Istanbul – La ricreazione è finita a Shanghai. Il prof. Sèbastian Vettel, giovanissimo docente in scienze di campione del mondo, è risalito in cattedra per un’altra delle sue magistrali lezioni. La terza in quattro gare. Alla lezione come docente assistente ha preso parte Mark Webber. I due hanno regalato alla Red Bull la prima doppietta della stagione. La ricreazione è finita.
Al terzo posto si è classificato Fernando Alonso, autore di una buona partenza (finalmente) e protagonista di un’ottima gara più di quanto gli poteva consentire la sua Ferrari la quale, infatti, nel momento topico a sei giri dalla conclusione non ha avuto la capacità prestazionale di respingere l’assalto della Red Bull di Webber che ha tolto allo spagnolo la soddisfazione del secondo posto, meritatissimo premio. Il terzo è un buon viatico. Non si può parlare di rimonta ma di flebo di ottimismo con l’auspicio che non si tratti dun episodio maturato per fattori contingenti.
Fattori legati ai quattro cambi gomme cui si sono dovuti sottoporre tutti i piloti, con qualche rarissima eccezione d’azzardo come quella di Jenson Button il quale essendosi fermato al box solo tre volte nel finale si è trovato disarmato ed è stato superato facilmente da Nico Rosberg.
La McLaren, dopo l’explot cinese, oggi non è stata protagonista credibile della gara. Lewis Hamilton alla fine è riuscito a guadagnare il quarto posto mentre Button ha concluso al sesto, superato come accennavo, da Rosberg quinto. Il tedesco della Mercedes ha avuto una partenza fulminante che ha sorpreso Webber ed è rimasto fino al primo cambio gomme sulla scia di Vettel. Nel proseguio della gara è progressivamente scivolato indietro e solo l’autorevole recupero finale lo ha portato in quinta posizione.
La Renault continua a marcare presenze nelle prime dieci posizioni: Nick Heidfeld settimo e Vitaly Petrov ottavo a conclusione di una gara con alti e bassi e sorpassi, anche tra loro, al limite del regolamento.
I due “figli di un dio minore” Sebastian Buemi con la Toro Rosso e Kamui Kobayashi con la Sauber rispettivamente nono e decimo hanno completato la top ten per loro soddisfazione e per quella della Ferrari, considerato che le due monoposto montano propulsori di Maranello.
Ferrari che ha perso per strada Felipe Massa, anche a causa di un contrattempo ad un cambio gomme. Il brasiliano, undicesimo al traguardo, l’unica soddisfazione che si è potuta prendere è stato superare Michael Schumacher, dodicesimo, il quale da parte sua continua ad essere l’elemento debole della squadra che continua ad avere in Rosberg la “punta di diamante”.
Italiani brava gente: Jarno Trulli doppiato ha chiuso al diciottesimo posto, Vitantonio Liuzzi al ventiduesimo, ultimo tra gli arrivati e cinque volte doppiato. Paul di Resta non ha finito la gara, Timo Glock non l’ha neanche cominciata per un guasto alla trasmissione. (ore 16:00 in Italia)
NEGLI ARGOMENTI CORRELATI LE INTERVISTE DI PAOLA ROSETTI.

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Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.