante nel concitato finale che ha chiamato al lavoro per la seconda volta la safety car. Hamilton centra la vittoria e si riprende la testa della classifica piloti che aveva lasciato a Budapest. Webber consolida le sue aspirazioni al titolo iridato che rimangono intatte.
Pesante e forse determinante per i sogni iridati il risultato del Gran Premio del Belgio per Sebastian Vettel, fuori dai punti (quindicesimo e doppiato); Fernando Alonso, ritiratosi a sette giri dalla conclusione quando era risalito dal fondo all’ottavo posto; Jenson Button speronato e affondato al quindicesimo giro da Vettel in un tentativo di sorpasso.
Se è vero che la gara è stata condizionata dalla pioggia., è anche vero che Vettel nelle Ardenne ha vissuto un pomeriggio di straordinaria follia. Ha tentato l’azzardo di un sorpasso impossibile su Button al quale ha distrutto la McLaren che gli è costato la penalizzazione del passaggio in pit lane; ha speronato anche Liuzzi in un’altra fase della gara in cui era in condizioni di palese ritardo per entrare in zona punti e quindi avrebbe potuto gestirsi in modo più sennato, manovra che gli è costato un altro rientro al box per cambiare la posteriore sinistra dechapata. Oggi il tedesco ha dato una spallata al suo sogno iridato. Anche se mancano ancora sei gara alla conclusione ed i distacchi non sono incolmabili (31 punti da Hamilton, 28 da Webber) è l’incostanza dei suoi risultati che non lo agevola nello sprint. Ora anche la dimostrazione che la sua tenuta psicologica non è adeguata alle tensioni della battaglia.
Loro malgrado una spallata hanno dovuto darla anche Button e Alonso per i quali il ritardo dai primi si è allargato. L’inglese è a 35 punti dal connazionale, a 32 dall’australiano. Sta peggio Alonso fermatosi nel giorno in cui doveva continuare il volo cominciato con la vittoria in Germania (sub judice) e il secondo posto in Ungheria: ha 41 punti da Hamilton e 38 da Webber. Anche se la speranza è l’ultima a morire…
Punti in classifica hanno recuperato Robert Kubica terzo, ma ha regalato il secondo posto a Webber per un errore in pit lane nel cambio gomme disordinato provocato nel finale dalla pioggia, e Felipe Massa quarto con l’unica Ferrari sopravvissuta ma mai in grado di diventare protagonista. Adrian Sutil con un perentorio sorpasso su Schumacher si è conquistato il quinto posto e Nico Rosberg il sesto, anch’egli dopo il sorpasso senza riguardi del Kaiser che ha chiuso al settimo posto. L’ordine d’arrivo che distribuisce i punti iridati è completato dall’ottavo posto di Kobayashi con la Sauber Ferrari, dal nono di Petrov con la Renault e dal decimo di Alguersuari con la Toro Rosso Ferrari. (ore 16:15)
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Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.