Sepang – La regìa va sul sicuro e sul set di Sepang impone agli attori lo stesso copione di Melbourne. Personaggi e interpreti cambiano solo in alcuni dettagli. L’attore principale è ancora lui, Sébastian Vettel, seconda vittoria in due gare. Ancora Tigre della Malesia: anche quest’anno azzanna e fugge e bissa il successo dell’anno scorso. In questa prima parte del campione la Red Bull, almeno col tedesco, rimane la meravigliosa monoposto del 2010. Gli altri due personaggi del podio sono cambiati solo negli interpreti: seconda la McLaren ma con Jenson Button, terza la Renault ma con Nick Heidfeld (Vitaly Petrov dopo la gloria australiana ha ricevuto un buona dose di polvere ritirandosi a 4 giri dalla conclusione).
Nick The Quick può essere considerato l’eroe della giornata. Partenza missilistica che lo catapulta al secondo posto alle spalle del fuggitivo Vettel, gestione intelligente della gara anche in alcuni fase difficili, non solo per lui, difesa ad oltranza nel finale dall’assalto di Webber costretto al quarto posto nonostante la grande rimonta dopo la pessima partenza. La Renault dopo le prime due gare ha di diritto assunto il ruolo di quarta forza del campionato.La Ferrari ad un certo punto era passata dalla difesa a catanecaccio annunciata da Domenicali all’attacco a sorpresa come uno Zero giapponese a Pearl Harbur. Le fasi della gara al secondo cambio gomme hanno portato Alonso (anche oggi una brutta partenza) sugli scarichi di Lewis Hamilton scivolato in terza posizione perché superato dopo la seconda sosta dal compagno di squadra Button. Non potendo usare l’ala mobile inceppata lo spagnolo ha dovuto tentare altre manovre per superare il più lento pilota della McLaren (causa gomme dure che hanno avuto un degrado imprevisto). L’ennessimo tentativo sarebbe riuscito se, scartando verso l’interno, l’ala anteriore della Ferrari non avesse urtato la gomma posteriore destra della McLaren ed è andata in frantumi. Fernando si è dovuto fermare ancora ai box e quel che potuto fare è stato ottenere la sesta posizione alle spalle di Felipe Massa che ha usufruito della quinta grazie alle soste in più di Alonso, Hamilton, che ha concluso in settima posizione, e di Michael Schumacher, nono alla fine.Il samurai Kamui Kobayashi con la Sauber Ferrari ha confermato l’ottavo posto ottenuto in Australia ma poi perso a causa della penalizzazione per un dettaglio tecnico non regolamentare mentre da parte sua Paul di Resta entra ancora nella top ten, ultimo, ed incassa il secondo punto della sua prima avventutra mondiale.
In sostanza la Ferrari ha dimostrato in gara quel che non riesce a fare in qualifica. La trasformazione è notevole ed oggi poteva concludersi con il terzo gradino del podio per Alonso. Rammaricarsi è inutile ma per una squadra che dovrà ancora giocare in difesa anche in Cina il riscontro non è di poco conto.Non salva la faccia alla Mercedes il nono posto di Schumacher. Nico Rosberg si è classificato dodicesimo, doppiato. A Stoccarda non sono affatto contenti. La Stellla non può continuare a rimanere spenta con queste condizioni di inferiorità. Ross Brawn rischia grosso e come lui tutti i tecnici che hanno in cura la squadra corse.Non salvano la faccia neanche gli esperti meteo. Niente pioggia e soprattutto niente temporali. Gli aggiornamenti oggi sono stati quasi minuto per minuto. Ma il minuto dopo smentiva quello prima. Meglio così: la gara ha avuto uno svolgimento regolare senza stravolgimenti.Domenica prossima il Gran Premio di Cina. Non c’è neanche il tempo di pensare al da farsi. Per tutti saranno le prime prove libere a dare la possibilità di provare nuove soluzioni (chi ce l’ha ovviamente). (ore 12:15 in Italia)
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Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.