Shanghai – Sébastian Vettel! Terza pole in tre gare. Ma l’arma letale Red Bull non è perfetta. Ha perso per strada Mark Webber, addirittura nella Q1, fermato da problemi di kers ma soprattutto da problemi di testa. La testa del suo ingegnere di macchina che nell’ultimo tentativo piuttosto che  rimetterlo in pista con le morbide lo ha rilanciato con le dure che avevano dimostrato di avere una differenza, in più, di un secondo. Chris Horner aveva studiato una doppietta, dovrà accontentarsi domani nel Gran Premio di Cina, se le cose andranno secondo pronostico, della terza vittoria in tre gare ed ancora con Sébastian Vettel il quale è stato compositore, esecutore, direttore d’orchestra d’un “crescendo vetteliano” che sul pentagramma del week-end cinese ha scandito col suo metronomo un ritmo allucinante che ha sconvolto gli “orchestrali” degli altri ensemble, andati sempre fuori… tempo. 1’38”739 nelle libere 1, 1’37”688 nelle libere 2 (-1”051), 1’34”968 nelle libere 3 (-2”720), 1’33”706  in qualifica (-1”262), ad 1”468 dal record sul giro in prova che Michael Schumacher detiene con la Ferrari dal 2004 fatto con una monoposto che non aveva l’handicap delle ristrettezze regolamentari attuali. Hanno tentato di suonare il “crescendo vetteliano”, nell’ordine, Webber, +616 millesimi nella prima sessione; Lewis Hamilton, +166 millesimi nella seconda; Jenson Button, +208 millesimi nella terza e +715  in qualifica.
Vettel il tempo ammazza-speranze lo ha fatto al primo tentativo, uscito in pista negli ultimi 10 minuti solitario davanti a tutti (la maggiore parte dei piloti ferma ai box in quanto con un solo treno di morbide disponibili ha aspettato gli ultimi 2 minuti per un “o la va o la spacca”) e nello stesso momento in cui il cronometro si è fermato su quell’1’33” nel paddock è calato il gelo.
Alla McLaren (piloti in tuta tutta rossa: nostalgie comuniste?) rimane la consapevolezza d’essere ancora oggi, alla vigilia del trittico di gare europee che comincerà l’8 maggio in Turchia e si concluderà il 29 maggio nel Principato di Monaco, la rivale più credibile della Red Bull, imbattibile a metà (Webber partirà dalla diciottesima posizione!).  Button ha conquistato una incoraggiante prima fila (la sua prima volta quest’anno) mentre Hamilton si è fermato a oltre 7 decimi da Vettel e ad appena 42 millesimi dal compagno di squadra per una seconda fila, lato pulito, che in partenza non lo esclude dal podio.
La Ferrari ha acquisito anch’essa una consapevolezza nella giornata degli errori strategici (la replica in copia conforme dell’abbaglio preso dalla Red Bull per Webber l’hanno concessa al box Renault impedendo a Nick Heidfeld, terzo in Malesia, di superare la Q2, sedicesimo) e/o di valutazione (con l’alibi dell’imprevisto causato dalla Renault di Petrov bloccata senza cambio in pista che ha costretto il direttore di corsa ad esporre la bandiera rossa e che ha penalizzato tutti quelli che avevano aspettato l’ultimo minuto per tentare il possibile). Nonostante nell’assalto finale siano mancati piloti come Webber, Heidfeld, Petrov ed anche Schumacher (ancora fuori dalla top ten, 14mo), ipotesi valida per il pluricampione del mondo avallata dalla performance di Rosberg, in questa situazione favorevole la Ferrari non è riuscita ad andare oltre la terza fila che la bolla come un marchio da inizio stagione.
Fernando Alonso è stato tra quelli che ha aspettato gli ultimi 2 minuti per il suo tentativo. Con quale stato d’animo sia uscito in pista dopo l’1’33” di Vettel, l’1’34” di Button e Hamilton solo lui lo sa. La progressione della Ferrari n.5 la dice lunga rispetto ai parziali di Vettel: +428 millesimi nel primo tratto, +879 nel secondo, +1”413 al traguardo. Felipe Massa ha sommato nel totale +1”439. Sarebbero stati un quarto e un quinto posto se Nico Rosberg, arrivato sotto la bandiera a scacchi dopo i ferraristi, non avesse fatto 1’34”670 prendendosi il quarto posto in seconda fila e facendo indietreggiare le due Rosse sul terzo allineamento.
Se lo “storico” delle due prime gare vale per le qualifiche speriamo valga anche per la gara dove la dottoressa Jackyl di Maranello nei primi due appuntamenti si è trasformata in miss Hyde. Se così sarà, e il passo gara delle libere sembra ancora una volta dimostrarlo, non metterei neanche un dito sul fuoco in favore d’un podio che ripeterà le posizioni di partenza.
La Ferrari, se volete, sorride già oggi perché nella top ten ci sono entrambi le Toro Rosso col trapianto del suo “cuore”: Jaime Alguersuari settimo in quarta fila insieme con la sorpresa Paul di Resta ottavo con la Force India Mercedes e in quinta Sebastian Buemi, nono, in compagnia di Vitaly Petrov con la Renault (terzo all’esordio) che non ha potuto effettuare neanche un tentativo dopo la rottura del cambio appena dopo avere ottenuto l’accesso in Q3 con un quarto strepitoso posto. Il 107% non colpisce neanche in questa occasione, quindi griglia completa con i 24 piloti al via quando in Italia saranno le 9 del mattino e a Shanghai le 3 del pomeriggio. (ore 10:30 in Italia)
NEGLI ARGOMENTI CORRELATI LE INTERVISTE DI PAOLA ROSETTI.

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Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.