Melbourne – Ha fatto quel che ha voluto. Come ha voluto, quando ha voluto. Sùbito. Pronti via, ed è schizzato come lanciato da una fionda. Sébastian Vettel, cavaliere solitario, ha vinto la gara che l’anno scorso gli era sfuggita per un’avaria all’impianto frenante. Ha definito con meticolosa precisione la dimensione del capolavoro di Adrian Newey e Rob Marshall che si chiama Red Bull motorizzata Renault. Una dimensione alla quale nessuno, allo stato attuale, può sperare d’avere accesso. Ha, in poche parole, detto all’inclito e al volgo chiaro e tondo, che il padrone è lui e che eserciterà il potere senza concessioni… democratiche. Un’apoteosi durata per cinquantotto giri sul circuito cittadino di Albert Park, 307,574 chilometri portati al termine in 1 ora 29 primi 30 secondi e 259 millesimi. L’anno scorso Jenson Button con la McLaren ottenne la rocambolesca e inaspettata vittoria in 1 ora 33 primi 36 secondi 531 millesimi.
L’avversario che ha cercato di resistergli, almeno nelle prime tornate, è stato Lewis Hamilton che alla fine ha sommato un distacco pesante: 22″297 millesimi. Una resa incondizionata seppure “impreziosita” da due circostanze: la dimostrazione che la McLaren ha superato tutti i problemi invernali e può proporsi come avversaria temibile della Red Bull; la difesa del secondo posto in partenza dall’assalto della Red Bull di Mark Webber ch’era riuscito ad affiancarlo ma ha dovuto mollare alla prima curva.
La sorpresa del podio è Vitaly Petrov con la Renault. Il russo che partiva dalla sesta postazione ha avuto un incredibile avvio e poi, anche approfittando di un paio di situazioni che gli hanno spianato la strada del terzo posto, ha condotto una gara intelligente fino al traguardo, senza quelle irruenze che l’anno scorso l’hanno più volte penalizzato. Un modo esaltante per prendere la leva del comando che è stata dell’infortunato Kubica, quì l’anno scorso sul secondo gradino del podio. L’intelligenza tattica di Petrov è stata evidenziata anche dal fatto che, come i due che lo hanno preceduto al traguardo, ha utilizzato solo due cambi gomme.
Le ha cambiate per tre volte Fernando Alonso arrivato con la sua Ferrari ai piedi del podio. Un risultato insperato dopo la disastrosa partenza che l’aveva spinto al nono posto. Lo spagnolo è stato protagonista di una prepotente rimonta e, anch’egli approfittando di alcune situazioni favorevoli, è riuscito a risalire fino al quarto posto. Anche il ritardo che ha sommato da Vettel induce ad un atteggiamento ottimistico dopo lo scoramento per la prestazione di sabato in qualifica: appena 31″772 millesimi. Tutto sommato la Ferrari ha chiuso la prima gara riuscendo ad evitare il disastro annunciato, seppure in questa considerazione può sembrare stridente la nona posizione di Felipe Massa, messo dietro dalle due Sauber dei sorprendenti Sergio Perez (settimo) e Kamui Kobayashi (ottavo). L’esordiente messicano è stato tanto sorprendente quanto strabiliante: ha fatto tutta la gara con un solo cambio gomme! La “consolazione” per Maranello può essere che le due monoposto montano motore Ferrari.
Sorprese in negativo sono Mark Webber e Jenson Button. L’australiano (tre cambi gomme) ha pagato la scelta delle coperture dure al primo pit stop quando gli altri hanno insistito con le morbide. Scelta che lo ha penalizzato nel rendimento. Alla fine si è dovuto accontentare del quinto posto con più di 38 secondi di distacco dal compagno di squadra. L’inglese ha pagato il sorpasso non regolamentare su Massa che lo ha costretto al passaggio in pit line per scontare la penalizzazione. La manovra ovviamente gli ha fatto  scalare posizioni ed il sesto posto finale è una conquista (meritata, tutto sommato). La prestazione complessiva della sua McLaren ha equivalso quella di Hamilton e il team di Woking può ora essere consapevole di potere lottare (quasi) alla pari con la Red Bull.
La top ten che assegna punti iridati è chiusa dallo svizzero Sebastian Buemi con la Toro Rosso. In definitiva per la Ferrari una giornata positiva, dal punto di vista motoristico: ben 5 suoi motori nel primi 10 posti.
Giornata nerissima per le ambizioni della Mercedes. Entrambi i piloti out. Michael Schumacher alla prima curva si è scontrato con Alguersuari ed è subito rientrato per rimediare al danno. E’ tornato in gara in ultima posizione, dove è rimasto fin quando al 19mo giro non ha deciso ch’era preferibile un dignitoso ritiro. Nico Rosberg era in gara per un posto al sole della top ten quando il rimontante Barrichello al 22mo giro ha azzardato un sorpasso e l’ha centrato in pieno costringendolo al ritiro (anche il brasiliano al 48mo giro ha salutato la compagnia per rientrare al box). La Stella di Stoccarda ha cominciato il campionato con un eclisse totale! (ore 10:00 in Italia)
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