Singapore – Magnifica, stupenda, magica pole. La seconda di fila. Fernando Alonso e la Ferrari nella notte umida e afosa di Singapore hanno annichilito la concorrenza con un crono di 1’45”390 sui km 5,073 del tracciato cittadino di Marina Bay e gettato nella depressione totale Sébastian Vettel che con la sua Red Bull si era ritenuto imbattibile tra chicane, cordoli insidiosi e muretti perché i riscontri erano tutti a suo favore. Ma la tenuta nervosa del giovanissimo pilota tedesco non è quella a tenuta stagna del due volte campione del mondo asturiano, lo ha dimostrato in altre precedenti occasioni, e la supremazia evidente della monoposto è rimasta  teorica, potenziale, virtuale. Solo 67 millesimi di differenza. Quanto basta perché Alonso domani sera (nell’isola-stato saranno ore 20:00, in Italia le 2 di pomeriggio) parti alla corda nel Gran Premio di Singapore, quindicesima gara della stagione, nel quale i sorpassi sono proibitivi e la pole position equivale ad un’ipoteca.Gli altri tre impegnati nella volata iridata hanno capito già nella Q1 che non ci sarebbe stato niente da fare e che la pole sarebbe stata una partita a due. Lewis Hamilton, che qui l’anno scorso partì dalla pole e vinse, ha potuto lottare solo per la seconda fila, conquistando di forza con la sua McLaren  il terzo posto con un onorevole 181 millesimi di distacco da Alonso  che sono 114 da Vettel. Seconda fila nella quale col quarto tempo (oltre mezzo secondo da Alonso) ha trovato posto Jenson Button: due piloti inglesi, due campioni del mondo, uno in carica, due McLaren  che hanno respinto al quinto posto l’altra Red Bull di Mark Webber il quale dei “magnifici cinque” è quello che è uscito male dalle qualifiche non solo per la posizione di partenza, che non gli consentirà di difendere la posizione di leader della classifica piloti, ma per le prestazioni della sua Red Bull che ha incassato mezzo secondo e 87 millesimi dalla Ferrari di Alonso e che non sembra avere neanche le qualità necessarie per lo stesso passo gara dimostrato, al contrario, da quella del suo compagno di squadra.
Webber condivide la terza fila con Rubens Barrichello, ancora nella top ten con la Williams Cosworth anche se poi in gara non riesce a finalizzare spesso la posizione di partenza.
In quarta fila Nico Rosberg con la Mercedes e Robert Kubica con la Renault. Il polacco nella Q3 ha potuto fare solo un tentativo allo scadere del tempo per problemi al cambio e per lui, quindi, l’ottavo posto è un autentico successo di volontà e determinazione.
La top ten chiude con la quinta fila di Michael Schumacher, il quale con la sua Mercedes dopo 7 gare è riuscito ad entrare nei primi 10, e di Kamui Kobayashi, un samurai del volante che sfrutta sempre al meglio le qualità (poche) della sua Sauber e del motore Ferrari (tante).
Purtroppo una Ferrari in pole position e l’altra all’ultimo posto della griglia. Felipe Massa ha avuto appena il tempo di uscire dalla pit lane che la sua Rossa è ammutolita lasciandolo desolatamente appiedato senza alcuna possibilità di ulteriore tentativo. Il brasiliano è tornato mestamente al box. La sua sarà una partecipazione da comparsa.
Fernando Alonso ha costruito anche ieri le basi per concretizzare la tabella di marcia della sua rinascita per la conquista del terzo titolo iridato. I presupposti sono tutti a suo favore ma nell’euforia, ampiamente giustificata, è necessario rimanere con i piedi per terra e non anticipare gli eventi. La pole position gli dà il vantaggio di una partenza che egli può finalizzare sin dall’inizio con una fuga che gli potrebbe garantire di fare il cambio gomme in tutta tranquillità. Ma deve dimostrare i nervi saldi di ieri e non commettere l’errore di Monza perché qui sarà poi difficile superare (almeno in pista). C’è poi da considerare che Alonso ha un motore già usato (di nuovi non ne ha più a disposizione) e che deve solo confidare nella affidabilità del V8 di Maranello. Infine, le condizioni atmosferiche. Per domani sera su Singapore è previsto l’arrivo di un temporale. Ma sono previsioni che si aggiornano ora dopo ora perché le condizioni atmosferiche quì sono difficilmente interpretabili, soprattutto in quanto alle possibilità di “indovinare” i tempi. Questa è l’insidia maggiore che può sconvolgere le posizioni di partenza e proporre alla ribalta della gara anche un pilota e una monoposto di secondo piano. Senza dimenticare che la safety car potrebbe svolgere anch’essa un ruolo destabilizzante nello svolgimento della gara. (ore 17:30 in Italia)
NEGLI ARGOMENTI CORRELATI LE INTERVISTE DI PAOLA ROSETTI.

SHARE
Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.