Shanghai – Lewis Hamilton non vinceva dal 29 agosto 2010, Gran Premio del Belgio. Ha rischiato di partire dalla pit line (un problema elettrico lo ha bloccato al box quasi al limite della chiusura della pit lane e i meccanici sono riusciti a portarlo sullo schieramento senza il cofano motore che hanno istallato dopo). E’ tornato sul podio più alto otto mesi dopo, merito di una strategia di gara che nel finale ha messo le ali alla sua McLaren Mercedes e tarpato quelle della Red Bull di Sébastian Vettel che nulla ha potuto fare, dato il degrado della sue gomme, per impedire al rivale di infilarlo con facilità.
Le gomme sono state le grandi protagoniste del Gran Premio di Cina ed hanno premiato  le strategie che hanno tenuto conto non dei momenti contingenti ma di quelli in prospettiva ed hanno dato a Mark Webber quel che ieri gli avevano tolto relegandolo nella 18ma piazzola. L’australiano arrivato nel rush finale con le morbide è diventato un missile a confronto di tutti quelli che gli stavano davanti i quali al contrario avevano scelto sempre gomme morbide per tenersi davanti scegliendo la soluzione dure nel finale. Ci fosse stato ancora un giro Webber avrebbe infilato come un pollo allo spiedo anche il suo compagno di gara che già non aveva potuto difendere il primo posto dall’arrembaggio di Lewis Hamilton. Alla fine la doppietta che Chris Horner aveva preparato alla vigilia è stata realizzata ma solo un secondo e terzo posto. Nemesi storica: anche l’anno scorso Vettel partì dalla pole ma finì sesto e la gara fu vinta da Button con la McLaren.
Le vittime illustri del superfinale di Webber sono stati Jenson Button, che ha concluso al quarto posto con la sua McLaren, Nico Rosberg quinto con la Mercedes, Felipe Massa e Fernando Alonso con le Ferrari, rispettivamente4 sesto e settimo, Michael Schumacher ottavo con la sua Mercedes e Vitaly Petro decimo con la Renault.
La gara è completamente cambiata dopo il primo pit stop. Vettel è partito male ed ha subìto il doppio sorpasso delle due McLaren con Button che s’è messo in testa, evitando di forza anche quello di Rosberg. Al primo cambio gomme in testa s’è messo Rosberg mentre gli altri al rientro si sono resi conto di avere perso più posizioni di quanto non avessero  previsto. Spettacolare è stato il cambio di Button e Vettel entrati insieme ai box, uno dietro l’altro. L’inglese si è fermato sulla piazzola della Red Bull e questo errore gli è costato il sorpasso ai box del tedesco. Da questo momento in avanti ed anche dopo il secondo cambio gomme era sembrato che Rosberg potesse vincere la gara e Massa arrivare secondo. Il degrado delle gomme ha stravolto le posizioni ed ha premiato chi, come Webber, aveva scelto la strategia che all’inizio era sembrata conservativa e che al contrario è stata vincente.
La Ferrari non è stata mai in gara per il podio con Alonso, che ha sbagliato ancora la partenza, e si è illusa con Massa. L’ordine d’arrivo ha assegnato alle due Rosse un ruolo del tutto marginale che sarebbe stato ancora più evidenziato se Alonso all’ultima curva dell’ultimo giro non avesse tenuto dietro la Mercedes di Schumacher.
La Ferrari lascia l’Estremo Oriente certamente non nelle condizioni che facevano parte delle previsioni della vigilia ed ora dovrà dimostrare che da Istanbul in poi è veramente in grado di eliminare il gap che la divide da Red Bull e McLaren. Tenendo conto che se in una gara manca all’appello la Renault (presente sul podio nelle prime due) risponde “presente” la Mercedes che, sembra, avere fatto un salto di qualità. Nessuno pensa oggi che la Ferrari possa diventare la quinta forza del campionato. Ma è necessario smentire con in fatti senza indugi le premesse che sono state create in Australia, Malesia e oggi in Cina. (ore 11:30 in Italia)

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Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.