Istanbul – Quattro pole in quattro gare. Se non avesse demolito il record sul giro in prova di Michael Schumacher che resisteva dal 2006, la notizia di Sébastian Vettel in pole position nel Gran Premio di Turchia di domani non sarebbe una notizia. Lo ha demolito, come un castello di sabbia. Il campione del mondo di oggi sui  5,338 chilometri del tracciato di Istanbul ha fermato il cronometro su 1’25”049. Il campione del mondo di ieri aveva fatto 1’25”850. Seby a Schumi gli ha limato ben 8 decimi!
Il quarto sigillo del ragazzo di Heppenheim è un sigillo da re. Anzi, considerati i luoghi, da sultano. Lo ha posto dopo avere distrutto la monoposto venerdì mattina che gli è sfuggita di mano per un aquaplaning galeotto che l’ha sbadacchiata contro le barriere. Quattro ammortizzatori sostituiti, due alettoni e un centinaio di altri particolari. Appena fuori dal pronto soccorso, dove c’era rimasto inoperoso per tutte le libere 2 del pomeriggio di venerdì, il  sultano nelle libere 3 di ieri mattina ha fatto 1’26”037 mettendosi dietro tutta l’allegra brigata. Nel pomeriggio nell’ora suprema della chiamata alla griglia ha gelato la stessa allegra brigata con 1’25”610, poi ritoccato di oltre mezzo secondo qualche minuto dopo nella Q3. Un solo  giro e amen! Gli altri cinque che hanno tentato di insidiarlo nell’1’25” si sono messi in fila per uno disciplinatamente: il compagnone Mark Webber secondo a oltre 4 decimi, Nico Rosberg con la Mercedes terzo a oltre mezzo secondo, Lewis Hamilton con la McLaren quarto anch’egli a oltre mezzo secondo, Fernando Alonso con la Ferrari quinto a oltre 8 decimi.
C’è sigillo e sigillo. Alonso e la Ferrari continuano a metterlo sul quinto posto. Il quarto in quattro gare. La costanza è la virtù dei forti? Auguriamo alla Ferrari di diventare debole così la smette con questa abbuffata di quinti  posti. Una Ferrari arrivata all’appuntamento turco nelle stesse condizioni delle precedenti tre gare. Pacchetto aerodinamico nuovo, altri particolari inediti, miglioramenti zero. Anzi problemi idraulici venerdì pomeriggio sulla Rossa di Alonso, problemi ai motori nelle libere 3 di ieri mattina. A Massa precauzionalmente hanno sostituito il propulsore, quello di Fernando è stato smontato e dopo un controllo meticoloso è stato rimontato.
Per la Ferrari che non migliora i guai aumentano. Perché nel consiglio di sicurezza dell’Onu del Circus è entrato come membro di diritto la Mercedes che continua nel miglioramento progressivo che a Maranello non riescono ad innescare. Nico Rosberg nella sua marcia di avvicinamento alla griglia è partito con un secondo posto nelle libere 1 sotto la pioggia, si è confermato secondo nelle libere 2, è stato quarto nelle libere 3. Il terzo posto in griglia per la seconda fila è un segnale che la Ferrari non può ignorare. Anche la prima volta nella top ten di Michael Schumacher rende evidente questo segnale.
Tanto più che all’habitué del quinto posto Alonso in casa Ferrari ha fatto riscontro il decimo posto in griglia di Felipe Massa che ha rinunciato a fare il benché minimo tentativo per risparmiare l’ennesimo treno di morbide che stava per utilizzare e che lo avrebbero incasinato in gara.
Ed in questo contesto di impotenza Ferrari possiamo ritenere allarmante, per la Rossa, anche il fatto che la Renault continui ad essere presente nelle prime dieci posizioni della griglia, frequenza che dimostra la costanza nel rendimento, non eccezionale ma c’è, della monoposto francese che può togliere posizioni in classifica ai due piloti di Maranello.
La Red Bull, quindi, per la prima volta quest’anno concretizza una doppia partenza in prima fila. Webber non ha le smanie dell’anno scorso e dovrebbe proteggere il compagno di squadra, immediatamente dietro al quale parte, anch’egli dal lato pulito, Nico Rosberg, uno che i desideri pruriginosi comincia ad avvertirli, mentre Lewis Hamilton, che ha fregato Vettel in Cina, parte dalla parte sporca, proprio dietro all’australiano. Cosa sperare per Alonso che parte dalla terza fila insieme con Button? Che finalmente azzecchi la partenza e non si incasini come ha due volte su tre fatto. Quarta fila Petrov-Schumacher, quinta fila Heidfeld-Massa.
Il meteo non profetizza pioggia. Il sole dovrebbe baciare la gara per tutta la durata. 58 giri per quasi 310 chilometri con 14 curve, 8 a sinistra e 6 a destra delle quali la 8 costituisce il punto chiave di ogni giro: si percorre in più di 8 secondi e l’elevata velocità si combina con il forte carico aerodinamico. Stressante. (ore 14:30 in Italia)
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Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.