Melbourne, 13 Marzo 2008 – Ci siamo. Quando in Italia saranno le 23:45 la pit line del Gran Premio d’Australia, prima gara delle 18 della stagione 2008 della F.1, darà il via alle prove libere, primo atto del weekend australiano. Mentre team e piloti si dedicano ad un programma finalizzato al migliore esordio stagionale, sul piano “politico” continua la diatriba tra gli organizzatori del Gran Premio australiano e Bernie Ecclestone che vuole una gara in notturna in funzione della differenza d’orario con l’Europa per garantire una agevole visione televisiva ad una vastissima platea di spettatori. La controfferta di uno spostamento al massimo di 3 ore, ovvero alle ore 17 locali, è stata respinta al mittente. Ecclestone ha già dimostrato con Imola e Indianapolis che le sue ragioni non concedono spazio ad alternative e quindi anche l’Australia rischia di rimanere senza gara iridata di F.1 se gli organizzatori non si piegheranno alla volontà del boss e non illumineranno a giorno i 300 ettari dell’Albert Park già per il Gran Premio d’Australia 2009.

A quello di quest’anno gli 11 team ci arrivano con potenzialità diverse, con un gap che si allarga e diventa incolmabile man mano che si scende dall’Olimpo dei favoriti verso pendici più abitate da comuni mortali. Il mondiale costruttori, pertanto, appare una questione privata tra Ferrari, campione in carica, e McLaren l’anno scorso penalizzata dalla spy story che relegò il team di Ron Dennis (a proposito: ha smentito il suo ritiro e sarà al muretto con pieni poteri come Mercedes conferma) all’ultimo posto a 0 punti. Il team di Maranello, che quest’anno propone monoposto a passo corto, parte dalla consapevolezza che l’avvio di stagione sarà supportato da verifiche invernali che lo danno in leggera supremazia sul team rivale. Bmw e Renault hanno ancora molto da lavorare e più che performance episodiche, vogliamo definirile sorprese?, non potranno produrre allo stato attuale delle rispettive monoposto. Da parte sua la Williams pur avendo un pilota come Nico Rosberg in grado di un’impresa iridata non ha la monoposto sullo stesso piano di potenzialità e quindi si dovrà accontentare di confrontarsi più con Bmw e Renault che con Ferrari e McLaren. Il resto, team e piloti, è puro e semplice contorno.

Se spostiamo il pronostico sul fronte dei piloti la questione privata Raikkonen-Hamilton potrebbe diventare una questione di famiglie. Nel sistema allargato entrano per dovere di monoposto Felipe Massa e Heikki Kovalainen che hanno le stesse potenzialità tecniche dei compagni di squadra e le loro ambizioni iridate si misureranno inevitabilmente con le loro qualità intrinseche prima ancora che con il valore dei compagni-rivali. Sempre che abbiano il beneplacito dei rispettivi team a svolgere per intero il ruolo di comprimari.

Non ci saranno più gli aiuti elettronici. Potere ai piloti? Vero in parte. Perchè di aiuti ce ne saranno ancora tanti e basta sedersi in una monoposto e guardare le opzioni elettroniche che offre il volante. Ci saranno gare in cui il manico conterà più di tutto il resto e saranno quelle gare che potranno dare a piloti come Trulli, Fisichella, Webber, Coulthard, Barrichello, Button (siamo per tutti in area veterani) le chances migliori per siultati che le rispettive monoposto non potranno altrimenti garantire. (ore 09:00)
SHARE
Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.